{"id":5246,"date":"2026-01-16T14:54:55","date_gmt":"2026-01-16T13:54:55","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5246"},"modified":"2026-01-16T14:54:56","modified_gmt":"2026-01-16T13:54:56","slug":"amelia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5246","title":{"rendered":"Amelia"},"content":{"rendered":"\n<p>Era un amore disarmante, il nostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo molto piccoli quando ci siamo incrociati la prima volta. All\u2019uscita di scuola. Io frequentavo la terza media, mi sentivo gi\u00e0 grande: capelli lunghi fino alle spalle, barbetta incolta, Levi\u2019s sdruciti come simbolo d\u2019identit\u00e0.<br>Non l\u2019avevo mai vista prima, o forse non l\u2019avevo mai notata.<br>Prendeva l\u2019autobus alla fermata difronte alla mia.<br>Io salivo sul numero 9, lei sul numero 5.<br>Dove portava l\u2019autobus 5? La mia curiosit\u00e0 mi spinse a scoprilo.<br>Un mercoled\u00ec decisi di salirci arrivando fino al capolinea. Viaggiava fino al porto, in un piccolo paese sul mare. Silenzioso, calmo. Desolato. Io vivevo pi\u00f9 in collina.<br>Una distesa di piccole barche, barche di pescatori, penso. Quel posto sembrava dimenticato dal tempo. Me ne innamorai.<br><\/p>\n\n\n\n<p>A casa mia l\u2019amore era un concetto difficile.<br>I miei genitori non erano troppo presenti nonostante passassero pi\u00f9 ore in casa che fuori. Questo rendeva la mia vita un inferno. Pap\u00e0 spesso urlava, non era in grado di comunicare. Mamma lo assecondava. Iniziai a chiedermi: \u00e8 questo l\u2019amore?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFai come dico io!\u201d diceva lui.<br>\u201cFai come dice tuo padre\u201d diceva lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma e pap\u00e0 facevano spesso sesso in mansarda. Era il loro rifugio, la loro gabbia.<br>Iniziai ad uscire di nascosto, proprio quando da quella mansarda provenivano suoni soffocati, silenzi rotti da colpi sordi.<br>Chi avrebbe notato la mia assenza?<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia testa c\u2019erano solo l\u2019autobus numero 5, le barche al porto e\u2026 Amelia.<br>Da l\u00ec a poco scoprii che il suo luogo del cuore era al molo, si rifugiava l\u00e0, in solitudine, nascondendosi dagli occhi indiscreti della gente. Sembrava aspettasse qualcosa. O qualcuno.<br>Quel posto divenne presto un rifugio anche per me.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Accidenti quanto era bella Amelia<\/strong>.<br>Non so descriverla.<br>Trapelava mistero, incanto, dolcezza. Passione.<br>Mi dava l\u2019idea di essere una tosta, sveglia e molto furba.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 un anno dalla prima volta che la incrociai, avevo quindici anni, mi bocciarono a scuola, pap\u00e0 urlava sempre di pi\u00f9 e i miei Levi\u2019s erano pi\u00f9 strappi che stoffa.<br>I miei genitori trascorrevano sempre pi\u00f9 tempo a casa, mentre io al porto.<br>Avevo quindici anni quando trovai il coraggio di raggiungerla al molo.<br>Era un gioved\u00ec. Tirava un vento freddo nonostante fosse Aprile, il mare era mosso, il sole tiepido tagliava le onde in piccoli riflessi.<br>Mi avvicinai, ci guardammo.<br>Disse solo: \u00abTi stavo aspettando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dio mio quanto era straordinaria Amelia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec la nostra storia d\u2019amore.<br>Cominciammo a vederci il primo e il terzo gioved\u00ec del mese. Poi tutti i gioved\u00ec. Si aggiunsero i venerd\u00ec, il weekend, fino ad incontrarci ogni giorno, cascasse il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Compii diciassette anni e poi diciotto. Amelia era con me. Mi dava qualcosa che nessun altro sapeva darmi. Mi piaceva sempre di pi\u00f9, quando ero triste mi aiutava a ritrovare la serenit\u00e0, quando ero felice ad esserlo ancora di pi\u00f9.<br>Condividevamo tutto, eravamo in simbiosi. Ci siamo scambiati l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Crescevamo, mutavano le stagioni, le conoscenze, gli interessi, il rapporto con i genitori. Mamma e pap\u00e0 non facevano pi\u00f9 sesso. Pap\u00e0 usciva spesso e tornava tardi la notte, mamma dormiva. In casa il silenzio era diventato pi\u00f9 assordante del caos. La mansarda, un tempo santuario di due genitori che si consumavano a vicenda, divenne il mio rifugio. Mio e di Amelia.<br>Amelia non bussava mai. Ci buttavamo sul divano, accendevamo la stanza di calore e febbre. Facevamo l\u2019amore come se fosse un\u2019ultima volta ogni volta. Senza parole, senza tempo. Solo pelle e fame.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto si trasformava nel tempo e lei diventava sempre pi\u00f9 attraente.<br>Con lei il desiderio non era mai abbastanza. Ogni tocco era pi\u00f9 profondo del precedente, ogni assenza un vuoto irreparabile. Mi prendeva con ferocit\u00e0, e io le davo tutto: corpo, fiato, lucidit\u00e0.<br>Con Amelia non esisteva il prima, non immaginavo un dopo. Solo quel presente bruciante, mi importava. Solo quel bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Compii diciannove anni. Poi venti. Andai a vivere in un monolocale soffocante, con le pareti color nicotina, odorante di trasandato.<br>Amelia era diventata la mia abitudine. La mia fuga. La mia religione.<br>Mi trascinava sulle scale, fino in camera da letto, mi spingeva contro il muro e poi mi buttava sul materasso adagiato su quello stupido parquet scricchiolante. Con furia e fame mi scopava, fino allo sfinimento, non ne avevo mai abbastanza, non mi accontentavo mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che la sentivo entrare, mi sentivo vivo. Ogni volta che se ne andava, crollavo.<br>Amelia era tagliente, disarmante sotto la carne.<br>Amelia era dritta come un ago, molle come lava, pericolosa come un volo senza paracadute. Era adrenalina come una corda tesa nel vuoto. Era veloce come una sigaretta fumata al vento. Luccicante come lampioni nella nebbia. Impercettibile come neve fresca. Bruciava come un timbro a fuoco, un bacio al sapore di salsedine.<br>Amelia trapassava i miei desideri, si insinuava nei miei pensieri, li prendeva a morsi. Si infiltrava nella mia pelle e mi plagiava con il suo erotismo. Mi accorgevo di cercarla anche quando era l\u00ec, accanto a me. Anche mentre mi stava addosso. Anche mentre mi scopava.<\/p>\n\n\n\n<p>Amelia era colei che tutti bramavano. Tutti, per\u00f2, avevano il terrore di conoscerla.<br>Il nostro rapporto divent\u00f2 cos\u00ec viscerale da non poter stare un giorno senza Amelia. Al mattino la cercavo, alla sera la volevo accanto. Mi ritrovavo di notte a vagare nelle citt\u00e0 in sua compagnia, non mi accorgevo nemmeno dell\u2019alba. Prendevamo treni e viaggiavamo sempre seduti nell\u2019ultimo vagone, lontano dal mondo. Abbiamo fatto l\u2019amore in posti disparati: in una lavanderia a gettoni mentre la biancheria della signora all\u2019ultimo piano di via Aurelio girava nell\u2019obl\u00f2, nell\u2019anfiteatro del parchetto dei tossici, ai piedi di una quercia in collina da me, nella barca di un pescatore qualunque, nella stanza di un motel, nella cabina per le foto automatiche. Ci siamo spogliati e divorati senza nemmeno accorgercene.<br>Amelia era mia e non volevo nessun altra.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maledizione quanto era stronza Amelia<\/strong>.<br>Vivevo per lei, sarei stato capace di percorrere chilometri per raggiungerla, senza sentire male ai piedi, perch\u00e9 il posto dove era lei era il migliore per me.<br>Amelia era unica, aveva solo un difetto: era di tanti. E questo mi distruggeva.<br>Pi\u00f9 era difficile averla, pi\u00f9 la volevo.<br>Pi\u00f9 mi feriva, pi\u00f9 mi convincevo che fosse amore.<br>Mi ci sono voluti anni e anni prima di accettare quanto cazzo fosse opportunista Amelia.<br>Con quel suo fascino era in grado di ammaliare chiunque, anche i migliori cadevano ai suoi piedi. Medici, avvocati, gente rispettabile. Io? Io ero uno qualunque. Eppure mi aveva scelto. O forse, io avevo scelto lei.<br>Era bravissima, sapete? Era in grado di farmi sentire l\u2019unico, l\u2019unico stronzo sulla terra, per\u00f2.<br>L\u2019amore per lei mi ha ridotto all\u2019osso, non esistevo pi\u00f9.<br>All\u2019inizio mi sentivo invincibile, poi necessario, poi perso.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un luned\u00ec, un luned\u00ec di Agosto, avevo su per gi\u00f9 ventisette anni quando cap\u00ec che non potevo pi\u00f9 andare avanti cos\u00ec.<br>Le chiesi di incontrarci al molo, proprio dove tutto era cominciato. Lei si present\u00f2.<br>Le sputai in faccia tutto l\u2019odio e il rancore che possedevo, usando tutto il fiato che avevo in corpo. Le urlai che era subdola, viscida, insensibile e ipocrita. Che mi aveva mentito, consumato, svuotato.<br>Le dissi con le lacrime agli occhi che il nostro era un amore tossico.<br>Poi respirai, mi calmai e senza darle motivo di replica, le dissi: \u00abNon posso pi\u00f9 dipendere da te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Amelia non rispose. Mi guard\u00f2 solo come aveva fatto la prima volta.<br>La lasciai andare.<\/p>\n\n\n\n<p>La vidi allontanarsi, veloce, cullata dal rumore delle onde e da quel caldo torrido di Agosto inoltrato.<br>Le dissi addio. Non mi voltai.<\/p>\n\n\n\n<p>Amelia mi ha fatto conoscere l\u2019amore, ma non la rivincita.<br>A quella dovevo pensarci io.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Driiin. \u00abChi sar\u00e0 proprio a quest\u2019ora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Luca mise in pausa la lettura. Richiuse il libro e lo pos\u00f2 sul comodino. Il titolo, in copertina, brillava sotto la luce della bajour:<br><strong><em>\u201cAmelia. La mia storia d\u2019amore con l\u2019eroina.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2, scalzo, e scese. Apr\u00ec la porta.<br>Era sua madre, in mano teneva un piattino con una fetta di torta al cioccolato.<br>\u00abL\u2019ho fatta oggi. Pensavo potesse farti piacere.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Luca sorrise, la ringrazi\u00f2. Accett\u00f2 la torta, poi richiuse la porta, lentamente, lasciando fuori il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Risal\u00ec in camera senza far rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 per un instante la fetta di torta e la pos\u00f2 sul comodino.<br><\/p>\n\n\n\n<p>La manger\u00e0 mai?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Alice Vincenzi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un amore disarmante, il nostro. Eravamo molto piccoli quando ci siamo incrociati la prima volta. All\u2019uscita di scuola. 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