{"id":5251,"date":"2026-01-16T14:58:00","date_gmt":"2026-01-16T13:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5251"},"modified":"2026-01-16T14:58:02","modified_gmt":"2026-01-16T13:58:02","slug":"il-trentuno-di-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5251","title":{"rendered":"Il trentuno di dicembre"},"content":{"rendered":"\n<p>La mia compagna me lo ripete sempre: \u201c Tu vivi nel tuo mondo\u2026\u201d e ha ragione. Spesso mi perdo nei miei pensieri,&nbsp; elaboro dibattiti e molte volte passo dall\u2019esser il cantante, il chitarrista o il batterista del pezzo che sto ascoltando alla radio. Sogno ad occhi aperti. E\u2019 sempre stato cos\u00ec fin da bambino e non credo che cambieranno le cose con il passare degli anni. Cos\u00ec l\u2019altra sera mi sono immerso in un discussione accesa tra me e me con tema \u201c Il capodanno\u201d,che diciamocelo, a luglio, \u00e8 alquanto bizzaro. Quante volte mi sono davvero divertito l\u2019ultimo dell\u2019anno? O meglio, quante volte mi sono goduto la serata come&nbsp; pianificato? A volte \u00e8 bastato qualche giorno e in alcuni casi&nbsp; ci sono volute settimane per mettere in piedi una festa degna di nota. Anzi\u2026 La Festa. C\u2019\u00e8 poco da fare, il trentuno di&nbsp; dicembre si \u00e8 sempre portato dietro un certo fascino, un&nbsp; mistero e una magia che solo l\u2019ultimo giorno dell\u2019anno s\u00e0 regalare. Da giovanissimo \u00e8 un evento che ho sempre aspettato con fervore, una nottata speciale per poter star&nbsp; sveglio fino a tardi e mangiare plelibatezze esclusive. Una partita a monopoli con mio cugino e l\u2019ultima mezz\u2019ora a sbirciare i grandi mentre giocano a carte, il tutto condito&nbsp; da prese in giro e grasse risate , e anche da qualche immancabile bestemmia atta a sottolineare un concetto espresso, o pur semplicemente usata come imprecazione verso la malasorte. Blasfemie che mi&nbsp; procuravano&nbsp; sempre una scossa lungo la schiena in base alla vermenza con le quale venivano pronunciate.<\/p>\n\n\n\n<p>Crescendo i festeggiamenti inizi a passarli con gli amici e allora basta una stanza, uno stereo, qualcosa da mangiare e la festa \u00e8 bella che servita. Aumentando ancora con l\u2019et\u00e0 inizi a organizzarti per trascorrere la serata in modo epico sapendo benissimo che quella sar\u00e0 la notte degli eccessi,dove&nbsp; sembra che&nbsp; sia permesso fare di tutto, alzando l\u2019asticella un po&#8217; pi\u00f9 in alto se parliamo soprattutto di alcolici. Cosa mangiare passa bruscamente in secondo piano, basta che sia qualcosa di commestibile da mettere sotto i denti nel momento in cui lo stomaco inizia a brontolare. In&nbsp; questa fase della tua vita&nbsp; speri che tra i partecipanti alla festa&nbsp; ci sia anche quella ragazza che ti piace, che ti fa battere forte il cuore, sognando cos\u00ec di poterle strappare una carezza o meglio ancora un bacio, sfruttando quel momento di ebbrezza generale reso possibile dall\u2019importanza della serata, da fiumi di alcol e da quella frase diventata un simbolo che chi lo fa a copodanno lo fa tutto l\u2019anno.Poi inizi a organizzarti per&nbsp; qualcosa di diverso, un viaggio in una capitale europea magari, spinto dal bisogno di stimoli nuovi. Purtroppo ci sono stati anche veglioni molto tristi, rovinati da&nbsp; avvenimenti spiacevoli e passati rigorosamente a casa , con poca voglia di festeggiare, affidando al vento le&nbsp; preghiere affinch\u00e9 quel dolore in sopportabile sparisse per sempre. Quello che \u00e8 certo&nbsp; \u00e8 che non \u00e8 mai mancato qualcosa da bere. E nella maggioranza dei casi non mi sono fermato a quel bicchiere da stringere in mano per il fatitico brindisi, anzi. Ci ho dato dentro anche nei momenti peggiori, sperando che qualcosa finalmente potesse cambiare,che la&nbsp; vita prendesse una piega decente, ripromettendomi&nbsp; di cambiare abitudini al termine di quei rintocchi sottolineati&nbsp; a gran voce dai presenti . Ma quanti di noi sono riusciti ad esaudire un proprio desiderio, a mantenere una promessa o a portare a termine un proposito? Come gi\u00e0 detto, quante volte mi sono davvero divertito? Poche sinceramente, e paradossalmente non sono state le serate pianificate fino al minimo dettaglio a soddisfarmi e a farmi tornare a casa con la pancia piena, ma al contrario sono state le situazioni inattese a rendere speciale la serata.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo sempre legati alle aspettative in maniera forte. Tutto nasce da un piccolo sogno che iniziamo a elaborare fino a costruirci da soli una vera e propria gabbia, una restrizione che ci ricaccia di colpo nella normalit\u00e0 di ogni giorno e, cos\u00ec facendo, quel pensiero impalpabile diventa di colpo pesante. Quante volte siamo stati travolti dall\u2019 emozione nel&nbsp; fantasticare a riguardo di un&nbsp; lavoro che ci potesse cambiare la vita o su di una persona appena conosciuta ma&nbsp; con la quale abbiamo trovato subito un\u2019 intesa? Ci siamo tatuati sulla pelle un\u2019opinione positiva, mossi dalla speranza, creando una proiezione personale&nbsp; di ci\u00f2 che \u00e8 e di ci\u00f2 che sar\u00e0. E poi ci siamo&nbsp; rimasti male. Le nostre aspettative crescono e ci dimentichiamo spesso e volentieri dei doveri, delle responsabilit\u00e0 e degli errori di valutazione che possiamo commettere. Quante volte ci siamo sentiti traditi da un amico, sminuiti a lavoro o feriti dalle opinioni altrui riguardo ad un nostro progetto? Ma la colpa \u00e8 sempre degli altri? O siamo noi ad aver idealizzato un po&#8217; troppo diventando al contempo esigenti?&nbsp; Dico questo perch\u00e9 non voglio che mi accada pi\u00f9&nbsp; nulla di simile in futuro,&nbsp; il mio prossimo progetto lo voglio vivere nella maniera pi\u00f9 serena possibile,&nbsp; visto che forse \u00e8 il pi\u00f9 importante della mia vita. Il mio libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 nato per caso, una mattina&nbsp; di qualche anno fa. L\u2019eccitazione derivata da una nuova esistenza mi faceva alzare di buon mattino per godermi ogni singolo momento della giornata. Il fisico non ne risentiva, la mente era libera e&nbsp; finalmente lucida. Ormai erano lontani tutti quei pensieri negativi, quelle lunghe soste mortificanti sul divano e quella scarsa cura verso me stesso. Avevo toccato il fondo, ero precipitato nell\u2019abisso ed avevo rischiato di non tornare pi\u00f9. Quella parentesi autodistruttiva provocata&nbsp; dalla dipendenza dall\u2019alcol mi avrebbe lasciato cicatrici profonde, non sarei mai pi\u00f9&nbsp; stato quello di prima. Quella, era la&nbsp; speranza della mia compagna, ovvero tornare ad essere il ragazzo che aveva conosciuto, quello di cui si era innamorata e che tanto le mancava, ma che&nbsp; sembrava affievolirsi giorno dopo giorno. Ci saremmo lasciati. Ma quei cinquanta giorni trascorsi nella comunit\u00e0 terapeutica mi trasformarono, tanto che adesso, a mente fredda, sento di dire che ne avevo bisogno. Dovevo mettere un punto e ripartire, ritrovare la&nbsp; mia parte migliore,cambiare il mio modo di pensare. Quella discesa negli inferi \u00e8 stata necessaria, senza di essa non ci sarebbe stata la rinascita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho finalmente fatto pace con me stesso e mi sono perdonato per le mie mancanze e per gli errori commessi. Ho smesso di compatirmi e giustificare il fatto che uno come me, per gli eventi tragici che&nbsp; aveva vissuto, poteva bere. Eccedere nell\u2019utilizzo di&nbsp; quel liquido magico era diventa la normalit\u00e0,&nbsp; era cos\u00ec che alleviavo&nbsp; il dolore. Mi sentivo pi\u00f9&nbsp; forte&nbsp; e&nbsp; sicuro per affrontare le mie paure,anzi,per soffocarle casomai. La mia&nbsp; bassa autostima,la timidezza e quella sensazione di sentirsi sempre fuori posto sono state un terreno fertile per far crescere il seme del male. L\u2019alcol ci ha sguazzato dentro di gusto, facendo il bello ed il cattivo tempo e&nbsp; ben presto \u00e8 passato dall\u2019essere un compagno protettivo a diventare&nbsp; padrone. Il primo pensiero al mattino e l\u2019ultimo la sera. Senza di lui non sarei pi\u00f9 stato capace di alzarmi dal letto, di lavorare, di vivere. Ma era davvero vita quella? No, no\u2026 Non scherziamo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019esistenza era ci\u00f2 che di pi\u00f9 lontano si possa paragonare a vivere. Il&nbsp; mio cassetto dei sogni&nbsp; era&nbsp; stato chiuso a chiave ed i miei talenti erano&nbsp; diventati quasi un peso da portare, una frustrazione continua che mi port\u00f2 presto a volerli ripudiare. Finii per&nbsp; odiarmi. Avevo chinato la testa, accettando di vivere in quel limbo, in quello&nbsp; stato di continuo&nbsp; malessere, acconsentendo ad essere comandato a bacchetta da quello sconosciuto che&nbsp; aveva suonato alla porta di casa e, una volta conquistata&nbsp; la mia fiducia, mi aveva relegato nella cantina.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a quando non ho deciso di dire basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero stanco di quella vita non pi\u00f9 mia. La comunit\u00e0 \u00e8 stata fondamentale assieme alla mia famiglia per tirarmi fuori da quel pozzo in cui per un istante ho pensato di lasciarmi andare, mollando la presa dopo l\u2019ennesima ricaduta. Senza quella loro corda resistente lanciatami dentro al buco, non sarei mai riuscito a risalire. Ma tutto, \u00e8 partito da me. Siamo solo noi a decidere del nostro futuro,&nbsp; se avessi smesso di tentare sarei rimasto sul fondo, immerso in quell\u2019acqua gelida e fangosa, nel regno delle ombre e dello sconforto, con quel gusto amaro in bocca di sconfitta. E invece no. Sono risalito. Sono riemerso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho maturato col tempo che quel mio ricovero non era l\u2019ultima spiaggia, l\u2019ultima chance, l\u2019ultima moneta da giocare sperando in un futuro migliore, ma era un punto di partenza verso un nuovo viaggio, una nuova avventura, una nuova vita. Non sarei pi\u00f9 stato la persona che ero prima, tutta quella sofferenza mi aveva cambiato&nbsp; smussando gli angoli,&nbsp; ed aveva aperto una porta che non avevo mai varcato prima. \u00c9 come se&nbsp; adesso stessi percorrendo una stradina parallela all\u2019autostrada, simbolo di fretta, di velocit\u00e0, di necessit\u00e0 di arrivare in un determinato posto puntuale. La provinciale sulla quale mi trovo non mi conduce in una localit\u00e0 di villeggiatura, la destinazione purtroppo o per fortuna \u00e8 la stessa, ma da qui posso godermi il panorama e posso osservare quello che mi circonda senza correre il rischio di perdermelo in un battito di ciglia. La velocit\u00e0 \u00e8 moderata, segue la pressione che il mio piede riserva all\u2019accelleratore&nbsp; e sono consapevole che posso&nbsp; fermarmi per una pausa se mi sento particolarmente stanco. Posso scendere dall\u2019auto, respirare a pieni polmoni, seguire i miei ritmi e le emozioni che provo in quel determinato momento. Mi sento cambiato in meglio, ed il bello \u00e8 che non&nbsp; sto facendo tutto questo per dimostrarlo a qualcuno, ma solo per me, per farmi stare bene e per stare bene con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la vita non smette mai di metterti alla prova, ma adesso mi sento pi\u00f9 forte e sono pronto ad affrontare le sfide che mi attenderanno senza dover ricorrere all\u2019aiuto di quella maledetta sostanza. Che potere enorme ha questa droga. Tollerata, accomunante, radicata nella tradizione tanto da far sentire fuori posto le persone che non ne fanno uso anzich\u00e9 il contrario. Non voglio portare avanti una battaglia verso l\u2019alcol mosso dal risentimento, ognuno di noi \u00e8 giusto che viva come meglio crede, in fondo ho dedicato pi\u00f9 di trentanni della mia vita al rituale del bere. Voglio solo portare la mia testimonianza agli altri,&nbsp; facendo capire loro&nbsp; come sono finito piano piano a trasformare questa usanza in un bene primario, necessario e segregante allo stesso tempo. Superata una certa soglia&nbsp; non possiamo&nbsp; pi\u00f9 tornare indietro,&nbsp; a bere come prima ed in maniera responsabile, o almeno \u00e8 molto difficile farlo. Dobbiamo saper accettare il momento di dire basta e di non bere pi\u00f9 per sempe. E\u2019 un\u2019idea che spaventa, lo so. Ma \u00e8 cos\u00ec che deve andare. Dobbiamo riuscire inoltre ad ammettere di avere un problema, una dipendenza, e anche questo non \u00e8 facile. Abbiamo una&nbsp; visione spesso e volentieri canonica&nbsp; dell\u2019alcolizzato,&nbsp; diventato&nbsp; ormai un barbone trasandato&nbsp; che ha perso tutto. Gli alcolisti moderni non sono tutti facilmente individuabili, soprattutto quelli che come me hanno cercato di tenerlo nascosto il pi\u00f9 possibile prima di arrendersi alla realt\u00e0 dei fatti. Non \u00e8 facile chiedere aiuto, n\u00e8 tanto meno cercare di aiutare qualcuno in cui rivedi le stesse sofferenze che hai patito tu. Spesso minimizzano l\u2019uso di alcolici, erigono muri, mettendo subito in chiaro che la loro non e\u2019 la stessa&nbsp; storia che hai vissuto tu. Provare ad aiutare qualcuno che non vuole smettere \u00e8 complicato. Puoi tirare qunto vuoi, ma&nbsp; se uno si \u00e8 intestardito e non vuole muoversi rimane fermo, bloccato. Ma sento che dentro di me \u00e8 nato qualcosa, una sorta di missione da compiere, generata dal&nbsp; dolore provato e da quello che provo ogni volta che incrocio quello sguardo pesante che un tempo anch\u2019io mi portavo dietro e che assomiglia ad una&nbsp; valigia riempita alla rinfusa con fallimenti, frustrazioni e paure, diventando un carico da trascinare&nbsp; che ci rende sempre sfiniti a fine giornata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo a quel mattino fresco e lucente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte quelle emozioni accumulate durante&nbsp; il ricovero&nbsp; stavano per farmi esplodere. Volevo fare&#8230;fare&#8230;fare&#8230; Stavo bene, provavo una serenit\u00e0 quasi dimenticata, mi sentivo\u2026Felice. Senza motivo. Oppure era quel mio essere privo di catene e di malesseri dovuti al post sbornia a farmi sentire finalmente libero. Cos\u00ec iniziai a scrivere. A penna, su qualche foglio di carta che usavo solitamente per trascrivere i testi delle canzoni per suonarli con la chitarra. Le idee fluivano come un fiume in piena, tanto da renderne&nbsp; difficile la stesura, calcando con la penna sulla carta velocemente, tanto da tagliare le&nbsp; lettere e la punteggiatura. Il descrivere i miei stati d\u2019animo era reso complicato non solo da questo motivo, ma anche perch\u00e9 mi sentivo&nbsp; arrugginito&nbsp; nell\u2019arte di tradurre i pensieri in parole, oltre che&nbsp; determinati argomenti dolorosi mi riportavano indietro nel tempo, quasi come a riviverli, costringendomi a lunghe pause a causa del mio nuovo malessere. Ho descritto&nbsp; argomenti di vario genere da suddividere poi in capitoli, in parti a s\u00e8 stanti, ma uniti allo stesso tempo&nbsp; da quel maledetto rapporto che avevo con l\u2019alcol. Un viaggio intenso, avido di energie,&nbsp; ma necessario. E forse non solo per me. Man mano che il il racconto cresceva iniziavo a provare un&nbsp; senso di responsabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 forte, perch\u00e9 in fondo questo manoscritto nasce anche&nbsp; da quella cosa&nbsp; che c\u2019\u00e8 sempre stata dentro di me e che&nbsp; non ero stato in grado di utilizzare al meglio durante la malattia di mio fratello Max. Aiutare gli altri. Basterebbe&nbsp; che una sola persona leggendo il mio libro possa sentirsi meno sola, o che magari trovi la&nbsp; spinta&nbsp; per dire: \u201c Voglio stare meglio\u2026\u201d e tutto sarebbe compiuto. Tutto finalmente avrebbe senso. Sentirei di aver fatto qualcosa di buono nella mia vita. E cos\u00ec dei fogli sparsi sono diventati piccoli taccuini dove annotare quei pensieri che generosamente mi accompagnavano ogni volta che uscivo in terrazzo ad ammirare il paesaggio intorno a me, a respirare la vita, assoporando quei momenti che mi ero precluso da solo alterato dall\u2019alcol e dal male di vivere. Ma in fondo, la mia \u00e8 stata davvero una dipendenza da questa sostanza o da tutti i problemi irrisolti della mia vita? Forse ho pensato che annegandoli mi avrebbero lasciato in pace, sparendo per sempre. E inizialmente sembrava cos\u00ec. Ma poi sono riemersi&nbsp; pi\u00f9 vigorosi e difficili da superare a causa di quel maledetto berci sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco importa ormai. Quello che \u00e8 stato \u00e8 stato. Quel&nbsp; mio fare laborioso mi ha spinto a comprarmi un portatile in maniera da ordinare il tutto e cos\u00ec \u00e8 nata \u201c La mia rinascita\u201d: trecento pagine scarse, scritte in duecentotrentadue giorni, sempre di buon mattino.Un momento catartico privato dalle incombenze giornaliere e dai cattivi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso sono in attesa che il libro prenda finalmente vita, accompagnato da quel continuo desiderio di stringerlo finalmente tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma niente aspettative.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta no.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio solo che tutto vada come deve andare, che tutto fluisca nel modo pi\u00f9 naturale possibile, lasciando che questo libro mi porti con s\u00e9 nei posti che decider\u00e0 di visitare e nelle mani di chi sentir\u00e0 la voglia\u00a0 di\u00a0 conoscere la mia storia,\u00a0 quella di una persona normale che ha vissuto momenti di gioia e di dolore come tutti.\u00a0 Un bambino timido che aveva un cassetto pieno di sogni da esudire.Un ragazzo che non ha ultimato gli studi e che \u00e8 diventato un operaio edile. Un uomo che \u00e8 diventato padre di due splendidi bambini, che si \u00e8 separato e che ha trovato una compagna che ama e che l\u2019ha aiutato a rimettersi in piedi. Un figlio che ha perso troppo presto la madre e due fratelli. Una persona che \u00e8 caduta fragorosamente a terra ma\u00a0 che ha saputo trovare la forza per rialzarsi. Un alunno che ricorda con nostalgia\u00a0 quel \u201c Bravissimo\u201d scritto con la penna rossa in fondo al tema di italiano, alle elementari. Forse sono davvero arrivato alla fonte del fiume, forse \u00e8 stata davvero quella parola ricomparsa magicamente nella mia mente a darmi il coraggio di prendere in mano la penna e scrivere, una delle cose pi\u00f9\u00a0 belle che esistano al mondo. Trasformando cos\u00ec le emozioni in parole, un\u2019 idea in un progetto, un progetto in un manoscritto, compiendo inconsapevolmente\u00a0 un piccolo passo verso quell\u2019immortalit\u00e0 che solo la\u00a0 scrittura riesce a\u00a0 dare, perch\u00e9 le mie\u00a0 parole rimarranno per sempre l\u00ec, pronte per essere lette da chi vorr\u00e0 farlo. Grazie maestra, per aver riaperto inconsapevolmente quel cassetto chiuso ormai da troppo tempo. <\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Nicola Pilat<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mia compagna me lo ripete sempre: \u201c Tu vivi nel tuo mondo\u2026\u201d e ha ragione. Spesso mi perdo nei miei pensieri,&nbsp; elaboro dibattiti e molte volte passo dall\u2019esser il cantante, il chitarrista o il batterista del pezzo che sto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5254,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-5251","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5251"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5255,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5251\/revisions\/5255"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/magazine.addictus.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}