{"id":5392,"date":"2026-09-25T12:47:16","date_gmt":"2026-09-25T10:47:16","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5392"},"modified":"2026-09-25T12:47:18","modified_gmt":"2026-09-25T10:47:18","slug":"francesco-guccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5392","title":{"rendered":"Francesco Guccini"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abCresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria\u2026\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Guccini \u00e8 appena morto e dedicare a lui la parte musicale di questo Addictus Magazine potrebbe, per taluni, sembrare offensivo. Da suo sincero ammiratore e devoto fan la cosa la vedo in modo un po&#8217; diversa: \u00e8 innegabile che Guccini abbia cantato, non solo l\u2019ebbrezza (\u201c..al rosso saggio chiedi i tuoi perch\u00e9\u201d) innumerevoli volte, ma anche l\u2019ubriachezza (\u201c..cadon come foglie gli ubriachi\u2026il caff\u00e8 della stazione per neutralizzare il vino..\u201d) e un\u2019immagine di s\u00e9, almeno durante gli anni \u201970, con il fiasco sul palco, anche se, pi\u00f9 recentemente, dichiar\u00f2 di aver fatto molto pi\u00f9 fatica a smettere di fumare (con la sua maculopatia retinica) che non di bere. E da un altro punto di vista \u00e8 una maniera di ricordare una colonna della musica italiana. E quindi, avanti con Francesco Guccini!\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">FG nacque quattro giorni dopo l&#8217;entrata dell&#8217;Italia nella seconda guerra mondiale. Di l\u00ec a poco, suo padre\u00a0 fu chiamato alle armi costringendolo ad andare a vivere con la madre Ester presso i nonni paterni a Pavana, nel comune di Sambuca Pistoiese. Guccini ricorder\u00e0 pi\u00f9 volte nelle sue opere gli anni dell&#8217;infanzia trascorsi sulle montagne dell&#8217;Appennino tosco-emiliano, della quale andava molto fiero. La fine della guerra riport\u00f2 Guccini con la famiglia a Modena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00abPiccola citt\u00e0, bastardo posto, \/ appena nato ti compresi \/ o fu il fato che in tre mesi \/ mi spinse via?\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guccini mosse i primi passi nel mondo della musica come cantante e chitarrista in un&#8217;orchestra da balera, di cui facevano parte Pier Farri (che divenne in seguito suo produttore) alla batteria e Victor Sogliani (futuro componente dell&#8217;Equipe 84) al sassofono, pi\u00f9 un altro chitarrista, Franco Fini Storchi. Con gli Snakers Guccini scrisse le prime canzoni sul modello dei brani di Peppino di Capri e degli Everly Brothers. Per due anni il gruppo ottenne molti ingaggi, facendo la stagione sulla riviera romagnola e suonando in tutto il nord Italia e anche all&#8217;estero: proprio durante alcuni spettacoli in Svizzera Guccini si trov\u00f2 ad accompagnare, come chitarrista, Nunzio Gallo, vincitore del Festival di Sanremo 1957 con Corde delle mia chitarra (in coppia con Claudio Villa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1961 la famiglia Guccini si trasfer\u00ec a Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la sua maturazione musicale e artistica risultarono decisivi gli ascolti (le \u00abdiete musicali\u00bb, come le defin\u00ec) del gruppo torinese dei Cantacronache e Bob Dylan; in questo periodo compose canzoni come La canzone del bambino nel vento (Auschwitz), \u00c8 dall&#8217;amore che nasce l&#8217;uomo, portate al successo dall&#8217;Equipe 84 e Noi non ci saremo, registrata invece dai Nomadi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo lavoro della sua carriera di cantautore \u2013 Folk beat n. 1 \u2013 arriv\u00f2 nel 1967 che ebbe un riscontro commerciale molto scarso (&#8220;praticamente nullo&#8221; afferm\u00f2 Guccini).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Furono tuttavia i Nomadi a portare al successo nello stesso anno quella che divenne una delle canzoni pi\u00f9 note di Guccini: Dio \u00e8 morto, un brano che ricevette gli elogi addirittura di papa Paolo VI (fu trasmessa da Radio Vaticana, bench\u00e9 a suo tempo censurata dalla Rai per blasfemia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel biennio 1967-1968 si distinse anche per il lavoro di pubblicitario nell&#8217;ambito del Carosello insieme a Guido De Maria, collaborando agli slogan dell&#8217;Amarena Fabbri imperniate sui personaggi Salomone pirata pacioccone e il suo aiutante &#8220;Mano di fata&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1970 fu la volta di Due anni dopo, album dai toni inquieti ed esistenziali. Con questo album ha inizio una collaborazione, che durer\u00e0 circa un decennio, con la folksinger americana Deborah Kooperman.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A undici mesi da Due anni dopo fu pubblicato L&#8217;isola non trovata. Il titolo dell&#8217;album, che \u00e8 anche quello di una canzone, \u00e8 un riferimento a Guido Gozzano; altra citazione letteraria presente nel disco fu quella di J.D. Salinger in La collina. La notoriet\u00e0 di Guccini inizi\u00f2 a diffondersi con partecipazioni televisive e dove divenne amico di Claudio Baglioni. Nel 1971 spos\u00f2 la sua storica fidanzata, Roberta Baccilieri (raffigurata sul retro di copertina dell&#8217;album Radici e alla quale dedic\u00f2 la canzone Eskimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBolognesi! Ricordatevi: Sting \u00e8 molto bravo, per\u00f2 tenetevi il vostro Guccini. Uno che \u00e8 riuscito a scrivere 13 strofe su una locomotiva, pu\u00f2 scrivere davvero di tutto.\u00bb (Giorgio Gaber)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero salto artistico e qualitativo si ebbe nel 1972 con Radici, che contiene alcune delle sue canzoni pi\u00f9 conosciute; innanzitutto La locomotiva, Incontro, Piccola citt\u00e0, Il vecchio e il bambino, La canzone della bambina portoghese e Canzone dei dodici mesi, brani ritenuti tra i suoi capolavori artistici. Nello stesso anno Guccini port\u00f2 alla EMI Italiana un giovane cantautore suo concittadino (a cui abbiamo dedicato un numero di Addictus Magazine, N.d.R), di cui aveva ascoltato alcune canzoni che l&#8217;avevano colpito: si tratta di Claudio Lolli, con cui in futuro collaborer\u00e0 nella stesura di due canzoni (Keaton e Ballando con una sconosciuta), che deve proprio a Guccini l&#8217;inizio della sua attivit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1973 fu la volta di Opera buffa, disco registrato all&#8217;Osteria delle Dame di Bologna e al Folkstudio di Roma, goliardico e spensierato, che mette in luce le sue qualit\u00e0 di cabarettista, ironico e teatrale, colto e canzonatorio. Segu\u00ec l&#8217;anno successivo Stanze di vita quotidiana, un album controverso e di difficile ascolto, che riscontr\u00f2 pareri contrastanti di pubblico e critica. Il disco, composto da sei lunghi brani malinconici e struggenti, rispecchiava il periodo di crisi profonda che Guccini stava vivendo, aggravata dai continui dissidi con il produttore Pier Farri, e che ricevette delle critiche impietose: si ricorda soprattutto quella di Riccardo Bertoncelli, che senza mezzi termini boll\u00f2 il cantautore come \u00abun artista finito, a cui non resta pi\u00f9 nulla da dire\u00bb. Guccini rispose a questa accusa qualche anno dopo, con L&#8217;avvelenata e \u201c ci sar\u00e0 sempre un Bertoncelli e un prete a sparare cazzate\u201d verr\u00e0 ricordata in eterno, anche a vantaggio di Bertoncelli stesso. Solo a distanza di molti anni fu riconosciuto il valore artistico di questo disco. Guccini denunci\u00f2 anche parecchi problemi con la produzione e la qualit\u00e0 della registrazione. Personalmente, ritengo <em>Stanze<\/em>, un ottimo disco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il successo commerciale di Guccini arriv\u00f2 nel 1976, l&#8217;anno di Via Paolo Fabbri 43, album che sarebbe poi risultato tra i pi\u00f9 venduti dell&#8217;anno. L&#8217;album successivo, pubblicato due anni dopo, fu Amerigo (1978), la cui canzone pi\u00f9 famosa \u00e8 certamente Eskimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, nello stesso anno, si separ\u00f2 dalla moglie Roberta (scrivendo sulla vicenda la canzone Eskimo) e inizi\u00f2 una convivenza con Angela Signorini, dalla quale, nel 1978, ebbe la sua unica figlia, Teresa (a cui anni dopo avrebbe dedicato le canzoni Culodritto ed E un giorno&#8230;). \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guccini apr\u00ec gli anni ottanta con Metropolis, album al quale, al pari di Stanze di vita quotidiana, ha affermato di essere meno legato.Il filo conduttore della raccolta \u00e8 la descrizione di alcune citt\u00e0 dal preciso valore simbolico: Bisanzio, Venezia, Bologna e Milano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il successivo album Guccini, tratt\u00f2 le stesse tematiche del precedente, tra cui spicca il tema del viaggio e del disagio metropolitano rappresentati in Gulliver e in Argentina. Un brano \u00abclassico\u00bb di Guccini divenne Autogrill, canzone che narra di un amore sfiorato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 1987 fu l&#8217;anno di Signora Bovary, un album la cui particolarit\u00e0 risiede nelle varie canzoni come ritratti di personaggi della vita di Guccini. Van Loon \u00e8 suo padre, Culodritto \u00e8 la giovane figlia Teresa, Signora Bovary \u00e8 lui stesso. La canzone Keaton fu scritta dall&#8217;amico cantautore Claudio Lolli, con delle modifiche di Guccini, che la firm\u00f2 come coautore. Il disco segn\u00f2 un importante cambio di rotta, soprattutto per quel che riguarda la composizione musicale. Si tratta di un lavoro raffinato, con melodie e arrangiamenti pi\u00f9 complessi. Colpisce su tutte Scirocco, che racconta un episodio della vita di Adriano Spatola, detto Baudelaire e della sua separazione da Giulia Niccolai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che non&#8230; (1990) fu un album all&#8217;insegna della continuit\u00e0 poetica con il precedente, tre anni dopo (1993) fu la volta di Parnassius Guccinii (dal nome dell&#8217;omonima farfalla dedicata al cantante emiliano).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre anni dopo (1996) fu il turno di D&#8217;amore di morte e di altre sciocchezze, altro successo di vendite. Tra le canzoni di maggior successo del disco spicca Cirano; Quattro stracci, che narra dell&#8217;amore finito per Angela, in maniera molto pi\u00f9 dura rispetto a Farewell, del disco precedente. L&#8217;album Stagioni \u00e8 l&#8217;album con cui Francesco Guccini chiude il secolo e come tematiche si concentra sui diversi cicli temporali che attraversano lo scorrere degli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disco successivo, Ritratti (2004), contiene alcuni brani caratterizzati da dialoghi immaginari con personaggi storici, come Ulisse, Cristoforo Colombo, Che Guevara; Odysseus, che apre il disco, ha un testo ritenuto da alcuni tra i migliori della sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 21 aprile 2011 il cantautore spos\u00f2 a Mondolfo in seconde nozze Raffaella Zuccari, sua compagna di vita dal 1996. Nel novembre dello stesso anno, dopo una lunga gestazione, venne pubblicato l&#8217;album L&#8217;ultima Thule, che a fine 2013 consegu\u00ec il secondo Disco di platino per aver superato le 120 000, di cui oltre 100 000 nel primo mese di pubblicazione. Nonostante questo successo, Guccini dichiar\u00f2 di non volere pi\u00f9 n\u00e9 incidere nuovi lavori n\u00e9 fare concerti, ritirandosi dalla carriera musicale e dedicandosi interamente a quella di scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 18 novembre 2022 venne pubblicato il diciassettesimo album in studio Canzoni da intorto, disco di cover che segna il ritorno di Guccini dall&#8217;ultimo album L&#8217;ultima Thule. Il 14 dicembre dello stesso anno Guccini divent\u00f2 nonno, con la nascita di Pietro, figlio di Teresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francesco Guccini muore il 6 agosto 2026 nella sua casa di Pavana, all&#8217;et\u00e0 di 86 anni. La famiglia comunic\u00f2 che i funerali si sarebbero svolti, in forma privata per volont\u00e0 dell&#8217;artista, dopo due giorni nella stessa abitazione; una preghiera e una benedizione dell&#8217;arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi, amico di Guccini, conclusero la cerimonia funebre laica. Le ceneri del cantautore sono tumulate presso il cimitero comunale di Pavana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I brani scelti per questa <em>Addictus compilation<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La locomotiva (Radici, 1972). \u00c8 probabilmente la canzone pi\u00f9 conosciuta di Guccini, il quale, da quando \u00e8 stata composta, l&#8217;ha proposta abitualmente come ultimo brano di ogni suo concerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La canzone \u00e8 direttamente ispirata a un fatto realmente accaduto, che ebbe come protagonista il macchinista (fuochista) anarchico Pietro Rigosi. Poco prima delle ore 17 del 20 luglio 1893 Rigosi, che all&#8217;epoca aveva 28 anni ed era sposato e padre di due bambine, si impadron\u00ec di una locomotiva sganciata da un treno merci nei pressi della stazione di Poggio Renatico, dove lavorava, e la diresse alla velocit\u00e0 di 50 km\/h, che per quei tempi era notevole, verso la stazione di Bologna. Il personale tecnico delle ferrovie devi\u00f2 la corsa della locomotiva su un binario morto, dove la locomotiva si schiant\u00f2 contro alcune carrozze in sosta. L&#8217;impatto fu estremamente violento e l&#8217;uomo venne sbalzato fuori; gli venne amputata una gamba e rimase sfigurato in viso, ma sopravvisse. Dopo due mesi venne dimesso dall&#8217;ospedale ed esonerato dal servizio in ferrovia per motivi di salute e non licenziato in tronco. I motivi che spinsero l&#8217;uomo a questo gesto non sono mai stati del tutto chiariti, ma le sue idee profondamente anarchiche convinsero l&#8217;opinione pubblica che si trattasse di un gesto di protesta contro le dure condizioni di vita e di lavoro di quegli anni e contro l&#8217;ingiustizia sociale, che si manifestava in ogni situazione, ad esempio nel mondo del trasporto ferroviario, in cui le carrozze di prima classe erano comode e confortevoli, mentre quelle delle classi inferiori erano fatiscenti e scomode. Gran parte dei giornali dell&#8217;epoca liquid\u00f2 la vicenda definendola un puro atto di pazzia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La Locomotiva (Remaster 1996)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/c7nj791_9Yk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autogrill (Guccini, 1983). Un vero capolavoro. Difficile rimanere indifferenti alla magia malinconica di questa canzone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Autogrill (Remastered 2007)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6IPuEoxan34?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scirocco (Madame Bovary, 1987).\u00a0 Scirocco\u00a0racconta un amore impossibile e incompiuto, bloccato dalle convenzioni sociali e dal senso del dovere. Musicalmente, secondo me, il miglior pezzo di Guccini, mentre il precedente Autogrill \u00e8 il miglior testo. Da sempre le mie due figlie parteggiano per l\u2019uno o per l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Scirocco (Remastered 2007)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TXSjfIbXXQo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cirano (D\u2019amore e di altre sciocchezze, 1996). Inno alla libert\u00e0, alla ribellione contro il conformismo e una dura critica all&#8217;ipocrisia della societ\u00e0. Il pezzo \u00e8 il preferito da mia moglie (DJ Kanga), cos\u00ec si conclude la vetrina di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Cirano\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7M7wDqZGq94?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incontro (Radici, 1972). In Incontro Guccini narra del suo rendez-vous a dieci anni di distanza, con un&#8217;amica dei tempi andati. \u00c8 una malinconica occasione per rievocazioni nostalgiche e per constatare i cambiamenti avvenuti. \u00abIncontro parla di un&#8217;amica mia che, bont\u00e0 sua, era innamorata di me. Era anche molto carina, ma aveva poche tette e io ero molto sensibile all&#8217;argomento. Oggi guardo altre cose, anche perch\u00e9 sono cambiati i tempi. In quegli anni avere la ragazza senza tette era un handicap mica da ridere. Con questa ragazza rimanemmo comunque amici. Divent\u00f2 professoressa di ginnastica e si spos\u00f2 con un americano che viveva a Bologna. Per un po&#8217; vissero in America, poi si trasferirono a Berlino e fu l\u00ec che si innamor\u00f2 di un altro, un tipo piuttosto instabile, purtroppo. Cos\u00ec, quando a Natale lei raggiunse suo figlio in America, lui si impicc\u00f2. Al suo ritorno in Italia la mia amica venne subito a cercarmi per raccontarmi cos&#8217;era successo. Andai a trovarla, e dopo quel pomeriggio trascorso insieme scrissi Incontro, forse il mio primo tentativo di scrivere per immagini veloci, molto cinematografiche\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un consiglio, se suonate la chiatarra e volete far colpo sulle ragazze che vi ascoltano, questo \u00e8 il brano giusto. Non so se funziona con l\u2019inversione di genere (nota di DJ Kanga).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Incontro (Remaster 1996)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/egkjZu_NCGw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Canzone delle osterie di fuori porta (Stanze di vita quotidiana, 1974). Canzone tra le pi\u00f9 belle di Guccini. Bastava questo brano per far tacere le \u201ccazzate\u201d di Bertoncelli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Canzone Delle Osterie Di Fuori Porta (Remastered 1996)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/khtQJzm2QkU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Canzone quasi d\u2019amore (Via Paolo Fabbri 43, 1976). Altro capolavoro assoluto del nostro. \u201c\u2026Fingo d&#8217;aver capito che vivere \u00e8 incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, Bere, leggere, amare, \u2026grattarsi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Canzone Quasi D&amp;apos;Amore (Remastered 2007)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VCt2IhzjsoQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisanzio (Metropolis, 1981). Una storia che si svolge ai tempi di Giustiniano (\u201cimperatore sposo di puttana\u2026\u201d). Chi poteva mai fare una cosa del genere?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Bisanzio (Remastered 2007)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gyIUah18I60?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Canzone della bambina portoghese (Radici, 1972). L&#8217;oceano e il confine: La figura della bambina che guarda il mare (ispirata idealmente a Cabo da Roca, l&#8217;estremo lembo d&#8217;Europa) rappresenta la condizione dell&#8217;essere umano di fronte all&#8217;ignoto. Il mare infinito \u00e8 la metafora dell&#8217;infinito e del mistero. Pi\u00f9 di recente, Corrado Guzzanti, fa dire a un suo personaggio: la risposta che cerchi \u00e8 dentro la Canzone della bambina portoghese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Canzone Della Bambina Portoghese (Remastered 2022)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sYanDLhwogE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Canzone dei 12 mesi (Radici, 1972). \u201cSettembre \u00e8 il mese del ripensamento sugli anni e sull&#8217;et\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo l&#8217;estate porta il dono usato della perplessit\u00e0, della perplessit\u00e0. Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identit\u00e0. Come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilit\u00e0, le possibilit\u00e0\u201d. Pura poesia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Canzone Dei Dodici Mesi (Remaster 1996)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qUxMr-1QV6o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vecchio e il bambino (Radici, 1972). Il vecchio e il bambino \u00e8 un brano per voce, chitarra, flauto dolce e sintetizzatore (usato per riprodurre i suoni degli archi) nel quale un anziano descrive il mondo e le sue bellezze prima che vi si abbattesse una guerra nucleare al suo presunto nipote (\u00abLa polvere rossa si alzava lontano, e il sole brillava di luce non vera e tutto d&#8217;intorno non c\u2019era nessuno, solo il tetro contorno di torri di fumo\u2026 Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori\u00bb. Potrebbe rappresentare il mondo della catastrofe climatica, come descritto dal film Interstellar.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Vecchio E Il Bambino (Remastered 2022)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/z6KPMQpq0bY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il frate (L\u2019isola non trovata, 1971). Brano un po&#8217; trascurato e poco eseguito da Guccini nei concerti. Per testo e musica \u00e8, invece, uno dei miei preferiti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Francesco Guccini - Il frate (Guccini)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dvFKd9k2K9E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La canzone della vita quotidiana (Stanze di vita quotidiana, 1974). Se c\u2019\u00e8 una canzone che batte tutte per disincantata malinconia esistenziale \u00e8 questa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Canzone Della Vita Quotidiana (2007 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/B3RliKMk_UI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come avrete notato, questa volta abbiamo sforato le canoniche 10 canzoni. Ma \u00e8 Guccini\u2026<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCresciuto tra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria\u2026\u00bb Francesco Guccini \u00e8 appena morto e dedicare a lui la parte musicale di questo Addictus Magazine potrebbe, per taluni, sembrare offensivo. 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