{"id":5256,"date":"2026-01-16T14:59:32","date_gmt":"2026-01-16T13:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5256"},"modified":"2026-01-16T14:59:34","modified_gmt":"2026-01-16T13:59:34","slug":"mi-guardo-allo-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5256","title":{"rendered":"Mi guardo allo specchio"},"content":{"rendered":"\n<p>Faccio fatica a dormire. Ormai mi sono abituata a svegliarmi dopo poche ore di sonno. Mi giro e rigiro nel letto. Guardo l\u2019orologio. Sono le due del mattino. Cerco invano di rilassarmi, di non pensare a niente ma alla fine mi arrendo e decido di alzarmi. Percorro il lungo e stretto corridoio del mio appartamento e mi soffermo a guardarmi allo specchio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vedo invecchiata, il mio viso \u00e8 segnato da piccole rughe intorno agli occhi e alla bocca. I miei capelli sono crespi ed opachi. Non sono pi\u00f9 la bella donna di qualche anno fa, curata e alla moda. Mi sono lasciata andare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora non indosso pi\u00f9 nemmeno la maschera che amavo portare. Mi sono spogliata di tutto. La malattia mi ha messo a dura prova, mi ha cambiata. Continuo ad osservarmi e a ripensare a tutti i brutti momenti passati; e penso&nbsp; che, forse, ora, sono pi\u00f9 vera. Sono me stessa, \u00e8 come se mi fossi ritrovata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sofferto e soffro tuttora molto. C\u2019\u00e8 voluto un po\u2019 per capire e accettare che sono malata ma alla fine ci sono riuscita e sono orgogliosa anche di questo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia malattia la chiamano&nbsp;&nbsp; \u201cludopatia\u201d,&nbsp; disturbo da gioco d\u2019azzardo \u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per me il gioco \u00e8 stato un amore che si \u00e8 acceso per caso, per curiosit\u00e0 e per noia\u2026&nbsp;&nbsp; un amore malato, esclusivo che si \u00e8 insinuato pian piano nella mia vita fino a stravolgerla!<\/p>\n\n\n\n<p>Chi l\u2019avrebbe mai detto?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardo e rifletto che con oggi, sono novanta giorni che non metto piede in una sala giochi. Probabilmente senza l\u2019aiuto del Servizio Dipendenze non ce l\u2019avrei mai fatta. E\u2019 stata dura e soffro ancora molto. Alterno dei momenti in cui sono molto fiduciosa sul mio futuro a momenti in cui vedo tutto nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli operatori e i miei familiari mi dicono: <em>&lt; E\u2019 normale! Ci vuole tempo! &gt;<\/em>. Ma che fatica! E\u2019 come se avessi nella testa un disco rotto che continua a suonare, giorno e notte, la stessa musica: l\u2019adrenalina che sentivo quando giocavo, la soddisfazione e il senso di onnipotenza per le vincite e soprattutto la sedazione delle mie ansie, delle frustrazioni e della mia solitudine. Perfino di notte mi capita di sognare che sto giocando\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, lo ammetto, mi manca da morire il gioco!!!<\/p>\n\n\n\n<p>Sento un forte senso di vuoto che ora devo cercare di riempire tenendomi occupata soprattutto con la testa per impedirmi di pensare\u2026 A volte mi sembra di impazzire e cerco di resistere alla tentazione di concedermi un\u2019ultima giocata. Scaccio il pensiero che mi assilla:&nbsp; <em>&lt; Ancora una volta e poi basta per sempre\u2026.cosa vuoi che succeda ? un ultimo addio\u2026 &gt;<\/em> perch\u00e9 so benissimo che a \u201cquell\u2019ultima volta\u201d ne seguirebbero altre e poi altre ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile ritrovarsi a quarant\u2019anni a cercare di ricostruire i pezzi di una vita che si \u00e8 sgretolata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento mi stanno dando una mano gli operatori del Servizio ma io mi sento comunque molto sola&#8230;la solitudine mi fa molta paura.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori sono anziani, con problemi di salute, e non hanno capito il livello di gravit\u00e0 del mia dipendenza\u2026o meglio non hanno voluto capire e io non ho fatto niente per coinvolgerli. Mia sorella ha la sua famiglia ed abita comunque in un\u2019altra citt\u00e0. Luca, il mio&nbsp; ex marito, dopo il fallimento del nostro matrimonio ha trovato una nuova compagna ed \u00e8 diventato pap\u00e0 di un bellissimo bambino e, anche se lui mi offre sempre il suo aiuto, preferisco evitare per non essere un peso per lui e soprattutto per la sua nuova&nbsp; famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli amici&nbsp; che avevo mi hanno abbandonata dopo avermi prestato in pi\u00f9 di una occasione soldi mai restituiti\u2026.&nbsp; come dargli torto !\u2026&nbsp; E poi , a dire il vero, erano amici per modo di dire\u2026persone che ho cominciato a frequentare perch\u00e9 amici di Luca !!!!<\/p>\n\n\n\n<p>Ora desidero imparare a conoscere la nuova me stessa, iniziare a volermi bene, a&nbsp; mettermi alla prova con un lavoro, nuove amicizie, interessi e perch\u00e9 no&#8230; anche concedermi all\u2019amore&#8230;Per me queste sono tutte cose nuove perch\u00e9 nella mia vita precedente \u2013 cos\u00ec mi piace chiamarla &#8211; ho avuto sempre tutto pronto, non ho mai faticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte mi sono sentita dire dai miei genitori e dalle mie amiche: <em>&lt; Sei molto fortunata! Che invidia ! &gt; <\/em>e alla fine ci ho creduto anch\u2019io!<\/p>\n\n\n\n<p>A volte mi sono addirittura sentita in colpa per questo! Come se non avessi fatto nulla per meritarmelo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ho ceduto alla&nbsp; corte&nbsp; di&nbsp; Luca&nbsp; e alla et\u00e0 di 25 anni mi sono ritrovata \u2013 s\u00ec, proprio ritrovata \u2013 sposata.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero appena laureata in filosofia e anche se mi sarebbe piaciuto moltissimo fare l\u2019insegnante, ho rinunciato al mio sogno per fare la moglie. Luca continuava a domandarmi : <em>&lt; Che bisogno hai di lavorare? &gt;<\/em> . E io, che a quel tempo ero infatuata di quell\u2019uomo e, con il senno di poi,&nbsp; anche&nbsp; dello stile di vita che mi offriva, ho aderito passivamente alle sue condizioni perch\u00e9 mi faceva sentire importante e sicura&#8230;E in effetti i primi anni di matrimonio sono stati bellissimi: bella casa, regali, vacanze estive ed invernali, carta di credito a mio nome, palestra\u2026sembrava di vivere in una favola!!<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto per\u00f2 l\u2019incantesimo si \u00e8 rotto. Qualcosa tra noi si era spento, siamo stati investiti da quella routine che ti impedisce di comunicare e di condividere le difficolt\u00e0, la sofferenza\u2026in primis quella di non riuscire ad avere un figlio .<\/p>\n\n\n\n<p>Credo sia stata colpa mia anche se la&nbsp; psicologa che mi vede tutte le settimane continua a ripetermi :&nbsp; <em>&lt; Quando un rapporto di coppia entra in crisi non \u00e8 mai per colpa di un coniuge&nbsp; perch\u00e9 in una relazione&nbsp; si \u00e8 sempre in due &gt;<\/em>. Ma in realt\u00e0&nbsp; ho cominciato a sentire un senso di insofferenza e di frustrazione che non ho mai avuto il coraggio di esprimere perch\u00e9&nbsp; mi sarei sentita dire: <em>&lt; Di cosa ti lamenti ? Non ti manca niente! &gt;<\/em>. E quindi ho soffocato le mie emozioni&nbsp; pensando che fossi&nbsp; sbagliata e&nbsp; irriconoscente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora non riesco a fare a meno di domandarmi&nbsp; se non sia stato per questo malessere che ho tentato in tutti i modi di soffocare, che ho iniziato a giocare .<\/p>\n\n\n\n<p>Me la ricordo ancora la prima volta! nella mia vita precedente la settimana era scadenzata da impegni fissi : palestra al luned\u00ec e gioved\u00ec, parrucchiere ed estetista al venerd\u00ec e in giro per negozi con&nbsp; Angela, una vecchia amica di Luca, al mercoled\u00ec !&nbsp; Di solito amavamo concludere la giornata con un aperitivo in un carinissimo bistrot del&nbsp; centro. Qui&nbsp; ci divertivamo ad osservare le persone che entravano e uscivano dalla sala giochi che si trovava proprio di fronte al locale. Ci svagavamo a fare commenti :&nbsp; <em>&lt; Guarda quello ..come si fa a ridursi cos\u00ec ? &gt;<\/em> e ancora&nbsp; <em>&lt; Come si fa a buttare via i soldi cosi?&#8230;. Guarda quella signora non \u00e8 la prima volta che la vedo.. &gt;<\/em>. Non avrei mai immaginato che un mercoled\u00ec particolarmente noioso, la mia amica mi avrebbe proposto : <em>&lt; Proviamo ad andare a vedere com\u2019\u00e8 ? Non facciamo niente di male! &gt;<\/em>.&nbsp; E io non me lo sono fatto ripetere due volte e come due ragazzine ci siamo intrufolate nella sala giochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo di essere rimasta subito affascinata da quel luogo, che sembrava un posto completamente staccato dal resto del mondo. Le luci delle macchinette avvolte dal buio della sala , i suoni e le ombre delle persone intente a giocare mi piacevano, mi facevano sentire i brividi della trasgressione e dopo tanto tempo mi sentivo viva. Io e Angela abbiamo provato a giocare e ci siamo divertite tantissimo al punto che senza rendercene conto, insieme all\u2019aperitivo,&nbsp; \u00e8 diventato un appuntamento settimanale fisso. Siamo andate avanti cos\u00ec per un po\u2019 ma poi Angela&nbsp; ha cominciato a tirarsi indietro, mentre io ho continuato anche&nbsp; da sola in altri giorni della settimana disertando la palestra o altri appuntamenti&#8230; iniziando a mentire a chi mi era vicino. La verit\u00e0 \u00e8 che l\u00ec ci stavo bene !<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi sedevo sullo sgabello mi sentivo forte, la mia testa si svuotava e provavo un piacere immenso nell\u2019attesa del risultato della giocata. Ogni volta che schiacciavo il bottone della slot machine sentivo l\u2019adrenalina a mille che mi dava. Senza che me ne accorgessi la sala giochi era diventata una calamita che mi attirava a s\u00e9 come un vortice che stupidamente pensavo di poter controllare. Un vortice che mi inghiottiva e&nbsp; mi trasformava in un\u2019altra persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di un anno andavo a giocare due o tre volte alla settima, per lo pi\u00f9 sempre nella stessa sala. Mi faceva stare bene&nbsp; perch\u00e9 mi sentivo al sicuro e protetta . Non mi era mai capitato di incrociare persone conosciute. E poi mi piaceva e facevo il possibile per giocare sempre con la stessa macchinetta, convinta di conoscerla meglio delle altre e quindi di avere pi\u00f9 possibilit\u00e0 di vincere.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi so che questi pensieri li chiamano \u201cfalse credenze\u201d.. ma al tempo io giuravo fedelt\u00e0 alla mia macchinetta!<\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo non era stato difficile trovare i soldi, bastava rinunciare a qualche vestito e inventarmi qualche spesa extra come il dentista o un guasto alla macchina \u2026.perch\u00e9 mio marito non si era accorto di niente o forse era gi\u00e0 preso dalla sua amante! Anche se perdevo ero sicura di poter riguadagnare i miei soldi riprovando a giocare il giorno dopo. Ogni volta mi sembrava di andarci pi\u00f9 vicino! Sempre di pi\u00f9! In effetti delle vincite sono arrivate\u2026..piccoli importi insufficienti a pareggiare le somme di denaro spese.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo ricordo benissimo il giorno&nbsp; in cui per la prima volta ho vinto 1000 euro. Credo di non essere mai stata cos\u00ec felice nella mia vita. Sembrer\u00e0 assurdo ma \u00e8 la verit\u00e0. E\u2019 stato fantastico, ero stata ripagata e senza pensare alle&nbsp; numerose&nbsp; precedenti perdite finalmente mi sentivo una donna vincente e capace. Quella vincita mi aveva regalato un livello di autostima che avevo dimenticato. Mi aveva rassicurato che sarei riuscita sempre a tenere tutto sotto controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, invece la situazione \u00e8 precipitata senza che me ne accorgessi e mi rendessi conto. Non c\u2019\u00e8 stato un unico motivo. Sicuramente ha per\u00f2 inciso quello che \u00e8 successo con Luca .<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo lasciati dopo aver&nbsp; casualmente intercettato mio marito al cellulare :&nbsp; <em>&lt; S\u00ec, ti prometto che questa sera le dico di noi..&gt;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Era da un po\u2019 che ciascuno di noi stava andando per la sua strada , non c\u2019era pi\u00f9 passione, entusiasmo, voglia di fare cose insieme\u2026.ma non avrei mai pensato che potesse tradirmi con un\u2019altra!<\/p>\n\n\n\n<p>La mia reazione \u00e8 stata quella di aggredirlo: <em>&lt; Coglione! Vaffanculo ! Cosa ci fai ancora qui ? Vai da lei ! <\/em>&gt;. E lui non se lo \u00e8 fatto dire due volte. Non ha tentato neanche di giustificarsi o spiegarmi cosa era successo e con chi. Ha messo quattro cose nella borsa della palestra e se ne \u00e8 andato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha lasciato sola e io invece di tentare di fermarlo e di ascoltare le sue ragioni, cosa ho fatto? Anche se era sera tardi sono uscita e sono andata a giocare, fregandomene di tutto e di tutti. Mi sono sentita libera , non avevo pi\u00f9 nessuno a cui rendere conto o dovermi giustificare per i ritardi, le dimenticanze&#8230; Era quasi come se di lui non mi importasse niente e come un automa ho seguito il mio impulso, quello di andare a giocare. Ho sfogato la mia rabbia cos\u00ec, per quasi tre ore, ininterrottamente, senza versare una lacrima.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse questa&nbsp; \u00e8 stata la situazione che mi ha fatto cadere in un precipizio; anche se prima o poi \u2013 devo ammettere&nbsp; &#8211; ci sarei arrivata comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento ho cominciato a giocare tutti i giorni con un impulso irrefrenabile. Ogni volta mi dicevo : <em>&lt; Questa \u00e8 l\u2019ultima volta ! &gt;<\/em>. Ma poi ci ricascavo senza riuscire a smettere per due giorni di fila. La mia testa, la mia giornata, ruotava intorno al gioco: come procurarsi i soldi e dove andare a giocare. Perch\u00e9 nel frattempo anche i soldi iniziavano a mancare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo che \u00e8 durato circa un anno ho frequentato pi\u00f9 sale giochi, a volte mi capitava di andare&nbsp; anche in alcune tabaccherie vicino casa dove sapevo di poter trovare delle slot machine. Non mi importava pi\u00f9 di essere vista! Ho venduto tutti i miei gioielli, ho fatto debiti oltre che con gli amici anche con due agenzie di prestiti. E poi sono riuscita anche, superando qualsiasi remora o vergogna, a chiedere soldi inventando le scuse pi\u00f9 assurde, a Luca, ai miei genitori e a mia sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la mia qualit\u00e0 di vita \u00e8 peggiorata. Mi dimenticavo di mangiare&nbsp; e in compenso avevo cominciato a bere per dimenticare e per superare tutte le ansie legate a tutti i vari casini in cui mi ero cacciata per il gioco. Ogni volta che giocavo riuscivo a non pensare a niente , ad isolarmi e a soddisfare un impulso irrefrenabile. Era come se entrassi, corpo e mente, nella macchinetta. Tutte le percezioni, i suoni, i colori e anche gli odori, li sentivo e li percepivo all\u2019ennesima potenza! Intorno a me non vedevo nient\u2019altro. Ero entrata in un rapporto simbiotico con la macchinetta: ne avevo necessit\u00e0 al punto da star male ogniqualvolta tentavo, anche solo per una giornata, di rinunciare a giocare. Ma, nonostante tutto, continuavo a pensare di poter gestire la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Figuriamoci se proprio io ero diventata schiava di una macchinetta! Non mi passava neanche per l\u2019anticamera del cervello di poter avere un problema e che avrei dovuto chiedere aiuto, nonostante i debiti accumulati e il degrado raggiunto nella mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>La svolta \u00e8 arrivata il 7 settembre. Me la ricordo ancora quella giornata.&nbsp; Ero andata a giocare in tarda mattinata in una sala&nbsp; giochi di un centro commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno ero particolarmente sofferente perch\u00e9 ero riuscita con fatica a recuperare i soldi. Avevo litigato con il mio ex marito che si rifiutava&nbsp; di anticiparmi l\u2019assegno mensile che mi aveva riconosciuto a seguito della separazione. Forse aveva&nbsp; capito o forse qualcuno gli aveva riferito qualcosa perch\u00e9 per la prima volta mi aveva fatto un sacco di domande\u2026 Non mi importava ! Volevo solo i soldi e, come una iena, mi sono scagliata contro di lui come se quell\u2019assegno mi fosse dovuto : <em>&lt; E\u2019 colpa tua se io ora mi trovo in questa situazione perch\u00e9 io per te ho rinunciato a tutto ed ora sono sola! &gt;<\/em>. E lui, come sempre, alla fine ha ceduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono corsa a giocare per sedare quel forte impulso che non mi dava pace, e anche se cercavo di pensare ad altro, non riuscivo a distogliermi dalla mente il desiderio&nbsp; di giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta arrivata sono rimasta incollata&nbsp; a quello sgabello per pi\u00f9 di quattro ore fino all\u2019esaurimento di tutte le monete che ero riuscita a recuperare grazie all\u2019assegno che mi era appena stato ceduto da Luca.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina mentre giocavo mi \u00e8 capitato di sorseggiare, un due o tre volte, l\u2019amaro che tenevo in borsa. Mi dava una forte sensazione di calore ogni qualvolta lo sorseggiavo ed ero convinta che mi facesse stare bene e forse, perch\u00e9 no, poteva aiutarmi a tenere duro e a fare il botto\u2026perch\u00e9 ne ero convinta!! Prima o poi lo avrei fatto!! \u2026 e avrei risolto tutti i miei problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 ancora una volta avevo dovuto ingoiare una amara verit\u00e0: avevo perso tutto e all\u2019indomani avrei dovuto ricominciare da capo perch\u00e9 continuavo a crederci. Prima o poi ci sarei riuscita !..<\/p>\n\n\n\n<p>Per sedare l\u2019angoscia e la frustrazione continuavo a ripetermi : <em>&lt; Sar\u00e0 per la prossima volta ! &gt;<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Paradossalmente pi\u00f9 giocavo grosse cifre di denaro pi\u00f9 mi eccitavo e&nbsp; pi\u00f9 perdevo pi\u00f9 pensavo che la vittoria fosse vicina. Se ci penso ora mi rendo conto di quanto fossi fuori di testa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno ero stravolta, facevo fatica a camminare verso l\u2019uscita della sala giochi. Avevo perso la cognizione del tempo e dello spazio. Mi girava la testa&nbsp; e sentivo una forte nausea. Mi era venuto in mente che forse stavo cos\u00ec perch\u00e9 ero a digiuno, avevo solo bevuto pi\u00f9 volte alcuni sorsi di amaro. Dovevo raggiungere al pi\u00f9 presto un bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre facevo questo pensiero mi sono sentita mancare&nbsp; e quando mi sono risvegliata ero assistita da due operatori del 118 e&nbsp; circondata da tante persone che mi guardavano con facce da compatimento. Per la prima volta ho provato un profondo senso di vergogna che si \u00e8 trasformato in panico quando mi sono resa conto di essermela fatta addosso. Sentivo delle voci che dicevano: <em>&lt; E\u2019 una che gioca\u2026..la vediamo spesso\u2026&gt;.<\/em>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentivo male e sola. Cercavo di coprirmi il viso&nbsp; con le mani e non vedevo l\u2019ora di andarmene e quando gli operatori sanitari mi hanno detto che mi avrebbero portato al pronto soccorso, ho accettato di buon grado, pur di andarmene da l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sfinita e durante il tragitto mi sono addormentata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi sono svegliata ero sdraiata sopra a una lettiga in un lungo e freddo corridoio ospedaliero. Nel braccio avevo una flebo perch\u00e9 &#8211; mi aveva spiegato una Infermiera che mi guardava con uno sguardo freddo e distante &#8211;&nbsp; avevo la pressione alta.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvertivo ancora una brutta sensazione per gli indumenti umidi ed ora anche maleodoranti. Continuavo a sentirmi a disagio . Temevo che tutti avessero capito cosa mi era successo e che sentissero provenire dalla mia lettiga puzza di urina. Avrei voluto avere il potere di rendermi invisibile e di sparire senza lasciare traccia della mia presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio disagio si \u00e8 per\u00f2&nbsp; trasformato in rabbia quando ho sentito una voce in lontananza che diceva: <em>&lt; Chiama l\u2019Assistente Sociale per la signora con il vizio del gioco &gt;<\/em>. In quel momento avrei voluto sprofondare. Immediatamente mi sono sentita tutti gli occhi puntati addosso. Ho pensato : <em>&lt; Ma che cazzo vuole quello l\u00ec? Ma che vizio? come si permette? Io non voglio parlare con nessuno. Voglio solo andare a casa mia a farmi una doccia. &gt; <\/em>. Avrei voluto strapparmi la flebo e scappare. Non volevo&nbsp; per\u00f2&nbsp; fare scenate e&nbsp; attirare ancora di pi\u00f9 l\u2019attenzione .Mi sono detta che dovevo affrontare la situazione con calma. Ho cominciato a&nbsp; ripetermi mentalmente il discorso che educatamente ma, con toni fermi, avrei fatto all\u2019Assistente Sociale: <em>&lt; La ringrazio moltissimo ma io non ho nessun vizio e non ho bisogno del vostro aiuto. C\u2019\u00e8 stato un malinteso, vi siete sbagliati. Per me \u00e8 solo un divertimento.&gt; <\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo, ho visto arrivare&nbsp; da lontano una giovane&nbsp; donna, accompagnata da una infermiera . Mentre si avvicinava mi guardava ed ho capito che era lei l\u2019Assistente Sociale. Mi ha spiazzato. Ho dubitato subito di&nbsp; riuscire a fare la dura e&nbsp; mantenere il mio proposito. Era giovane e molto carina. Aveva uno sguardo dolce e accogliente. Non mi sentivo giudicata. Quando poi ho sentito : <em>&lt; Buongiorno Teresa, possiamo parlare? Se la sente ? &gt;<\/em>, non sono riuscita a rifiutare il colloquio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha fatto accomodare in uno&nbsp; degli ambulatori presenti sul lungo corridoio dove mi trovavo sdraiata sulla lettiga.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardandomi dritta negli occhi, mi ha detto: &lt; <em>Mi chiamo Chiara Rozza e sono una Assistente Sociale. Sono stata chiamata dal Medico del Pronto Soccorso per una consulenza. Lavoro al Servizio Dipendenze e in particolare mi occupo del gioco d\u2019azzardo &gt;<\/em>. Sempre con dolcezza e semplicit\u00e0, ha poi aggiunto: <em>&lt; Se la sente di dirmi cosa le \u00e8 successo? &gt;<\/em>. Tutta la tensione accumulata \u00e8 esplosa in un pianto senza freni. Era la prima volta che piangevo&nbsp; per la mia situazione e non sono pi\u00f9 riuscita&nbsp; a controllare le mie emozioni. Ho mostrato tutta la mia fragilit\u00e0, la mia disperazione. Ed \u00e8 proprio&nbsp; in quel momento&nbsp; che ho preso consapevolezza di ci\u00f2 che ero diventata , che avevo fatto a me stessa e alle persone a me care. L\u2019Assistente Sociale \u00e8 rimasta a guardarmi in silenzio ed io, come un fiume in piena, ho cominciato a raccontare quello che era successo quel giorno e in tutti i mesi precedenti. Mi sono fidata e per la prima volta ammettevo, con me stessa e con qualcun altro, di avere un problema con il gioco d\u2019azzardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora oggi non so spiegarmi cosa mi sia scattato nella testa&#8230;forse mi sono spaventata, ho avuto molta paura e l\u2019Assistente Sociale \u00e8 arrivata al momento giusto. Forse mi sentivo molto sola e dopo tanto tempo ho sentito che potevo fidarmi e affidarmi a qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 strana \u00e8 che non&nbsp; ho dovuto fare uno sforzo. Mi \u00e8 venuto naturale perch\u00e9 ne avevo bisogno ! Saranno stati i toni comprensivi&nbsp; delle sue parole, il suo sguardo attento e interessato e il suo atteggiamento di ascolto che mi hanno costretta \u2013 s\u00ec, non ho potuto pi\u00f9 farne a meno &#8211; a guardarmi dentro e a vedere tutta la&nbsp; mia sofferenza che fino a quel momento avevo tenuto nascosta anche a me stessa. Quello \u00e8 stato il primo di tanti colloqui che sono seguiti non solo con l\u2019Assistente Sociale&nbsp; ma anche con la Psicologa e l\u2019Educatore che poi ho conosciuto al Servizio al quale sono stata accompagnata nei giorni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso dire che il percorso sia stato semplice, tutt\u2019altro.. e so che la strada \u00e8 ancora lunga ma sento che ce la posso fare! Voglio farcela per i miei familiari ma soprattutto per me stessa, perch\u00e9 credo di meritarmi un\u2019altra opportunit\u00e0 per imparare ad affrontare la vita con tutte le sue difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono ancora qui davanti allo specchio e dopo aver ripercorso tutta la mia storia vedo una donna, Teresa, e&nbsp; sento che sto iniziando&nbsp; a volermi bene !<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio fatica a dormire. Ormai mi sono abituata a svegliarmi dopo poche ore di sonno. Mi giro e rigiro nel letto. Guardo l\u2019orologio. Sono le due del mattino. 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