{"id":5330,"date":"2026-05-18T10:28:37","date_gmt":"2026-05-18T08:28:37","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5330"},"modified":"2026-05-18T10:28:38","modified_gmt":"2026-05-18T08:28:38","slug":"le-molecole-per-ripartire-da-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5330","title":{"rendered":"Le molecole per ripartire da zero"},"content":{"rendered":"\n<p>Non so quante volte in questi anni da medico del SerT mi sono trovato davanti un paziente che voleva chiudere con la sua dipendenza da eroina (e con la sua terapia al SerT) cercandosi un trattamento con l\u2019ibogaina. Se ne parla da prima che io nascessi<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> (e non sono pi\u00f9 giovanissimo), come del Sacro Graal della disintossicazione. E ogni volta ho dovuto spiegare che no, non gliela potevo prescrivere, che no, non era legale in Italia, e che l\u2019idea di andarsene all\u2019estero a farsela somministrare poteva essere rischiosa, perch\u00e9 bisognava mettere in conto possibili effetti indesiderati a carico del cuore, anche seri. E finiva l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, 2026, invece, la ricerca sull\u2019ibogaina viene promossa dal presidente USA Trump con un comunicato ufficiale<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> per curare patologie psichiatriche e dipendenze, e PubMed snocciola un bel po\u2019 pubblicazioni in tema<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>: i tempi cambiano!<\/p>\n\n\n\n<p>Ibogaina \u00e8 una delle tante molecole naturali che fino all\u2019altro ieri chiamavamo allucinogeni e che includevamo senza se e senza ma tra le droghe illegali; e che invece da qualche anno sono state recuperate alla medicina ufficiale cambiando il nome del gruppo, da allucinogeni a psicoplastogeni: molecole che rendono la psiche pi\u00f9 plastica, pi\u00f9 incline a modificarsi (si spera in meglio).<\/p>\n\n\n\n<p>Psicoplastogeni \u00e8 un nome che ha inventato nel 2018 David E. Olson<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> definendoli <em>\u201cuna classe relativamente nuova di terapie ad azione rapida, capaci di promuovere rapidamente la plasticit\u00e0 neurale strutturale e funzionale\u201d<\/em> &#8211; sono in linea di massima proprio quelli che conoscevamo come allucinogeni, psichedelici, insomma quelle cose da hippy californiani che la Guardia di Finanza per mestiere tende a guardare con una certa attenzione (prima di tirar fuori le manette).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"448\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5333\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec poi Olson ha tirato fuori il concetto di neuroplastogeni, molecole che escono fuori dal gruppo precedente perch\u00e9 pur stimolando rapidamente la plasticit\u00e0 del cervello, non danno luogo ad allucinazioni &#8211; quindi probabilmente meno interessanti per la Guardia di Finanza e per gli SPDC. Meno interessanti anche per esperti e studiosi che ritengono che l\u2019esperienza psichica di alterazioni sensoriali cognitive e dell\u2019ego sia una parte imprescindibile per ottenere un effetto benefico (ma questa \u00e8 un\u2019altra storia).<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti i casi, queste non sono solo terminologie ma sono anche territori da esplorare per l\u2019industria dei farmaci, che dopo aver percorso in lungo e in largo il panorama dei bloccanti dei recettori dei neurotrasmettitori, dei bloccanti della ricaptazione degli stessi neurotrasmettitori, e dopo essersi ritirata con una certa prudenza dagli agonisti dei neurotrasmettitori (in particolare oppioidi), ha bisogno di spazi nuovi dove estrarre novit\u00e0 da lanciare sul mercato. Le stesse molecole che dagli anni \u201870 in avanti ti portavano in tribunale, oggi potremmo trovarle in farmacia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Questo interessa anche Addictus Magazine, e quindi i disturbi da uso di sostanze, e in maniera molto diretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello delle dipendenze \u00e8 un campo dove si innova pochissimo, e a intervalli di anni, e dove molte innovazioni sono solo di tecnica farmaceutica (la compressa al posto dello sciroppo, la striscetta al posto della compressa); dove l\u2019industria difficilmente investe (meno del 2% dei capitali di rischio vengono investito per farmaci per le dipendenze e per il dolore<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>), perch\u00e9 le molecole falliscono (il cervello umano \u00e8 complicato), e si tratta comunque di una medicina per poveracci, non pagata di tasca propria o dalle golose assicurazioni private, ma dai sistemi sanitari pubblici che notoriamente hanno le tasche strette soprattutto quando si parla di malattie e di persone sottoposte a stigma moralistico e giudiziario. In commercio subito invece in genere ci vanno i farmaci per i ricchi.Vabb\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi psicoplastogeni (o neuroplastogeni) nelle dipendenze: funzionano?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 complicato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di sicuro fanno una cosa: promuovono la ricrescita (non dei capelli) ma delle connessioni tra i neuroni<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"416\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-5.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5338\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u2026e in questo modo fanno in un certo senso ripartire l\u2019apprendimento da come era quando eravamo bambini e avevamo ancora tutto da imparare. Rendono quindi possibile anche disimparare certe associazioni tra sensazioni emozioni e comportamenti, tipo ad esempio andarsi a cercare la cocaina o l\u2019eroina se c\u2019\u00e8 qualche frustrazione o qualche momento euforico, o ricorrere all\u2019alcol per cacciare gi\u00f9 ogni preoccupazione, ovvero quello con cui combattono tutte le persone che usano sostanze psicoattive.<\/p>\n\n\n\n<p>Entro poche ore dalla somministrazione incominciano ad attivare geni nel nucleo, correlati alla formazione di nuove sinapsi e a fattori di crescita<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"433\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-1.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5334\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u2026 aumentando il numero di connessioni tra i neuroni (che noi vediamo come spine dendritiche) riportando il nostro cervello a uno stadio pi\u00f9 infantile\u2026<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"410\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-3.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5336\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u2026 e cosa fanno i bambini e i giovani? Socializzano!<\/p>\n\n\n\n<p>Difatti nell\u2019animale da esperimento gli psichedelici (qui li chiama cos\u00ec, vecchio stile<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>) riaprono la finestra del \u201cperiodo critico\u201d in cui i cuccioli imparano pi\u00f9 facilmente e riorganizzano i circuiti del loro cervello in maniera pi\u00f9 rapida, consentendo di riapprendere le gratificazioni sociali. La cosa secondo me estremamente sorprendente \u00e8 che questa nuova possibilit\u00e0 (l\u2019ho scritto nel titolo, \u201cripartire da zero\u201d) passa attraverso una modifica dell\u2019organizzazione della matrice extracellulare che diventa (metafora, eh?) come se fosse pi\u00f9 morbida, permissiva, facile per i neuroni da scavalcare per fare nuove connessioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"440\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-4.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5337\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra cosa sorprendente \u00e8 che per ciascuno di questi psichedelici \/ psicoplastogeni, la durata nell\u2019uomo dell\u2019effetto psichedelico (ovvero le alterazioni sensoriali e del pensiero) si correla bene con la durata della riapertura dell\u2019apprendimento della gratificazione sociale nell\u2019animale da esperimento, un\u2019indicazione forte (intuitiva ma forte) che tutte e due le cose dipendono dalla sostanza e dal suo meccanismo d\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando noi ci diciamo nei nostri ambulatori che vogliamo aiutare i nostri pazienti a \u201ccambiare\u201d (riferito all\u2019uso di sostanze o gioco d\u2019azzardo o qualsiasi altra cosa che li \u201cpossiede\u201d) forse dunque possiamo trovare un alleato negli psicoplastogeni che possono rendere pi\u00f9 facile cambiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra che i dati siano d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p>La psilocibina, principio attivo allucinogeno \/ psicoplastogeno di vari tipi di funghi, (e ora ci avviciniamo al tema di cui volevo parlare sin dall\u2019inizio), ha dato risultati interessanti sia nel disturbo da uso di alcol che in quello da tabacco<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> &#8211; cose rapportate anche da studi pubblicati molto bene, su JAMA, non su un bollettino parrocchiale<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"307\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-2.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5335\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>(E la cocaina? Un attimo, ora ci arriviamo)<\/p>\n\n\n\n<p>Da notare: c\u2019\u00e8 sempre in queste sperimentazioni una psicoterapia \u201cguida\u201d, prima e dopo: d\u2019altro canto se vogliamo aiutare il paziente a cambiare, sar\u00e0 il farmaco, d\u2019accordo, ad \u201cammorbidirgli\u201d il cervello, ma deve essere il terapeuta ad aiutare il paziente a far prendere alle connessioni neurali una nuova \u201cforma\u201d pi\u00f9 funzionale. Se lo lasci a se stesso, lo lasci al caso, e potrebbe andare pure male, a parte il rischio di subire in acuto effetti paurosi e sgradevoli che possono lasciare cicatrici psichiche pi\u00f9 o meno permanenti (il bad trip).<\/p>\n\n\n\n<p>In una sperimentazione della psilocibina su pazienti con problemi indotti da alcol, gli Autori scrivevano<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>: \u201ci nostri risultati supportano l&#8217;affermazione che la psilocibina aumenta la malleabilit\u00e0 dell&#8217;elaborazione del s\u00e9 e diminuisce i modelli di pensiero basati sulla vergogna e sull&#8217;autocritica, migliorando la regolazione degli affetti e riducendo il desiderio di alcol. Questi risultati suggeriscono che i trattamenti psicosociali che integrano la formazione all&#8217;autocompassione con la terapia psichedelica possono essere uno strumento utile per migliorare i risultati psicologici nel trattamento dell&#8217;AUD\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma bisogna lavorarci su, non sono pillole magiche.<\/p>\n\n\n\n<p>O no?<\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini naturalistiche online mostrano che anche quando usati in maniera \u201cselvaggia\u201d al di fuori di un ambiente psicoterapico, gli allucinogeni \/ psicoplastogeni fanno comunque in molti casi un effetto utile nelle dipendenze: il 43,8% (n = 651\/1488) diminuiva o cessava l&#8217;uso di alcol, il 42,5% (n = 272\/640) smetteva di assumere antidepressivi, e il 42,4% (n = 200\/471) diminuiva o cessava l&#8217;uso di cocaina<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"550\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-6.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5340\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, la cocaina: la bestia nera della farmacoterapia delle dipendenze, dove ogni farmaco che si sperimenta funziona solo per qualcuno, solo qualche volta, solo un poco, tanto che in nessuna parte del mondo c\u2019\u00e8 una qualche medicina ufficialmente registrata per farla ridurre o smettere. Tanto che il medico delle dipendenze in presenza di malattia da cocaina deve fare l\u2019artigiano stregone provando questa o quella classe di farmaci registrati per altre indicazioni, fidandosi fondamentalmente del suo intuito clinico, trovando sperabilmente (e capita! ma non sempre) qualcosa che aiuti il suo paziente a liberarsi da chi gli vende bustine e palline trattandolo come un bancomat.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoci al punto che volevo raggiungere fin dall\u2019inizio: \u00e8 uscito da pochi giorni uno studio randomizzato controllato contro placebo attivo, di psilocibina in soggetti con dipendenza da cocaina<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>, che dichiara risultati non vorrei dire strepitosi, ma insomma ci siamo vicini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"253\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-7.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5339\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Mettiamo gi\u00f9 un riassunto:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Panoramica dello Studio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Disegno: Studio clinico randomizzato, quadruplo cieco (partecipanti, terapisti, valutatori degli outcomes e statistici tutti ciechi), controllato con placebo attivo, analizzato per intenzione a trattare.<\/li>\n\n\n\n<li>Contesto: Centro di ricerca medica maggiore nel Deep South USA (Universit\u00e0 dell&#8217;Alabama a Birmingham)<\/li>\n\n\n\n<li>Partecipanti: 40 adulti con disturbo da uso di cocaina (motivati a smettere, senza comorbidit\u00e0 significative)<\/li>\n\n\n\n<li>Intervento: Singola dose orale di psilocibina (25 mg per 70 kg di peso corporeo) + psicoterapia manualizzata<\/li>\n\n\n\n<li>Controllo: Placebo attivo (100 mg di difenidramina) + psicoterapia identica<\/li>\n\n\n\n<li>Tempistiche: Preparazione (1 mese prima), sessione giornaliera, integrazione (1 mese dopo), follow-up a 90 e 180 giorni<\/li>\n\n\n\n<li>Reclutamento: Maggio 2015 &#8211; Agosto 2023; raccolta dati completata Maggio 2024<\/li>\n\n\n\n<li>Ritenzione: 36\/40 (90%) hanno completato le valutazioni a 180 giorni<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ecco, interessante: singola dose del farmaco psicoplastogeno &#8211; come quando la TV non funziona e per ripararla sul momento le dai una botta &#8211; e funziona. Placebo attivo\u2026 insomma la difenidramina \u00e8 un antistaminico, fa venire la sonnolenza, ma non \u00e8 per nulla comparabile soggettivamente a un allucinogeno &#8211; psichedelico &#8211; psicoplastogeno &#8211; quelchel\u00e8. \u00c8 probabilmente il meglio che si possa fare e evidenzia il fatto che nella ricerca sui farmaci con effetto psichedelico \u00e8 molto difficile avere un placebo che sia davvero placebo indistinguibile dal farmaco.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"435\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5341\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>(come ottimamente spiegato dalla vignetta di Tim Ferriss arcinota nell\u2019ambiente).<\/p>\n\n\n\n<p>E ovviamente, psicoterapia manualizzata, prima e dopo l\u2019esperienza con il farmaco. Ritenzione in trattamento buonissima, cosa insolita per cocaina.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo avanti:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Caratteristiche dei Partecipanti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Demografia: 82,5% maschi, et\u00e0 mediana 50,0 anni (IQR 43,8-56,0)<\/li>\n\n\n\n<li>Etnia: 82,5% neri, 17,5% bianchi (notevolmente diverso dalla ricerca precedente sulle psichedeliche)<\/li>\n\n\n\n<li>Status socioeconomico: 65% aveva reddito annuo \u226420.000 dollari<\/li>\n\n\n\n<li>Uso di sostanze: La maggior parte fumava cocaina; l&#8217;uso si estendeva per oltre due decenni; circa il 50% riportava uso quotidiano di tabacco, consumo pesante di alcol e uso di cannabis negli ultimi 90 giorni<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Persone quindi che vengono da uno strato sociale pi\u00f9 in difficolt\u00e0, consumatori di cocaina di lungo corso, <em>crackomani <\/em>e tutto il resto a quanto sembra. Una popolazione che nella ricerca sugli psichedelici non compare quasi mai (di solito sono bianchi, istruiti, con depressione esistenziale). Per decenni queste molecole sono state usate per criminalizzare proprio quelle comunit\u00e0. Oggi potrebbero essere la prima terapia seria per loro. L\u2019ironia della storia \u00e8 pesante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Risultati degli Outcomes Primari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1. Percentuale di Giorni di Astinenza dalla Cocaina<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gruppo psilocibina: Significativamente superiore al gruppo placebo (\u03b2 = 28,95; IC 95%, 18,22-39,67; P &lt; .001)<\/li>\n\n\n\n<li>Dimensione dell&#8217;effetto: Grande (Hedges g = 1,51 per il periodo giorno 90-180)<\/li>\n\n\n\n<li>&#8211; Periodo di valutazione: +26,31 giorni di astinenza in pi\u00f9 (Hedges g = 1,40)<\/li>\n\n\n\n<li>&#8211; Dall&#8217;ultima visita al giorno 90: +35,88 giorni di astinenza in pi\u00f9 (Hedges g = 1,92)<\/li>\n\n\n\n<li>&#8211; Dal giorno 90 al giorno 180: +28,36 giorni di astinenza in pi\u00f9 (Hedges g = 1,51)<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>2. Astinenza Completa dalla Cocaina<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gruppo psilocibina: 6\/20 (30%) ha raggiunto astinenza completa dal periodo di integrazione al giorno 180<\/li>\n\n\n\n<li>Gruppo placebo: 0\/20 (0%) ha raggiunto astinenza completa<\/li>\n\n\n\n<li>Odds ratio: 18,37 (IC 95%, 1,92-2468,17; P = .007)<\/li>\n\n\n\n<li>Numero necessario da trattare (NNT): 3,33 (IC 95%, 2,0-10,1)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>3. Tempo alla Prima Ricaduta alla Cocaina<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gruppo psilocibina: Ridotto rischio di ricaduta nel tempo<\/li>\n\n\n\n<li>Rapporto di rischio: 0,28 (IC 95%, 0,13-0,60; P = .001)<\/li>\n\n\n\n<li>Interpretazione: Riduzione del 72% nel rischio istantaneo di ricaduta alla cocaina rispetto al placebo<\/li>\n\n\n\n<li>Probabilit\u00e0 di sopravvivenza a 90 giorni: 55,0% (psilocibina) vs 21,05% (placebo)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Notevole, eh? Non si vedono facilmente risultati del genere negli studi clinici per cocaina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto pi\u00f9 impressionante \u00e8 NNT: secondo i dati una persona trattata su 3 avrebbe un risultato positivo &#8211; a occhio e croce efficacia pari agli antipertensivi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"753\" height=\"441\" src=\"https:\/\/magazine.addictus.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/image-8.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5342\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Guardando i grafici si capisce meglio. A sinistra mostra i giorni che i soggetti non usavano cocaina,&nbsp; controllati con l\u2019analisi delle urine oltre che con le dichiarazioni, che nel gruppo trattato salivano quasi al 100%, mentre in quelli che prendevano placebo addirittura dopo tutta l\u2019attesa del trattamento finivano per aumentare un pochino i giorni di consumo. C\u2019era un miglioramento dal tempo zero al momento della somministrazione, probabilmente dovuto alla psicoterapia, ma dopo la somministrazione del placebo questo miglioramento si perdeva.<\/p>\n\n\n\n<p>A destra la curva di sopravvivenza alla primo \u201cscivolone\u201d in cocaina, dove si vede che il 40% dei soggetti trattati non ricadevano, mentre quelli che avevano preso il placebo ricadevano quasi subito, per l\u201980%, e tutti in pratica a 6 mesi avevano consumato di nuovo la sostanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Colpisce molto che benefici ottenuti dai&nbsp; pazienti venivano osservati molto a lungo, per i giorni di astensione da cocaina fino a 180 giorni, per la curva di sopravvivenza oltre 250 giorni. Insomma potremmo spingerci a osare dire che \u201cerano cambiati\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sicurezza e Tollerabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Eventi avversi gravi: Nessuno verificatosi<\/li>\n\n\n\n<li>Eventi avversi:<ul><li>Gruppo psilocibina: 65% (13\/20) ha sperimentato eventi avversi (principalmente durante la sessione giornaliera)<\/li><\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Gruppo placebo: 10% (2\/20) ha sperimentato eventi avversi<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li>Eventi avversi comuni: Ipertensione (30%), distress emotivo (25%), pianto (25), vampate di calore con brividi (25%), vomito (5%), tachicardia (5%), flatulenza (5%), fame (5%), mal di testa, percezione alterata, immagini visive intensificate, orgasmo spontaneo, agitazione, ideazione suicidaria (1 partecipante, risolto senza sequel)<\/li>\n\n\n\n<li>Nota: Tutti gli eventi avversi erano attesi, risolti senza sequel e nessun farmaco di salvataggio \u00e8 stato necessario<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il profilo di eventi avversi \u00e8 quello atteso da una sostanza tutto sommato conosciuta, senza sorprese insomma. E i pazienti erano gi\u00e0 preparati a quanto poteva succedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora. Generalmente il primo studio pubblicato su uno specifico farmaco per una specifica condizione clinica \u00e8 positivo in maniera piuttosto brillante (se no non si pubblicava, non \u00e8 bello, ma va cos\u00ec). Generalmente poi vengono studi successivi, fatti anche con metodiche diverse, che riequilibrano le aspettative, per la sempiterna forza della <em>regressione verso la media<\/em><a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 qui siamo in presenza di risultati concretamente appetibili. E la psilocibina \u00e8 in via di registrazione in alcuni Paesi del Mondo. Copio-incollo dalla IA per come la vede oggi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Australia: \u00c8 stato il primo paese al mondo a riclassificare la psilocibina per scopi medici. Dal luglio 2023, gli psichiatri autorizzati possono prescriverla per il trattamento della depressione resistente ad altre terapie.<\/li>\n\n\n\n<li>Repubblica Ceca: Ha approvato un quadro normativo che consente l&#8217;uso clinico della psilocibina sintetica per pazienti selezionati affetti da depressione grave o depressione correlata al cancro che non rispondono ai trattamenti standard.<\/li>\n\n\n\n<li>Germania: Ha istituito un programma di &#8220;uso compassionevole&#8221; (compassionate use) che permette agli psichiatri di richiedere l&#8217;uso della psilocibina al di fuori dei trial clinici per casi di depressione gravissima e resistente.<\/li>\n\n\n\n<li>Svizzera: Dal 2014 permette l&#8217;uso compassionevole di sostanze psichedeliche (compresa la psilocibina). I medici possono richiedere autorizzazioni individuali all&#8217;Ufficio Federale della Sanit\u00e0 Pubblica (UFSP) per trattare pazienti con depressione o ansia grave.<\/li>\n\n\n\n<li>Canada e Nuova Zelanda: Consentono l&#8217;accesso alla psilocibina in casi eccezionali o attraverso programmi di accesso speciale (Special Access Program) e trial clinici.<\/li>\n\n\n\n<li>Stati Uniti: Pur non essendoci ancora un&#8217;approvazione formale da parte della FDA, stati come Oregon e Colorado hanno implementato programmi di terapia assistita e regolamentata con psilocibina per scopi di benessere e salute mentale.<\/li>\n\n\n\n<li>In Italia, la psilocibina non \u00e8 attualmente prescrittibile, ma l&#8217;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la prima sperimentazione clinica per testarne l&#8217;efficacia sulla depressione resistente<a href=\"#_ftn15\" id=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><em>Quindi potremmo essere sulla strada per poterla usare concretamente. E dunque? Io, medico del SerT, oggi cosa faccio con un paziente che me la chiede?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vedremo\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Ona, G., and Marie, S. (2026). The long roots of ibogaine: A journey from plant to pharmaceutical. <em>J. Psychedelic Stud.<\/em> 1. doi: 10.1556\/2054.2026.00491<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> https:\/\/www.whitehouse.gov\/presidential-actions\/2026\/04\/accelerating-medical-treatments-for-serious-mental-illness\/<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/?term=ibogaine+%5Bmajr%5D+and+substance-related+disorders+%5Bmajr%5D&amp;show_snippets=on&amp;sort=pubdate&amp;size=100<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Olson, D. E. (2018). Psychoplastogens: A promising class of plasticity-promoting neurotherapeutics. <em>J. Exp. Neurosci.<\/em> 12, 1179069518800508. doi: 10.1177\/1179069518800508<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a> https:\/\/www.fiercebiotech.com\/biotech\/innovation-investment-pain-and-addiction-are-not-meeting-societal-burden-report-says<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a> Ly C, Greb AC, Cameron LP, et al. Psychedelics promote structural and functional neural plasticity. Cell Rep. 2018;23(11):3170-3182. doi:10.1016\/j.celrep.2018.05.022<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a> Calder AE, Hasler G. Towards an understanding of psychedelic-induced neuroplasticity. Neuropsychopharmacology. 2023;48(1):104-112. doi:10.1038\/s41386-022-01389-z<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Nardou R, Sawyer E, Song YJ, et al. Psychedelics reopen the social reward learning critical period. Nature. 2023;618(7966):790-798. doi:10.1038\/s41586-023-06204-3<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a> van der Meer PB, Fuentes JJ, Kaptein AA, et al. Therapeutic effect of psilocybin in addiction: A systematic review. Front Psychiatry. 2023;14. doi:10.3389\/fpsyt.2023.1134454<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a> Bogenschutz MP, Ross S, Bhatt S, et al. Percentage of heavy drinking days following psilocybin-assisted psychotherapy vs placebo in the treatment of adult patients with alcohol use disorder: A randomized clinical trial: A randomized clinical trial. JAMA Psychiatry. 2022;79(10):953-962. doi:10.1001\/jamapsychiatry.2022.2096<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Agin-Liebes G, Nielson EM, Zingman M, et al. Reports of self-compassion and affect regulation in psilocybin-assisted therapy for alcohol use disorder: An interpretive phenomenological analysis. Psychol Addict Behav. Published online June 5, 2023. doi:10.1037\/adb0000935<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a> Boehnke KF, Kruger DJ, Lucas P. Changed substance use after psychedelic experiences among individuals in Canada. Int J Ment Health Addict. Published online May 22, 2023:1-12. doi:10.1007\/s11469-023-01085-z<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a> Hendricks PS, Lappan SN, Shelton RC, et al. Psilocybin in the Treatment of Cocaine Use Disorder: A Randomized Clinical Trial. JAMA Netw Open. 2026;9(5):e2611029. doi:10.1001\/jamanetworkopen.2026.11029<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a> https:\/\/it.statisticseasily.com\/glossario\/what-is-regression-to-the-mean\/<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref15\" id=\"_ftn15\"><sup>[15]<\/sup><\/a> https:\/\/www.asl2abruzzo.it\/depressione-resistente-ai-farmaci-primo-trattamento-in-italia-con-psilocibina-al-via-la-sperimentazione-clinica\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so quante volte in questi anni da medico del SerT mi sono trovato davanti un paziente che voleva chiudere con la sua dipendenza da eroina (e con la sua terapia al SerT) cercandosi un trattamento con l\u2019ibogaina. 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