{"id":5277,"date":"2026-03-16T10:51:15","date_gmt":"2026-03-16T09:51:15","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5277"},"modified":"2026-03-16T10:51:16","modified_gmt":"2026-03-16T09:51:16","slug":"claudio-lolli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5277","title":{"rendered":"Claudio Lolli"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Claudio Lolli<\/strong> (Bologna, 28 marzo 1950 \u2013 Bologna, 17 agosto 2018) \u00e8 considerato fra i cantautori italiani pi\u00f9 impegnati, ha inciso una ventina di album nell&#8217;arco di una trentina d&#8217;anni. Oltre che cantautore, Lolli \u00e8 stato anche scrittore e poeta e, dagli anni ottanta, professore liceale. Tra i riconoscimenti nazionali da lui ricevuti vi sono il Premio Ciampi e la Targa Tenco.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo scelto di inserirlo in questa rassegna, non tanto perch\u00e9 siano note sue vicende di dipendenza patologica dalle sostanze (nessuno ne ha mai parlato pubblicamente) ma in quanto magistrale cantore di quel periodo particolarissimo della storia d\u2019Italia, e Bologna ne era l\u2019avanguardia, che va dalla met\u00e0 degli anni \u201970 ai primi anni \u201980; anni di contestazione diversa dal \u201968, che hanno visto, tra tante altre cose, irrompere in modo epidemico l\u2019eroina.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato da una famiglia piccolo-borghese, questa classe sociale \u00e8 stata l&#8217;oggetto della sua critica in diverse delle sue canzoni, come in&nbsp;<em>Borghesia<\/em>&nbsp;(<em>&#8220;Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista, oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista&#8230; Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia&#8221;<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue prime esperienze musicali avvengono all&#8217;Osteria delle Dame, di\u00a0Bologna, nei primi\u00a0anni Settanta. I testi delle sue canzoni di quel periodo tratteggiano squarci di vita ordinaria e quotidiana. Si accompagna con la\u00a0chitarra, usando a volte la tecnica del\u00a0<em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fingerstyle\">fingerpicking<\/a><\/em>. La sua \u00e8\u00a0<em>&#8220;una voce da festival del sottosuolo&#8230; cos\u00ec piena di granchi, di ragni, di rane e di altre cose un po&#8217; strane&#8221;<\/em>, cos\u00ec come \u00e8 stata da lui stesso definita, in un suo pezzo del\u00a01977\u00a0intitolato\u00a0<em>Autobiografia industriale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 proprio\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Francesco_Guccini\">Francesco Guccini<\/a>\u00a0a introdurlo alla\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/EMI_Italiana\">EMI Italiana<\/a>, l&#8217;etichetta che pubblicher\u00e0 i suoi primi 4\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Long_playing\">LP<\/a>, dal\u00a01972\u00a0al\u00a01976. Il primo disco,\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aspettando_Godot_(album)\"><em>Aspettando Godot<\/em><\/a>\u00a0(1972), si rif\u00e0 alle sonorit\u00e0 dello stesso Guccini, a\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fabrizio_De_Andr%C3%A9\">Fabrizio De Andr\u00e9<\/a>\u00a0e ai cantautori francesi degli anni cinquanta.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno successivo (1976) viene pubblicato il suo album di maggior successo Ho visto anche degli zingari felici. Grazie alle radio libere che stanno nascendo in tutta Italia, l&#8217;album ottiene una grande risonanza, complice lo stretto legame con l&#8217;attualit\u00e0 di allora: la strage dell&#8217;Italicus e la conseguente reazione della sinistra italiana. Il disco nacque musicalmente dalla collaborazione di Lolli con il Collettivo Autonomo Musicisti di Bologna, composto da Adriano Pedini (ex batterista del gruppo beat psichedelico I Tubi Lungimiranti) alla batteria, Roberto Costa al basso, Roberto Soldati alle chitarre e Danilo Tomasetta al sax e al flauto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il successo, che porta Lolli tra l&#8217;altro ad effettuare un lungo tour con gli stessi musicisti del disco, il cantautore decide di non rinnovare il contratto con la EMI Italiana e di passare alla Ultima Spiaggia, casa discografica alternativa fondata due anni prima da Nanni Ricordi. Nel settembre del 1977 esce il disco successivo, Disoccupate le strade dai sogni, anch&#8217;esso strettamente legato all&#8217;attualit\u00e0, in particolar modo ai fatti di Bologna dell&#8217;11 marzo 1977 e alla morte di Francesco Lorusso. L\u2019esperienza discografica ha scarso successo e Lolli sembra sparire dalla scena musicale e dalla vita reale. Scarsissime le notizie per lunghi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo si sussurrano difficolt\u00e0 esistenziali legate anche all\u2019uso di sostanze ma le notizie su questo sono vaghe, legate pi\u00f9 al passa parola dell\u2019ambiente bolognese che non a fonti documentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni novanta album come Nove pezzi facili (antologia con tre inediti, tre nuove versioni di vecchi brani e tre canzoni in versione originale), Intermittenze del cuore e Viaggio in Italia. Dal 1993 ricomincia a fare spettacoli, col solo accompagnamento del maestro Paolo Capodacqua alla chitarra classica elettrificata, in cui spazia nel suo vastissimo repertorio. Nel 1997 nasce una collaborazione con Enrico Capuano. Dopo una serie di concerti in abbinata, esce l&#8217;album dal titolo Intermittenze del cuore. Nel 1998 Lolli riceve il Premio Piero Ciampi &#8220;alla carriera&#8221;, importante riconoscimento alla sua attivit\u00e0 di cantautore. Il 2000 \u00e8 l&#8217;anno di Dalla parte del torto, forse uno dei dischi pi\u00f9 significativi di questo periodo della sua carriera. Il titolo nasce da una frase di Bertolt Brecht, citata nell&#8217;interno della copertina &#8220;&#8230;dato che tutti gli altri posti erano gi\u00e0 occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto&#8221;. L&#8217;album contiene canzoni nuove, come Nessun uomo \u00e8 un uomo qualunque, una delle pi\u00f9 belle della sua produzione, il brano che d\u00e0 titolo all&#8217;album, e Il mondo \u00e8 fatto a scale, dal ritmo orecchiabile e dal testo ironico, e alcuni pezzi storici riarrangiati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tre note su Claudio Lolli, <\/strong>di Massimo Recalcati<\/p>\n\n\n\n<p>Prima nota: la sua musica mi ascoltava<\/p>\n\n\n\n<p>La musica \u00e8 qualcosa che davvero ascoltiamo? Quando ho ascoltato le prime canzoni di Claudio Lolli in una scuola occupata di Quarto Oggiaro, nella estrema periferia milanese, ero davvero \u201cio\u201d che le ascoltavo? La musica non assomiglia forse ad un quadro o ad un libro? Sono io che guardo e che leggo o sono il quadro a guardarmi e il libro a leggermi? Ricordo bene la sua voce e le sue parole tra noi mentre io ero, in quell\u2019inverno del 1976, come tutti quelli della mia generazione, attraversato da grandi dolori e furori. Lolli mi ha insegnato per primo che l\u2019esperienza della musica non \u00e8 quella di un semplice fluido sonoro che visita le nostre orecchie. Ascoltare le sue canzoni era fare l\u2019esperienza perturbante di essere ascoltati, di sentirsi ascoltati, dell\u2019incontro con qualcuno che ti sapeva ascoltare. Non ero io, dunque, che ascoltavo la sua musica e le sue parole, ma erano la musica e le sue parole che mi ascoltavano. Ascoltavano il mio e il nostro grande furore e dolore; erano la sua musica e le sue parole a soffiare via \u201cl\u2019inferno dalla fronte\u201d. Non ero semplicemente \u201cio\u201d che lo ascoltavo, ma erano le sue canzoni che mi ascoltavano e ascoltandomi segretamente mi rispondevano. Per questa ragione, forse, aver saputo, dopo la sua morte, da Paolo Capodacqua, suo amico e fraterno musicista, che trovava il tempo per leggermi, mi ha dato la sensazione di una pace profonda. Anch\u2019io, forse, lo avevo ascoltato; lo avevo letto, gli avevo risposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Seconda nota: il poeta civile<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Lolli \u00e8 stato un grande poeta civile. Poteva la spinta politica che voleva la rivoluzione, che voleva trasformare il mondo, unirsi alla poesia? Quanti poeti capaci di legare la poesia alla politica nel suo significato pi\u00f9 alto ha avuto il nostro paese? Ma non \u00e8 forse un paradosso parlare di poesia civile? Io lo immaginavo come Arthur Rimbaud sulle barricate della Comune di Parigi del 1870. Lo immaginavo come la poesia necessaria ad ogni rivoluzione per evitare che la rivoluzione finisca per assomigliare alla reazione che voleva combattere. Senza poesia, infatti, la rivoluzione e i rivoluzionari si trasformano fatalmente in funzionari reazionari del potere o in persecutori dogmatici, fustigatori fanatici infiammati dall\u2019ideologia. \u00c8 accaduto anche a noi in quegli anni. Ascoltavo invece Lolli come qualcuno che come me aveva passione per la politica, ma si rifiutava di usare il linguaggio freddo e logoro delle categorie dottrinali, degli stereotipi, degli slogans. Il movimento del \u201977 non aveva saputo portare a compimento lo sforzo di poesia da cui era sorto. La sua lingua era precipitata rapidamente in un formulario ideologico vuoto. La violenza aveva colonizzato il pensiero critico e la domanda legittima di trasformazione e di riscatto sociale. Basta infatti un nonnulla per trasformare un eretico in un difensore implacabile dell\u2019ortodossia. \u00c8 l\u2019anima inconsciamente stalinista di ogni rivoluzione che resta senza poesia. Claudio Lolli era per me, in quel contesto precario, un fiore, resistente e fragile insieme, apparso tra gli interstizi di una muraglia di pietra; la possibilit\u00e0 di sostituire al delirio della ideologia e alla precisione solo astratta delle sue categorizzazioni, la contraddizione viva e la sfumatura singolare della poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lolli muore a 68 anni di cancro polmonare, come tanti altri musicisti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Borghesia <\/em>(<strong>Claudio Lolli, Aspettando Godot, 1972<\/strong>). &nbsp;Il primo 33 giri di Lolli venne pubblicato grazie all&#8217;interessamento di Francesco Guccini che, dopo aver ascoltato le sue canzoni, decise di presentarlo alla EMI Italiana. La copertina raffigura una banconota da cinquemila lire di quelle prodotte degli anni dal 1964 al 1971, ma con il volto di Lolli in luogo dell&#8217;effige di Cristoforo Colombo e in basso a destra la didascalia: \u00abC. Lolli\u00bb al posto di \u00abC. Colombo\u00bb. La canzone, molto orecchiabile ebbe un buon successo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVecchia piccola borghesia per piccina che tu sia<br>Non so dire se fai pi\u00f9 rabbia, pena, schifo o malinconia<\/p>\n\n\n\n<p>Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttana<br>Se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana<br>Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretta i denari tuoi<br>Assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento<\/p>\n\n\n\n<p>E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa<br>Ti raduni nelle tue Chiese in ogni citt\u00e0, in ogni paese<br>Presti ascolto all&#8217;omelia, rinunciando all&#8217;osteria<br>Cos\u00ec grigia e cos\u00ec per bene, ti porti a spasso le tue catene<\/p>\n\n\n\n<p>Godi quando gli anormali son trattati da criminali<br>E chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali<br>Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia<br>Tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare<\/p>\n\n\n\n<p>Sai rubare con discrezione, meschinit\u00e0 e moderazione<br>Alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione<br>Sai mentire con cortesia, con cinismo e vigliaccheria<br>Hai fatto dell&#8217;ipocrisia la tua formula di poesia<\/p>\n\n\n\n<p>Non sopporti chi fa l&#8217;amore pi\u00f9 di una volta alla settimana<br>O chi lo fa per pi\u00f9 di due ore o chi lo fa in maniera strana<br>Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista<br>Oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista, ex<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto<br>Sempre fissa l\u00ec a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto<br>Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa<br>E sempre pronta a leccar le ossa al pi\u00f9 ricco ed ai suoi cani<\/p>\n\n\n\n<p>Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia<br>Per piccina che tu sia il vento un giorno, <strong>forse<\/strong>, ti spazzer\u00e0 via. (forse, \u00e8 stato aggiunto da Lolli molti anni dopo).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Borghesia (2006 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ql7Q3xab_eM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Michel<\/em> <em>&nbsp;<\/em>(<strong>Claudio Lolli, Aspettando Godot, 1972<\/strong>) Aspettando Godot\/Michel (lato A e B) \u00e8 il primo 45 giri del cantautore Claudio Lolli inciso il 9 novembre 1972. Ottimo esempio di tecnica fingerpicking, che Lolli padroneggiava bene.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Michel (2006 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Vz9QgCpLuIo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Il tempo dell\u2019illusione<\/em> <em>&nbsp;<\/em>(<strong>Claudio Lolli, Aspettando Godot, 1972<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando un padre rider\u00e0 soddisfatto del tuo cranio di bambino<br>e una madre pianger\u00e0 sul mistero della sua maternit\u00e0<br>e la calda intimit\u00e0 col nulla ormai sar\u00e0 finita<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della vita<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l&#8217;ombra di una donna legger\u00e0 nel tuo viso la paura<br>e il suo corpo ti dir\u00e0 che \u00e8 notte, il suo sorriso che \u00e8 mattina<br>quando la vedrai sfiorire come un albero che muore<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo dell&#8217;amore<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo dell&#8217;amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il sonno rester\u00e0 il solo amico che ti salva una giornata<br>e vedrai fuggire via dalla tua casa i resti della giovent\u00f9<br>e arriverai fino a sperare che un tuo parente muoia<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della noia<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della noia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando i vetri di una stanza resteranno le tue sole passegiate<br>e i figli e i nipoti rideranno delle tue guance scavate<br>e per scherzo giurerai di sentirti proprio forte<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della morte<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando dopo tutto questo cercherai una ragione od un pretesto<br>per convincere qualcuno che il dolore tu non l&#8217;hai vissuto invano<br>e ti appagherai del senso che ti dar\u00e0 una religione<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo dell&#8217;illusione<br>sar\u00e0 giunto anche per te il tempo dell&#8217;illusione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Tempo Dell&#039;Illusione (2006 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Sq8LdFBiUlc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Quando la morte avr\u00e0<\/em> <em>&nbsp;<\/em>(<strong>Claudio Lolli, Aspettando Godot, 1972<\/strong>)<\/p>\n\n\n\n<p>La canzone racconta in modo particolarmente critico, quasi feroce, il rapporto tra un padre, in punto di morte, e un figlio. Un capolavoro difficilmente replicabile: siamo ad una distanza siderale da \u201cFather and son\u201d di Cat Stevens.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Claudio Lolli - Quando la morte avr\u00e0\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kEAygY_t0f4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Io ti racconto<\/em> (<strong>Claudio Lolli, Un uomo in crisi, 1973<\/strong>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo ti racconto lo squallore di una vita vissuta a ore<br>Di gente che non sa pi\u00f9 far l&#8217;amore<br>Ti dico la malinconia di vivere in periferia<br>Del tempo grigio che ci porta via<br>Io ti racconto la mia vita, il mio passato e il mio presente<br>E anche se a te, lo so, non importa niente<\/p>\n\n\n\n<p>Io ti racconto settimane fatte di angosce sovraumane<br>Vita e tormenti di persone strane<br>E di domeniche feroci passate ad ascoltar le voci<br>Di amici reclutati in pizzeria<br>Io ti racconto tanta gente che vive e non capisce niente<br>Alla ricerca di un po&#8217; d&#8217;allegria \u2026..\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Io Ti Racconto (2006 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/f24nmeLTFzQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>La guerra \u00e8 finita<\/em> (<strong>Claudio Lolli, Un uomo in crisi, 1973<\/strong>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi porta in tavola una torta di mele<\/p>\n\n\n\n<p>con su piantate venti candele<\/p>\n\n\n\n<p>e lo spumante, dell&#8217;anno scorso<\/p>\n\n\n\n<p>trnuto in frigo, rimasto l\u00ec<\/p>\n\n\n\n<p>Si porta in tavola la commozione<\/p>\n\n\n\n<p>tutti i ricordi di giovinezza<\/p>\n\n\n\n<p>la ruota gira, gira il timone<\/p>\n\n\n\n<p>fa capolino un po&#8217; di tristezza<\/p>\n\n\n\n<p>fa capolino un poco di rabbia<\/p>\n\n\n\n<p>fa capolino una vita schifosa<\/p>\n\n\n\n<p>fa capolino il giorno in cui mamma<\/p>\n\n\n\n<p>diede il suo frutto di giovane sposa<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo l\u00ec il mio ragazzo<\/p>\n\n\n\n<p>eccolo l\u00ec, giovane e forne<\/p>\n\n\n\n<p>non avr\u00e0 mai paure della morte<\/p>\n\n\n\n<p>non far\u00e0 mai la mia sporca vita<\/p>\n\n\n\n<p>E la guerra non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 ormai<\/p>\n\n\n\n<p>la guerra \u00e8 finita\u2026\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"La Guerra \u00c8 Finita (2006 Digital Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ukbCD5dnzSg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Ho visto anche degli zingari felici<\/em> (<strong>Claudio Lolli, Ho visto anche degli zingari felici, 1976<\/strong>).&nbsp; Ho visto anche degli zingari felici \u00e8 il quarto album di Claudio Lolli, pubblicato il 7 aprile 1976.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;album \u00e8 presente nella classifica dei 100 dischi italiani pi\u00f9 belli di sempre secondo Rolling Stone Italia, alla posizione numero 67. &#8220;Ho visto anche degli zingari felici&#8221; nasce come un concept-album, che articolato in sette diversi capitoli (con la ripresa finale del primo) legati dall&#8217;idea della piazza, luogo di incontri e spazio di relazione di ogni tipo dell&#8217;Italia di quegli anni. In questo caso, la bolognese Piazza Maggiore, crocevia di idee, amori, assemblee e manifestazioni, ma anche teatro di eventi drammatici come quello per le vittime dell&#8217;Italicus, a Lolli appare uno spazio aperto, una potente spinta al concreto operare politico, un nuovo ritrovarsi insieme.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ho Visto Anche Degli Zingari Felici (Intro; 2006 Digital Remastered)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dbdL8jqFnZ8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Splendida la conclusione del disco. Grande pezzo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ho Visto Anche Degli Zingari Felici (Conclusione) (2006 Digital Remastered)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2OBkz6tWZwE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Keaton<\/em> <strong>(Madame Bovary, Francesco Guccini, 1987)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Keaton, \u00e8 una struggente canzone scritta da Claudio Lolli e interpretata da Guccini in Signora Bovary del 1987, \u00e8 l&#8217;esempio perfetto della differenza che corre fra talento e genio. Il bellissimo racconto picaresco di Lolli viene trasformato da Guccini in una pi\u00f9 grande metafora del dolore e della solitudine degli artisti, attraverso l&#8217;aggiunta, alla fine della canzone, di un paio di strofe che all&#8217;improvviso sovrappongono gli ultimi giorni di un pianista di provincia (di cui parla il testo originale) a quelli del grande attore del cinema muto, ormai finito, e di cui il pianista aveva assunto, ironicamente, il nome e forse anche il destino&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mettiamo il link delle due versioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Keaton (Remastered 2007)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fqVZEYZgtJE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Keaton (feat. Paolo Capodacqua)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YGV3R0fTCSE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Incubo numero zero<\/em> (<strong>Claudio Lolli, <em>Disoccupate le strade dai sogni<\/em>, 1977<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201977 bolognese vira verso qualcosa di diverso, pi\u00f9 radicale, da un lato, pi\u00f9 disilluso, da un altro. E, molto pi\u00f9 spesso, pi\u00f9 autodistruttivo, da un altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026.Con un megafono su un autobus rosso<br>Un cristo uscito dal Circo Togni<br>Comincia un comizio con queste parole<br>Disoccupate le strade, dai sogni<\/p>\n\n\n\n<p>Disoccupate le strade dai sogni<br>Sono ingombranti, inutili, vivi<br>I topi e i rifiuti siano tratti in arresto<br>Decentreremo il formaggio e gli archivi<\/p>\n\n\n\n<p>Disoccupate le strade dai sogni<br>Per contenerli in un modo migliore<br>Possiamo fornirvi fotocopie d&#8217;assegno<br>Un portamonete, un falso diploma, una ventiquattrore<\/p>\n\n\n\n<p>Disoccupate le strade dai sogni<br>Ed arruolatevi nella polizia<br>Ci sar\u00e0 bisogno di partecipare, ed \u00e8 questo il modo<br>Al nostro progetto di democrazia\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Incubo Numero Zero (2001 Remaster)\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VLFBxu8xAxE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Nessun uomo \u00e8 un uomo qualunque<\/em> <strong>(Claudio Lolli, Dalla parte del torto, 2000).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nessun uomo \u00e8 un uomo qualunque&#8221; \u00e8 una canzone di Claudio Lolli, contenuta nell&#8217;album Dalla parte del torto pubblicato nel 2000. La canzone celebra l&#8217;unicit\u00e0 di ogni individuo, anche le persone apparentemente qualunque hanno una vita interiore, sogni, storie e dignit\u00e0 uniche (&#8220;la sua valigia pu\u00f2 essere piena \/ di un regalo rubato in fretta&#8221;). \u00c8 un inno alla dignit\u00e0 personale, al sogno e alla libert\u00e0, in linea con la poetica cantautorale di Lolli, schiva ma attenta agli ultimi e alla vita ordinaria. E\u2019 ritenuta la miglior canzone del ritorno alla musica di Claudio Lolli dopo anni di misterioso ritiro e silenzio. Il titolo nasce da una frase di Bertolt Brecht, citata nell&#8217;interno della copertina &#8220;&#8230;dato che tutti gli altri posti erano gi\u00e0 occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Claudio Lolli   Nessun uomo e\u0300 un uomo qualunque (Videoclip ufficiale)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RxTQyAYa_JI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudio Lolli (Bologna, 28 marzo 1950 \u2013 Bologna, 17 agosto 2018) \u00e8 considerato fra i cantautori italiani pi\u00f9 impegnati, ha inciso una ventina di album nell&#8217;arco di una trentina d&#8217;anni. 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