{"id":5299,"date":"2026-03-16T11:00:43","date_gmt":"2026-03-16T10:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5299"},"modified":"2026-03-16T11:00:45","modified_gmt":"2026-03-16T10:00:45","slug":"bramo-in-modo-urgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5299","title":{"rendered":"Bramo in modo urgente"},"content":{"rendered":"\n<p>Luci soffuse quasi impercettibili, lampade dorate, tovaglie di seta nera, piatti di portata anch\u2019essi neri e tovaglioli bianchi. L\u2019illuminazione \u00e8 davvero studiata ad arte, mi rendo conto: in questo modo le luci di Castel dell\u2019Ovo invadono piacevolmente l\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono spiaciuta: dovrei sentirmi privilegiata a cenare in un ambiente tanto raffinato, con la schiena accarezzata dal tepore del caminetto. Invece tutto questo nero mi sta travolgendo. L\u2019atmosfera non \u00e8 elegante, per me, ma lugubre. Lugubre e cupa, come il mio umore. E come la maggior parte degli squallidi commensali che questa sera stanno qui a banchettare. L\u2019esperienza non sta affatto rispettando le mie aspettative, a quanto pare irrealistiche per l\u2019ennesima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservo come incantata l\u2019elegante lampada intarsiata che illumina il nostro tavolo. Mi prudono le mani: fremo dal tirargliela in testa.<\/p>\n\n\n\n<p>A lui e, perch\u00e8 no, pure a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla cavalla bionda ricolma di botox seduta alle nostre spalle, che ride sguaiatamente, lanciando il capo all\u2019indietro e mettendo in mostra il collo lungo che un tempo deve essere stato molto sensuale. Un tempo, per l\u2019appunto. Le rughe che ora lo solcano ne tradiscono l\u2019et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo la guarda da quando ci siamo accomodati a tavola. La riconosco: \u00e8 la farmacista che ha moderato gli interventi al congresso di oggi ed alloggia accanto a noi. Non \u00e8 difficile: le stanze sono solo tre. Pure Paolo la riconosce, ma per lui non \u00e8 un dettaglio che fa la differenza, quando si tratta di cacciare.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 alle sue spalle e lui continua a girarsi, imperterrito e noncurante di me. Io sono invisibile, come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sorride, uno di quei sorrisi seducenti che trasformano i suoi occhi in laghi azzurri e che intrappolarono nella tela del ragno anche me, durante le prime lezioni di laboratorio.<\/p>\n\n\n\n<p>La cavalla ricambia il sorriso e solleva il calice colmo di nettare dorato verso il mio uomo, ammiccando. Lo sguardo provocante spicca nella penombra ed io sento addosso un disgusto che vorrei dire di non aver mai provato prima. Invece pare sia destinato a far parte della mia routine.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi si gela il sangue e mi sento pietrificata. Il nostro commensale, un ordinario di chimica farmaceutica, strizza l\u2019occhiolino a Paolo, facendogli moto con il gomito ed indicando la cavalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer\u00f2, Lotto, acchiappi ancora, eh!\u201d afferma il magno barone, ridendo. Un vero divertimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo in tutta risposta, chiama a s\u00e9 il cameriere, chiedendo di servire dello champagne alla cavalla e all\u2019amica, ormai giunte al dessert.<\/p>\n\n\n\n<p>Scaravento il tovagliolo sul tavolo e mi trafilo bruscamente, rischiando di cadere nel caminetto crepitante alle mie spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMe ne vado\u201d urlo. Non mi curo nemmeno di salutare il nostro ospite, invitato per discutere le mie possibilit\u00e0 di carriera nel dipartimento. Sono esasperata.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo alza le spalle. \u201cSei esagerata. V\u00e0, se credi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Affretto il passo e mi dirigo verso la nostra stanza. Sento disperazione e rabbia salirmi dal petto alla gola. Vorrei strillare, girare i tacchi e salire sul primo treno. Ammesso ce ne siano a quest\u2019ora. Ma al diavolo il treno, andrebbe bene pure un Flixbus. Se solo non mancassi di coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi trascino fino all\u2019imponente letto, accasciandovimi. Percepisco una sensazione di rottura al centro del petto mentre le lacrime salgono ed inondano le mie orbite oculari. La conosco bene ed ha appena reso molto amara la squisitezza del tonno servito poco prima.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra relazione \u00e8 un incubo, Paolo mi tradisce di continuo. Riferisce di sentire un impulso irrefrenabile, squadrare ogni donna che incontra e tentare -con successo- di portarsela a letto per lui \u00e8 un imperativo. Dice che non pu\u00f2 non farlo. Inizialmente mi mentiva ma ora non valgo nemmeno pi\u00f9 quella fatica e l\u2019impegno di ingegnarsi con nuove frottole, anzi, avanza improbabili giustificazioni, confrontandomi poi con le altre e ridendo della mia sofferenza. A volte vola anche qualche schiaffo, se faccio presente il modo in cui mi sta distruggendo. Dice che sono esagerata e permalosa e che non lo devo scocciare con la mia gelosia possessiva. Mi accusa di essere la causa della sua passione per la polvere bianca. A me pare che la vera partner di Paolo sia proprio la coca: nessuna potr\u00e0 mai essere all\u2019altezza di un rapporto cos\u00ec elitario. Paolo dice che la coca non gli rompe i coglioni, a differenza mia. E\u2019 convinto di non esserne dipendente. L\u2019amara verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 in totale sintonia con l\u2019abuso spasmodico di droga e di alcol. E di sesso con donne che non siano me. Ma lui non si sbaglia mai, sono io quella inadeguata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che mi hanno sempre descritta i miei genitori. A poco importa se ero la prima della classe, sempre, o il mio dottorato. Per loro sono un fallimento continuo. Ricordo ancora il disgusto ed il disprezzo nel volto di mio padre, quando comunicai l\u2019esito del mio esame di maturit\u00e0, mancando il massimo per due punti. Mi guard\u00f2 schifato, scuotendo la testa, ripetutamente e lentamente, la bocca ripiegata in un ghigno di disapprovazione. \u201cSono deluso. Non diventerai mai medico.\u201d Asser\u00ec tagliente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando penso a quel giorno lontano le lacrime mi rigano ancora il volto, copiose. In nessun momento mi sentii pi\u00f9 stupida ed inetta. Io, che per raggiungere brillanti risultati avevo sacrificato tutto: mai un\u2019uscita non ragionata in adolescenza, mai un amore o una simpatia. Eravamo io ed i libri scolastici. La mia vita arida e desolata ed io.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, tre anni fa, \u00e8 arrivato Paolo. Affascinante, audace ed ambizioso chimico, discendente diretto del fondatore di una delle case farmaceutiche pi\u00f9 potenti al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo collaborava con il mio supervisore di dottorato. Io ero al primo anno e lui da subito inizi\u00f2 nei miei confronti una corte spudorata. L\u00ec mi sentii importante, mi sentii qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Capii per\u00f2 ben presto che non ero la sola, ma ero la prescelta per questioni di facciata sociale. Ero la compagna perfetta: famiglia borghese, educazione rigida, percorso scolastico scientifico, quindici anni in meno e agli inizi della carriera accademica. Soprattutto con un grande ideale di ascesa professionale, con un\u2019ossessione stritolante di non rimanere in ombra. E senza dignit\u00e0, perfetta da plagiare e manipolare.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti aprono le loro bocche giudicanti ribadendo che dovrei lasciarlo. Ma io lo amo. Desidero con tutta me stessa capire cosa ho in meno delle altre, perch\u00e8 non gli basto io, perch\u00e8 nella sua gerarchia delle priorit\u00e0 mi colloca perfino dopo lo sballo. Me lo chiedo -e glielo chiedo- continuamente, ne sono ossessionata. La mia autostima dipende da lui, come anche la mia carriera. Io dipendo da lui, per tenermi salda e reggermi in piedi. La mia identit\u00e0 non ha altre fondamenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il letto della stanza accanto cigola. Ferro battuto, moderno, che disegna l\u2019acronimo dell\u2019hotel con dolci curve e sinusoidi, come quello in cui io sono distesa a piangere da oltre un\u2019ora, presumo.<\/p>\n\n\n\n<p>Capisco subito cosa sta accadendo. Posso immaginare vividamente le sue spinte, forti e regolari. Dopo un tempo indefinito, sento l\u2019orgasmo della cavalla dall\u2019altra parte del muro.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono angosciata ma non provo compassione per me, bens\u00ec ho terrore che la mia carriera possa interrompersi. Senza il potere ed il riconoscimento sociale io non sono niente. Essere qualcuno \u00e8 il mio desiderio pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma davvero si pu\u00f2 definire \u2018desiderio&#8217; una voglia che non presenta caratteristiche ossessive? Un desiderio non richiede soddisfazione immediata, piuttosto presuppone consapevole attesa. Per cui no: un desiderio \u00e8 ossessione e per me non c\u2019\u00e8 altra dimensione. Se desidero, lo faccio ossessivamente, in modo totalizzante. Bramo in modo urgente. Non ho potere di scelta, n\u00e9 posso sottrarmici. E\u2019 cos\u00ec e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>E non c\u2019\u00e8 niente che io desideri di pi\u00f9 dell\u2019identit\u00e0 professionale che Paolo mi pu\u00f2 dare. Ne ho bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso perderlo, anche se l\u2019ho appena sentito tradirmi con le mie orecchie. Ma fortunatamente negli ultimi mesi ho adottato un piano anti-panico. Apro la borsetta abbandonata accanto al letto e alle d\u00e9collet\u00e9 di vernice nera ed afferro un oggetto bianco e rettangolare. I miei occhi scendono gi\u00f9, sulla strisciolina di plastica leggera che intendevo sfoderare questa sera davanti al Professore, in modo da impedire a Paolo la manifestazione della sua certa indignazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sospiro di sollievo mentre osservo il test di gravidanza positivo. Le mie carte non sono esaurite, ho ancora speranza che Paolo si scusi da parte mia con il barone.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accarezzo la pancia, lentamente. Noto gi\u00e0 un leggero gonfiore, impercettibile, ma non a me che mi conosco da tre decadi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono euforica: io e Paolo avremo un figlio. Non potr\u00e0 sottrarsi alla mia presenza, alle mie richieste ed il nostro legame non si dissolver\u00e0 mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Giorgia Salvagno<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luci soffuse quasi impercettibili, lampade dorate, tovaglie di seta nera, piatti di portata anch\u2019essi neri e tovaglioli bianchi. L\u2019illuminazione \u00e8 davvero studiata ad arte, mi rendo conto: in questo modo le luci di Castel dell\u2019Ovo invadono piacevolmente l\u2019ambiente. 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