{"id":5375,"date":"2026-07-19T10:30:15","date_gmt":"2026-07-19T08:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5375"},"modified":"2026-07-19T10:30:17","modified_gmt":"2026-07-19T08:30:17","slug":"la-cerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5375","title":{"rendered":"La cerca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPrego signora, si accomodi. L\u2019abbiamo chiamata per confrontarci con lei sul rendimento scolastico di Nicola. Si sar\u00e0 sicuramente accorta che le ultime verifiche sono tutte negative<a>\u00bb<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a>\u00ab<\/a>Veramente, no, non me n\u2019ero resa conto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRispetto all\u2019anno scorso Nicola ha subito un sensibile calo di rendimento, di cui non riusciamo a capire il motivo. Era un ragazzo interessato ad apprendere e che otteneva buoni risultati scolastici, mentre ora si dimostra totalmente indifferente a qualsiasi argomento proposto a scuola. Non sta attento in classe, non studia, non esegue i compiti assegnati per casa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo\u2026 mi dispiace. Purtroppo, come penso saprete sono sola, e lavoro tutto il giorno. Nicola fino ad ora era sempre stato bravo a scuola e si era sempre arrangiato per i compiti. Ho sbagliato a fidarmi di lui, ma vi assicuro che da oggi controller\u00f2 di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abC\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa, signora. Nicola ha modificato il suo comportamento anche nei momenti liberi, come la ricreazione. Non gioca e non parla con i compagni e se ne sta tutto solo seduto sul muretto a giocare con il telefono. Anche in classe molte volte, mentre noi spieghiamo, usa il telefono sotto il banco, credendo che non ce ne accorgiamo. Ha degli amici fuori dalla scuola, fa qualche sport?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo, lui\u2026 alle elementari frequentava la scuola a tempo pieno, per cui quando finiva la scuola riuscivo ad andare a prenderlo. Adesso, alle medie, il pomeriggio rimane da solo fino alle cinque e mezzo, quando arrivo io. Gli preparo il pranzo la sera prima e lui deve solo scaldarlo. Quando torno dal lavoro, lo trovo sempre a casa, davanti al computer. Ogni volta mi dice che ha gi\u00e0 studiato e fatto tutti i compiti scritti. Purtroppo, non ho parenti qui a Padova che possano aiutarmi, e non posso permettermi di fare il part-time o lasciare il lavoro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abComprendiamo le sue difficolt\u00e0, signora. Per\u00f2 era nostro dovere avvertirla di questo cambiamento di Nicola. Quello che ci preoccupa, a parte il rendimento scolastico, \u00e8 il suo comportamento diventato improvvisamente introverso: sembra che non gli interessi nulla non solo della scuola, ma anche dei compagni. Potrebbe essere una reazione a qualcosa che gli \u00e8 successo e di cui noi, e lei, non sappiamo niente. Potrebbe anche valutare di rivolgersi a uno psicologo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa Mambrini usc\u00ec confusa e con le gambe che le tremavano dal colloquio con i professori di suo figlio. Proprio adesso che credeva di aver finalmente sistemato un po\u2019 di cose e pensava di poter fare progetti per lei e per Nicola che andassero un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 del vivere quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre tornava a casa a piedi dalla scuola, ripens\u00f2 al punto in cui era arrivata la sua vita e alle scelte che aveva fatto fino a quel momento. Dal suo paesino della Basilicata era salita sino a Padova per frequentare la facolt\u00e0 di Economia. All\u2019inizio era stato quasi uno shock e molte volte la sera aveva pensato di mollare tutto e tornare a casa, per poi risvegliarsi la mattina e concedersi un\u2019altra chance, ma dopo si era ambientata. I primi anni erano poi passati tranquilli ed era riuscita a integrare i soldi che le mandavano tutti i mesi i suoi genitori lavorando come cameriera in una pizzeria nei week-end. L\u2019ultimo anno di Universit\u00e0, aveva conosciuto Marco. Era stato amore a prima vista, almeno per lei, che aveva perso completamente la testa. Era rimasta incinta, e lui se n\u2019era andato. Doveva fare un master a New York e crearsi una famiglia, cos\u00ec giovane, avrebbe bloccato la sua carriera, le aveva detto. Era riuscita a laurearsi, con centodieci e lode, poco prima di partorire, poi erano iniziati i problemi. I suoi genitori si erano rifiutati di vedere il bambino e avevano smesso di inviarle soldi; lei aveva dovuto arrangiarsi con quel poco che aveva messo via per tutto il primo anno di vita del figlio, poi per fortuna aveva trovato un lavoro. All\u2019inizio, met\u00e0 dello stipendio se ne andava per pagare la baby-sitter che le teneva Nicola, poi quando il bambino aveva compiuto tre anni e aveva potuto iscriverlo all\u2019asilo le cose erano andate meglio. Quando era arrivato il tempo della scuola elementare erano cominciate le soddisfazioni: Nicola era un bambino intelligente e sveglio, disponibile con i compagni e con gli insegnanti, portava a casa bellissime pagelle e lei aveva finalmente cominciato a sentirsi orgogliosa per come aveva gestito la propria vita. Ricordava ancora con emozione il giorno in cui era suonato il campanello, di sabato pomeriggio, quando non aspettava nessuno. Nicola aveva nove anni ed era in cucina a fare i compiti. Era andata ad aprire e davanti a lei c\u2019erano i suoi genitori, suo padre con la testa china e sua madre col viso rigato di lacrime. Non li aveva pi\u00f9 visti n\u00e9 sentiti da prima che nascesse Nicola, quando avevano dichiarato al telefono che per loro lei non era pi\u00f9 una figlia. Una volta l\u2019anno mandava loro una lettera per Natale, la mamma era molto religiosa, con poche righe, di solito \u201cSto bene, Nicola \u00e8 un bel bambino e gode di buona salute\u201d, inserendo nella busta una foto di Nicola fatta per l\u2019occasione. Non le avevano mai risposto, ma mentre sua mamma in salotto non riusciva a smettere di piangere, le teneva in mano, tutte, dalla prima di quando Nicola aveva pochi mesi all\u2019ultima, inviata poche settimane prima. Quella visita, e le successive che avevano fatto loro in Basilicata erano state importanti anche per Nicola, che qualche volta le aveva chiesto perch\u00e9 lui, oltre al padre, non aveva nemmeno dei nonni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La loro vita, dopo un inizio difficile, si era normalizzata; lei lavorava all\u2019ufficio contabilit\u00e0 in un\u2019azienda alla periferia della citt\u00e0 e guadagnava a sufficienza per vivere, se non agiatamente, almeno senza il terrore di non arrivare alla fine del mese. Tutte le estati andavano due o tre settimane al paesino a trovare i nonni\u2026 insomma, finalmente tutto filava liscio. E adesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si accorse di essere arrivata davanti alla porta del condominio dove abitavano, in via Pietro Scalcerle, a pochi passi dalla Basilica del Santo e dalla bellissima piazza. Si ferm\u00f2 un attimo per raccogliere le idee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo affrontato situazioni peggiori, questa non pu\u00f2 farmi paura\u00bb, mormor\u00f2 fra s\u00e9; quindi, sal\u00ec le scale che la portarono al primo piano e alla porta del loro appartamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCiao Nicola, sono arrivata\u00bb, esclam\u00f2 mentre con sollievo si toglieva le scarpe col tacco e infilava le pantofole pelose che le piacevano tanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCiao mamma\u00bb, le rispose lui dalla sua cameretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola era, come sempre, seduto davanti al computer con le cuffie sulle orecchie, che armeggiava con le dita passando rapidamente da una videata colorata all\u2019altra, parlando con chiss\u00e0 chi attraverso il collegamento Internet.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa si rese conto che ultimamente Nicola a casa stava sempre attaccato al computer. Si chiese da quando fosse iniziata la cosa ma, in effetti, non c\u2019era stato un inizio preciso: prima erano pochi minuti, poi sempre di pi\u00f9 ed ora Nicola passava in pratica tutto il suo tempo libero davanti allo schermo. Quando era ora di cena doveva chiamarlo pi\u00f9 volte e, appena finito di mangiare, Nicola tornava subito alla sua postazione in camera. Da quello che sentiva raccontare dalle sue amiche, aveva dato per scontato che tutti i ragazzi della sua et\u00e0 facessero cos\u00ec; ma, ripensando a quello che le avevano detto gli insegnanti, le venne l\u2019atroce dubbio, per lei mamma single, di aver sottovalutato il problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decise di affrontare la questione a tavola, durante la cena. Per il momento per\u00f2 l\u2019avrebbe presa un po\u2019 alla larga.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, stavo pensando che passi veramente troppo tempo davanti al pc. Non ti viene mai voglia di uscire? Potrei iscriverti a qualche corso, o a qualche sport, cos\u00ec potresti fare anche nuove amicizie. Cosa ne pensi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo, non ho voglia. E poi, faccio gi\u00e0 ginnastica a scuola\u00bb, le rispose il figlio guardandola perplesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora prov\u00f2 a cambiare approccio. \u00ab\u00c8 da un po\u2019 di tempo che tu ed io non andiamo da qualche parte insieme, come facevamo quando eri pi\u00f9 piccolo. Che ne dici se domenica facciamo una gita da qualche parte?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a>\u00ab<\/a>Mamma, ormai sono grande\u00bb, le rispose il figlio con una smorfia. \u00abE poi, dove potremmo andare? Preferisco restare a casa, ho delle cose da fare al computer\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La politica della scuola media frequentata da Nicola prevedeva il contatto diretto con i genitori, per cui lui non sapeva che Elisa era appena stata a parlare con i professori, cos\u00ec lei cal\u00f2 il carico grosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abA proposito, a scuola come va?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBene. Come il solito, perch\u00e9?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa cerc\u00f2 di trattenere il rossore che le stava imporporando le guance e di mantenere la voce normale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIeri mattina mi hanno chiamato i tuoi professori per un colloquio urgente, e stasera sono uscita un\u2019ora prima per andare a parlare con loro\u00bb. Guard\u00f2 con aria severa il figlio, che si era fatto improvvisamente pi\u00f9 attento. \u00abMi hanno detto che hai avuto un calo generale in tutte le materie e che sembra non t\u2019interessi pi\u00f9 niente della scuola. Che cosa succede, Nicola?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSe gi\u00e0 sapevi che a scuola vado male, perch\u00e9 me lo hai chiesto?\u00bb, chiese il ragazzo, alzando il tono della voce, mentre si levava in piedi e gettava il tovagliolo sulla tovaglia, abbandonando il risotto a met\u00e0 e andandosene in camera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa rest\u00f2 seduta a tavola, cercando con fatica di trattenere le lacrime, sorpresa dalla reazione del figlio. Era la prima volta che le rispondeva cos\u00ec. Quando Nicola era pi\u00f9 piccolo era tutto pi\u00f9 facile, le preoccupazioni pi\u00f9 grandi erano un ginocchio sbucciato, o convincerlo ad andare a letto alle nove. Quanta verit\u00e0 c\u2019era nel detto: \u201cFigli grandi, pensieri grandi\u201d. Poich\u00e9 le era andato via l\u2019appetito, si alz\u00f2 e infil\u00f2 i piatti nella lavastoviglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando usc\u00ec dalla cucina per andare in bagno, pass\u00f2 davanti alla porta chiusa della camera del figlio. Da quando si ricordava, era la prima volta che Nicola chiudeva la porta della camera; l\u2019aveva sempre tenuta aperta anche di notte perch\u00e9 aveva paura del buio e si sentiva pi\u00f9 tranquillo cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola stava parlando con qualcuno. \u00abNo, no, niente omini, solo birre. Le mura sono troppo basse, stasera mandiamo birre in bienne. Domani mattina, se \u00e8 riuscito ad alzare le mura, ritiriamo le birre e mandiamo omini\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa non capiva di cosa stesse parlando il figlio. La parola \u201cbirre\u201d l\u2019aveva preoccupata (non avr\u00e0 mica incominciato a bere?), ma non si legava col resto del discorso che aveva sentito pronunciare dal ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza esserne completamente cosciente, si ferm\u00f2 ad ascoltare ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, archi, spade, opliti e carri. No, su Armapolis invece ninjamo la colo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Doveva essere uno di quei giochi online che a Nicola piacevano tanto, e di cui lei non aveva mai capito molto. Decise che il giorno successivo avrebbe affrontato di nuovo il problema con Nicola. In quel momento si sentiva troppo stanca e un po\u2019 depressa, e and\u00f2 a letto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CAPITOLO DUE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, dobbiamo parlare. C\u2019\u00e8 un problema, anzi due, e dobbiamo risolverlo. Sono tua mamma e far\u00f2 di tutto per aiutarti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il figlio la guard\u00f2 in silenzio, ed Elisa continu\u00f2. \u00abA scuola mi hanno detto che non studi pi\u00f9, non fai pi\u00f9 i compiti e passi la ricreazione a smanettare sul cellulare senza giocare o parlare con i compagni. Qui a casa stai sempre davanti al computer e non esci mai. Cerca di capire: non \u00e8 che io voglia farti uscire per forza di casa, ma alla tua et\u00e0 \u00e8 normale avere degli amici e andare con loro al cinema, o a mangiare il gelato\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMamma\u00bb, la interruppe Nicola. \u00abTu non puoi capire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCerto\u00bb, rispose lei, piccata. \u00abSe non me ne parli, sicuramente non potr\u00f2 capire. Sono tua mamma, ho il diritto di sapere. Insieme abbiamo superato molte difficolt\u00e0, supereremo anche questa. Ma devi spiegarmi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOk, allora. Sto giocando a un game online. \u00c8 ambientato nell\u2019antica Grecia. Faccio parte di un\u2019alleanza di duecento players e sono il responsabile della fase difensiva di tutta l\u2019alleanza. \u00c8 un ruolo importante e di responsabilit\u00e0, che mi occupa molto tempo. Devo essere online il maggior tempo possibile per gestire tutto in modo efficace. Sono il riferimento per giocatori di tutte le et\u00e0 e di tutte le parti d\u2019Italia, non posso deluderli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, ma la vita non \u00e8 un gioco, la vita reale richiede che tu vada bene a scuola, che tu abbia una vita sociale\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTi avevo detto che non potevi capire. Nella vita reale, come la chiami tu, sono un ragazzino di tredici anni con i brufoli che fa la seconda media, all\u2019interno del game invece sono una persona importante, tutti ascoltano le mie opinioni e mi trattano con rispetto. Adesso scusami, devo andare a vedere com\u2019\u00e8 la situazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola si alz\u00f2 da tavola e torn\u00f2 in camera sua. Elisa rest\u00f2 seduta davanti al piatto di pasta, sconcertata e preoccupata. All\u2019Universit\u00e0 aveva passato anche un paio di esami di psicologia, ma non le erano necessari per capire che quello di suo figlio era un tipico caso di scollegamento dalla realt\u00e0 e di rifugio in una realt\u00e0 virtuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 una settimana e la vita per madre e figlio continu\u00f2 secondo un rituale ormai consolidato. La mattina si alzavano e facevano colazione insieme. Elisa si era accorta che Nicola si alzava dal letto prima del solito, probabilmente per sistemare le sue cose al computer prima di andare a scuola. Gli era grata almeno che riuscissero a stare seduti a tavola assieme prima di iniziare la giornata. Poi uscivano, Nicola per andare a scuola e lei per recarsi al lavoro. Quando tornava a casa la sera, sentiva la voce del figlio dalla camera mentre parlava al microfono con qualche amico virtuale di birre e spade e altro. Cenavano insieme raccontandosi i fatti principali della giornata, anche se ultimamente Nicola rispondeva con uno scarno \u00abcome il solito, mamma, tutto ok\u00bb, ed era solo lei a raccontare. Poi il figlio tornava in camera e lei guardava svogliatamente un po\u2019 di televisione prima di andare a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva parlato della morbosa attenzione che provava Nicola per quel suo gioco al computer col loro medico e con un paio di amiche, e tutti le avevano consigliato di rivolgersi al pi\u00f9 presto a uno psicologo, ma lei tergiversava, non ancora convinta. Anche quando era rimasta incinta, abbandonata dal padre di suo figlio e dai suoi genitori, senza un lavoro e con la tesi di laurea da finire, chi la conosceva le aveva consigliato di farsi aiutare da uno psicologo, dimenticando che le visite costavano e lei aveva bisogno di ogni centesimo risparmiato. E comunque ce l\u2019aveva fatta da sola, almeno fino a quel momento, senza ricorrere all\u2019aiuto di nessuno. Per questo adesso esitava al pensiero di portare il figlio da uno specialista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea le venne in mente all\u2019improvviso, spruzzandole nelle vene una ventata di ottimismo: quello che ci voleva era un cambiamento d\u2019ambiente. L\u2019indomani avrebbe chiesto dei giorni di ferie al lavoro e avrebbe parlato con i professori di Nicola: avrebbero fatto una vacanza fuori programma e sarebbero andati una quindicina di giorni in campagna, dai suoi genitori. Forse cos\u00ec sarebbe riuscita a far uscire Nicola da quella che ormai, si rendeva conto, era diventata un\u2019ossessione per quel gioco online.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le bast\u00f2 un giorno per organizzare tutto. Al lavoro furono comprensivi e le chiesero solo di finire la settimana per passare le consegne a una collega, e a scuola non fecero difficolt\u00e0. I nonni, ovviamente, si dichiararono contenti, anche se erano rimasti sorpresi dalla proposta e incuriositi dalle generiche motivazioni di Elisa. Il difficile veniva ora: dirlo a Nicola e, soprattutto, convincerlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come sempre, il momento buono arriv\u00f2 a cena, quando il bisogno di cibo faceva uscire Nicola per una quindicina di minuti dal suo mondo virtuale. Sperando di ammorbidire la sua reazione, gli aveva preparato gnocchi di patate col rag\u00f9, uno dei suoi piatti preferiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, ho pensato che abbiamo entrambi bisogno di un periodo di vacanza extra quest\u2019anno. Mi sono presa due settimane di ferie dal lavoro e ho gi\u00e0 telefonato ai nonni, che ci stanno aspettando\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa\u2026 e come faccio con la scuola?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo gi\u00e0 parlato con i professori. Non mi hanno creato nessun problema\u00bb. Quindi, con pi\u00f9 cautela: \u00abTutti speriamo che un cambiamento di ambiente possa farti bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola non replic\u00f2, tenendo lo sguardo fisso sul viso della mamma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDal lavoro mi sono collegata a Internet e ho visto gli orari dei treni. Se partiamo sabato mattina alle 7.53, saremo a Potenza alle 15.15: per le quattro, quattro e mezzo del pomeriggio saremo a casa dei nonni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVa bene\u00bb, rispose infine Nicola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa fatic\u00f2 a trattenere il sollievo, perch\u00e9 aveva temuto un rifiuto secco da parte del figlio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer\u00f2 a un patto: che mi lasci portare il portatile per giocare dalla casa dei nonni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le era sembrato troppo bello che Nicola avesse accettato cos\u00ec facilmente. Una cosa alla volta, pens\u00f2. Quando fossero arrivati dai nonni le sarebbe venuta qualche idea per allontanare Nicola da quel maledetto pc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVa bene, allora cominciamo a preparare le valigie\u00bb, disse al figlio, scompigliandogli i capelli come quando era piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CAPITOLO TRE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ore di viaggio passarono velocemente: a Elisa era sempre piaciuto guardare il panorama dal finestrino del treno e lo alternava con la lettura di un libro, mentre Nicola digitava sulla tastiera dello smartphone, appisolandosi ogni tanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nonno li aspettava fuori della stazione di Potenza con la sua Fiat Punto bianca. Ci volle poco meno di mezz\u2019ora per arrivare alla vecchia casa colonica da dove era partita quasi diciotto anni prima Elisa, nella frazione Pantano del comune di Pignola, vicino all\u2019omonimo lago, oasi wwf. Durante la prima loro visita, dopo che Elisa si era riappacificata con i propri genitori, il nonno aveva accompagnato Nicola a visitare la riserva naturale e il bambino ne era rimasto entusiasta, tanto da chiedere poi tutti gli anni successivi di visitarla. Per lui, bambino nato e cresciuto in citt\u00e0, era un\u2019esperienza totalmente nuova vedere dal vivo aironi cenerini, germani reali, folaghe e camminare lungo le passerelle del sentiero natura in mezzo alla vegetazione lacustre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivarono, Nicola corse dentro a salutare la nonna e stette per un po\u2019 con loro nella grande cucina, poi tir\u00f2 fuori il portatile dalla valigia e chiese di poter andare in camera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la madre preparava la cena, Elisa spieg\u00f2 ai genitori la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo paura che la cosa sia andata troppo avanti e mi sento tremendamente in colpa di non essermi accorta prima che dell\u2019esistenza del problema. Temo che se non riesco a trovare presto una soluzione Nicola sar\u00e0 bocciato a scuola, ma mi preoccupa ancora di pi\u00f9 che non riesca a discriminare tra la vita reale e quella virtuale, che diventi un disadattato<a>\u00bb<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai fatto bene a venire gi\u00f9, cercheremo di aiutarti\u00bb, la rincuor\u00f2 il padre, posandole affettuosamente una mano sulla spalla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSpero che il ritorno a questa terra possa guarire Nicola da quest\u2019ossessione che si \u00e8 creato\u00bb, afferm\u00f2 lei, con gli occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno dopo Nicola dorm\u00ec fino a tardi e si alz\u00f2 quasi all\u2019ora di pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOggi pomeriggio andiamo al lago?\u00bb, chiese il nonno, mentre erano a tavola. Nicola stava mangiando con appetito il risotto preparato dalla nonna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPossiamo andare un altro giorno? Oggi ho un appuntamento con alcuni amici al computer\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul viso di Elisa pass\u00f2 un\u2019ombra, ma si sforz\u00f2 di non farlo notare. Da che si ricordava, era la prima volta che il figlio non manifestava entusiasmo all\u2019idea di andare all\u2019oasi wwf.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel restante tempo che passarono a tavola, parlarono del pi\u00f9 e del meno; quando i nonni chiesero a Nicola come andava a scuola, lui fu evasivo nelle risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finito di mangiare Nicola sal\u00ec in camera e non lo videro pi\u00f9 fino all\u2019ora di cena. Durante tutte le visite che avevano fatto ai suoi genitori, dopo cena Nicola e il nonno facevano delle interminabili partite a scopa, a briscola e a scala quaranta; quella sera invece, con grande sconforto della mamma, Nicola chiese educatamente il permesso e poi si ritir\u00f2 in camera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pass\u00f2 una settimana, e le speranze di Elisa si facevano sempre pi\u00f9 fievoli: dal loro arrivo a Pantano nulla era cambiato nel comportamento del figlio, che passava le sue giornate in camera, scendendo solo per mangiare. Due giorni prima, su insistenza del nonno, erano andati tutti e tre al lago, ma durante la passeggiata sul percorso natura Nicola era svogliato e, invece di osservare gli animali e le piante della riserva, continuava a guardare l\u2019orologio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancavano tre giorni alla partenza e stavano per sedersi a tavola per pranzo, un po\u2019 preoccupati perch\u00e9 il padre di Elisa era partito in macchina la mattina e non era ancora tornato. Con sollievo sentirono infine il rumore familiare della vecchia Punto provenire dal cortile e poco dopo il nonno entr\u00f2 nella grande cucina tenendo in braccio un batuffolo di pelo poco pi\u00f9 grande della sua mano stretta a pugno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCos\u2019\u00e8 quella roba?\u00bb, chiese la nonna, interrompendo il movimento del mestolo nella pentola del risotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nonno accarezz\u00f2 teneramente il batuffolo e spunt\u00f2 un musetto con due occhi vispi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abE\u2019 una cagnolina. Me l\u2019ha data Antonio, quello del supermercato. Hanno fatto figliare la loro cagnetta e mi hanno chiesto se volessi un cucciolo. Non \u00e8 di razza, ma rester\u00e0 piccola, la mamma era una mezza Yorkshire, e il pap\u00e0 un piccolo bastardino\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa tu non sei allergico al pelo dei cani e dei gatti?\u00bb, gli chiese la moglie, con aria perplessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, purtroppo \u00e8 vero\u00bb, annu\u00ec il nonno starnutendo e facendo sobbalzare il cucciolo. \u00abIn effetti, pensavo di chiedere a Nicola e a Elisa se lo volevano tenere loro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa stava gi\u00e0 scuotendo la testa, ragionando sul fatto che a Padova vivevano in appartamento, ma s\u2019interruppe vedendo il figlio che si avvicinava al nonno e prendeva la cagnolina in braccio, accarezzandola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 bellissima, nonno. Possiamo, mamma?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando vide l\u2019espressione fra il perplesso e il sorpreso della mamma, continu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTi prometto che ne avr\u00f2 cura io. La far\u00f2 giocare e la porter\u00f2 a fare le passeggiate. Dai mamma, possiamo portarla a Padova?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa alz\u00f2 gli occhi e scambi\u00f2 uno sguardo col padre sopra la testa di Nicola, sospettando che la storia di come quel cane fosse arrivato l\u00ec fosse leggermente diversa da quella che aveva appena raccontato. Il sorriso incerto dell\u2019uomo conferm\u00f2 i suoi sospetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa era sempre stata molto attenta a educare Nicola ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 e aveva letto pi\u00f9 volte storie di cani regalati per compleanno a bambini che poi, dopo un po\u2019 di tempo, si erano rivelati non pi\u00f9 graditi ed erano stati portati in canile o, ancor peggio, abbandonati in strada. Per\u00f2, se l\u2019idea del padre fosse stata quella giusta? Se quella cagnolina avesse aiutato Nicola a uscire da quell\u2019ossessione che lo teneva rinchiuso in camera davanti al pc?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, sai che prendere un cane \u00e8 un impegno? Non \u00e8 che poi fra tre mesi puoi dire che non ti piace pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo so mamma, ma guardala: \u00e8 cos\u00ec bella. Ti prometto che ne avr\u00f2 cura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAvrei una proposta\u00bb, dichiar\u00f2 il nonno. \u00abMancano ancora tre giorni alla vostra partenza: dagli una possibilit\u00e0, Elisa. Se ne avr\u00e0 cura in questi tre giorni\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVa bene\u00bb, si arrese la madre. \u00abVediamo come va\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola pass\u00f2 il pomeriggio a giocare con la cagnolina, finch\u00e9 quest\u2019ultima, stanca morta, si addorment\u00f2 sopra un cuscino della nonna. Appena si svegli\u00f2 si pose il problema di insegnarle dove fare i bisogni, perch\u00e9 fece la pip\u00ec sotto il tavolo della cucina. Nicola aveva preso sul serio il suo compito di tutore del cucciolo, perch\u00e9 si arm\u00f2 di Scottex e disinfettante e asciug\u00f2 la piccola pozza. Nel frattempo, il nonno era arrivato con una pettorina e un guinzaglio, e appena dopo cena Nicola port\u00f2 la sua nuova amica a fare una passeggiata nel cortile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon so se durer\u00e0, ma non mi sembra neanche vero: oggi pomeriggio Nicola non \u00e8 stato nemmeno un minuto davanti al computer\u00bb, confid\u00f2 Elisa ai genitori. \u00abGrazie, pap\u00e0\u00bb, gli disse, avvicinandosi e dandogli un bacio sulla guancia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento Nicola rientr\u00f2 preceduto dal cucciolo che abbaiava felice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCredo che Jenny sia affamatissima. Abbiamo qualcosa da darle da mangiare?\u00bb, chiese preoccupato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAntonio mi ha consigliato queste crocchette\u00bb, rispose il nonno. \u00abSono specifiche per cani di piccola taglia. Mi ha detto anche che \u00e8 abituata a mangiarle insieme a del petto di pollo triturato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChe io ho appena preparato\u00bb, intervenne con un sorriso la nonna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola apr\u00ec il pacco delle crocchette, le mise su un piattino e aggiunse sopra il pollo triturato, come se fosse del formaggio grana su una pastasciutta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVieni, Jenny, la pappa \u00e8 pronta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cagnolina drizz\u00f2 le orecchie e arriv\u00f2 trotterellando dal ragazzo; sembr\u00f2 entusiasta del piattino che gli aveva preparato Nicola, perch\u00e9 mangi\u00f2 con appetito la sua cena, facendo anche un ruttino alla fine, che fece sorridere tutta la famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei due giorni successivi Nicola continu\u00f2 ad avere cura del cane, limitando l\u2019uso del computer a quando la cucciola dormiva, oppure tenendola sulle ginocchia e accarezzandola con una mano, mentre con l\u2019altra digitava sulla tastiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giorno della partenza il nonno e la nonna li accompagnarono alla stazione di Potenza. Elisa e Nicola partirono per Padova insieme a Jenny, che dovette viaggiare dentro un trasportino. All\u2019inizio uggiol\u00f2 poco contenta, ma poi si addorment\u00f2 sulla coperta che Nicola aveva messo dentro e dorm\u00ec per tutto il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CAPITOLO QUATTRO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sera a cena Elisa, mentre il cane divorava le sue crocchette e il pollo, affront\u00f2 un argomento che le stava a cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, sono contenta che ti sia affezionato a Jenny, ma c\u2019\u00e8 una cosa che ti devo dire. Domani tornerai a scuola\u2026 sai come la penso: anche se adesso magari non te ne rendi conto, la scuola \u00e8 importante e ti permetter\u00e0 di crearti una tua posizione nella vita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLo so, mamma. Ti prometto che riprender\u00f2 a studiare e star\u00f2 attento in classe. Ho capito che il game a cui sto giocando al computer \u00e8 solo un gioco, ma il real \u00e8 da un&#8217;altra parte. Giocher\u00f2 ancora, se me lo permetti, ma rester\u00e0 appunto solo un gioco, un passatempo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Elisa sembr\u00f2 di vedere uno squarcio di sole fra le nubi: ce l\u2019aveva fatta, con l\u2019aiuto prezioso dei suoi genitori aveva risolto i problemi di Nicola e forse la loro vita poteva ricominciare con serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei successivi due mesi Nicola mantenne la promessa e alla consegna delle schede di valutazione i professori le confessarono di essere stupiti del repentino cambiamento dell\u2019atteggiamento di Nicola a scuola, che aveva ricominciato a relazionarsi con i compagni e a prestare attenzione alle attivit\u00e0 svolte in classe. La sera si sedeva ancora davanti al computer, ma in modi e con tempi neppur lontanamente paragonabili all\u2019ossessione che aveva prima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, il 13 marzo, successe il fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa era al lavoro quando le squill\u00f2 il cellulare privato. Quel numero era conosciuto solo da un ristretto numero di persone: Nicola, i genitori, qualche amica, la ragazza albanese che veniva a farle le pulizie due volte la settimana. La voce disperata di quest\u2019ultima la inform\u00f2, fra i singhiozzi, che non riusciva pi\u00f9 a trovare il cane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa chiese un permesso e torn\u00f2 subito a casa. Quando arriv\u00f2, trov\u00f2 la ragazza che stava ancora cercando in tutte le stanze chiamando per nome la cagnolina. Cerc\u00f2 di calmarla e si fece spiegare esattamente tutte le cose che aveva fatto quella mattina. La ragazza era confusa, ma poi si ricord\u00f2 che, quando era tornata a casa dopo aver buttato via i sacchi delle immondizie, aveva trovato la porta socchiusa. Elisa trem\u00f2 al pensiero che Jenny potesse averla seguita e poi\u2026 chiss\u00e0 adesso dove poteva essere. Uscirono di casa e iniziarono a cercarla nella piazza e nelle vie vicine, ma senza nessun risultato. Allora tornarono all\u2019appartamento, per guardare un\u2019ultima volta sotto tutti i letti e in ogni angolo, ma la cagnolina era sparita nel nulla. Alla fine, si sedettero in cucina, demoralizzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento arriv\u00f2 da scuola Nicola, che appena mise piede in casa, si accorse che qualcosa non andava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCiao mamma, ciao Ramona, come mai siete qui? \u00c8 successo qualcosa?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa aveva sempre affrontato le difficolt\u00e0 della vita in modo diretto, e anche quella volta non fece eccezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNicola, non troviamo pi\u00f9 Jenny. Abbiamo rivoltato la casa e non c\u2019\u00e8. Siamo anche andate fuori a cercarla, ma non l\u2019abbiamo trovata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola sbianc\u00f2 in volto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa come ha fatto a uscire? I cani non sanno aprire le porte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu il turno di Ramona a sbiancare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo\u2026 io non l\u2019ho fatto apposta. Sono uscita per portare via le immondizie e non ho chiuso bene la porta. Credo che Jenny mi abbia seguita\u2026 mi dispiace tanto\u00bb, concluse riprendendo a singhiozzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAndiamo ancora a cercarla, in tre potremo controllare pi\u00f9 strade\u00bb, propose Elisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, muoviamoci\u00bb, esclam\u00f2 Nicola, che arriv\u00f2 fino alla porta dell\u2019appartamento e poi si ferm\u00f2 di colpo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn momento, ho un\u2019idea. Venite con me\u00bb. Sotto gli occhi increduli delle due donne, apr\u00ec la porta della sua camera e si sedette davanti al computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo un po\u2019 smesso, ma dovrei avere ancora degli amici, almeno spero\u00bb, borbott\u00f2 mentre accendeva il pc, si metteva le cuffie e aggiustava il microfono vicino alla bocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola armeggi\u00f2 per qualche minuto con i tasti del computer, poi inizi\u00f2 a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCiao, Leleago\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai ragione, ma sai com\u2019\u00e8, la scuola, lo studio e il resto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAscolta, ho un problema nel real e vorrei chiederti una mano. Stamattina mi \u00e8 scappato il cane e non riesco pi\u00f9 a trovarlo. Io abito a Padova, vicino alla Basilica del Santo. Avevo pensato di organizzare una squadra di ricerca con quelli della nostra alleanza che abitano a Padova o nei dintorni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSul serio? Un avviso comune a tutte le alleanze del server?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOk, allora. Sul serio dici che anche i nostri nemici verrebbero per collaborare?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abA che ora diamo appuntamento alla squadra di ricerca?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, c\u2019\u00e8 abbastanza tempo per arrivare e c\u2019\u00e8 ancora un\u2019ora o due di luce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDavvero? Grande! Non so come ringraziarti. Cos\u00ec finalmente ci conosciamo. Va bene allora, a dopo, ciao\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nicola si tolse le cuffie e accese la stampante, da cui cominciarono a uscire fogli con la foto a colori di Jenny.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Nicola spense il computer, si trov\u00f2 davanti alle facce costernate della mamma e della ragazza delle pulizie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPerch\u00e9 mi guardate cos\u00ec? Ho organizzato una squadra di ricerca per ritrovare Jenny. Abbiamo appuntamento alle 16.30 davanti al Santo. Spero che si presenti una decina di persone, cos\u00ec saremo in pi\u00f9 a cercare. Intanto possiamo cominciare noi, giusto?\u00bb, propose, infilando il cellulare in tasca e raccogliendo tutti i fogli che aveva stampato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Superato lo sbigottimento, Elisa e Ramona si unirono a Nicola e ricominciarono a perlustrare la piazza e le vie vicine, ma senza successo. Erano da poco passate le quattro del pomeriggio quando le due donne s\u2019incontrarono sulla stessa via, provenendo da direzioni opposte. Non serv\u00ec che si chiedessero se c\u2019erano novit\u00e0 positive, perch\u00e9 gli sguardi esprimevano gi\u00e0 la loro delusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHo paura che Jenny si sia rifugiata dentro qualche portone che potrebbe aver trovato aperto\u00bb, consider\u00f2 Elisa. \u00abSe poi l\u2019hanno chiuso, \u00e8 rimasta intrappolata dentro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo invece ho paura che qualcuno l\u2019abbia portata via\u00bb, confess\u00f2 Ramona che, pi\u00f9 passava il tempo e le loro ricerche non avevano esito, pi\u00f9 si sentiva in colpa. Elisa le aveva accennato al miracolo compiuto dal cane e questo la faceva stare ancora pi\u00f9 male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuarono la ricerca insieme, come per farsi forza. Dopo poco arrivarono in piazza, di fronte alla Basilica. L\u00ec videro Nicola che distribuiva i manifestini, che aveva stampato prima a casa, a un gruppo eterogeneo di una quarantina di persone, maschi e femmine, un po\u2019 di tutte le et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un distinto signore vestito in modo elegante sembrava aver preso in mano le redini dell\u2019operazione, perch\u00e9 stava distribuendo fotocopie di cartine della parte di citt\u00e0 intorno al Santo, divisa in zone e colorate in tinte diverse, e formando dei gruppi a cui assegnava una specifica area di competenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abVedi mamma, quello \u00e8 Leleago, il founder della mia alleanza. Abita a Verona, ma ha voluto partecipare anche lui alla cerca\u00bb, spieg\u00f2 Nicola, che intanto si era avvicinato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa osserv\u00f2 lo svolgersi delle operazioni che procedevano con un\u2019efficienza quasi militare: in meno di dieci minuti furono formati sei gruppi che partirono con i fogli in mano in direzioni diverse alla ricerca del cane scomparso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCredo che noi due possiamo tornarcene a casa\u00bb, disse Elisa a Ramona, mettendole una mano sulla spalla. \u00abMi sembrano ben organizzati. Se Jenny \u00e8 ancora qua in giro, la troveranno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi dispiace tanto, Elisa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon sentirti in colpa, Ramona, ti chiamo se la trovano. Vai a casa, adesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano le sette e fuori era buio quando squill\u00f2 il cellulare. Elisa and\u00f2 a rispondere con il cuore in gola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019abbiamo trovata, mamma. Era arrivata fino a Prato della Valle. Penso abbia camminato per un chilometro. Era in mezzo all\u2019erba, infreddolita e impaurita, ma sembra stia bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa s\u2019infil\u00f2 il cappotto e and\u00f2 incontro al figlio e ai suoi amici. Li sent\u00ec da lontano, un insieme di voci festanti che fendevano l\u2019aria davanti alla Basilica del Santo. Non era religiosa, ma si scopr\u00ec a guardare la Basilica e indirizzare un ringraziamento a S. Antonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rest\u00f2 in disparte a osservare quel gruppo di persone, maschi e femmine, di et\u00e0 diverse, scherzare e ridere festeggiando il ritrovamento del cane. Il figlio, col cane in braccio e un grande sorriso stampato sulle labbra, parlava con i suoi amici. Da quel che aveva intuito, non si erano mai incontrati prima e avevano avuto rapporti solo tramite le chat del computer, ma pareva si conoscessero da anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un po\u2019 alla volta se ne andarono tutti, con grandi strette di mano e promesse di rincontrarsi. Rest\u00f2 solo il signore distinto che aveva coordinato la ricerca e, insieme a Nicola, s\u2019incamminarono nella sua direzione. Quando il figlio la vide, mise gi\u00f9 la cagnolina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abGuarda Jenny, c\u2019\u00e8 la mamma. Vai, corri!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cane drizz\u00f2 le orecchie e part\u00ec veloce come una freccia in direzione di Elisa, che intanto si era inginocchiata, e le salt\u00f2 in braccio scodinzolando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMamma, questo \u00e8 Leleago. Scusa, Daniele. \u00c8 il founder della mia alleanza. \u00c8 lui che ha organizzato tutto oggi. Possiamo invitarlo a cena?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMamma \u00e8 un\u2019ottima cuoca\u00bb, aggiunse Nicola rivolgendosi all\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMolto piacere, signora, mi chiamo Daniele Agostini. Non vorrei disturbare\u00bb, le disse, porgendole la mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abElisa Mambrini, il piacere \u00e8 mio. Nessun disturbo, ci mancherebbe. \u00c8 il minimo che possa fare, per ringraziarla di tutto quello che ha fatto per trovare il cane di Nicola\u00bb, afferm\u00f2 Elisa, mentre gli stringeva la mano e mentalmente pensava a cosa avesse in casa. Per fortuna, era appena passata Ramona e l\u2019appartamento era in ordine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arrivarono davanti al portone del loro palazzo, il signor Agostini si ferm\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abScusatemi un secondo, arrivo subito\u00bb, e torn\u00f2 indietro verso la piazza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elisa ne approfitt\u00f2 per telefonare a Ramona e comunicarle la buona notizia. Cinque minuti dopo suon\u00f2 il campanello e and\u00f2 ad aprire. Era il signor Agostini, con un mazzo di rose rosse in mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa\u2026 non doveva\u00bb, balbett\u00f2 Elisa che, per la prima volta dopo anni, prov\u00f2 di nuovo la sensazione delle farfalle che svolazzavano all\u2019interno del suo stomaco. Forse, ma solo forse, avrebbe dovuto ringraziare quel game on line a cui giocava Nicola, se le aveva permesso di conoscere Daniele Agostini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scritto da <strong>Mazzucchi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPrego signora, si accomodi. L\u2019abbiamo chiamata per confrontarci con lei sul rendimento scolastico di Nicola. 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