{"id":5191,"date":"2025-09-08T10:04:38","date_gmt":"2025-09-08T08:04:38","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5191"},"modified":"2025-09-08T10:04:39","modified_gmt":"2025-09-08T08:04:39","slug":"una-storia-proibita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5191","title":{"rendered":"Una storia proibita"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cMa ragazzi, nella vita a voi non \u00e8 mai capitata la tentazione di buttare via tutto per amore?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atmosfera \u00e8 quella rilassata e sonnolenta delle prime ore dopo mezzanotte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel salotto, raccolti davanti a un camino, si sono riuniti gli uomini della compagnia, una volta esauriti i brindisi, gli scambi di baci, abbracci e auguri per il nuovo anno appena iniziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un bicchiere in mano, lo sguardo un po\u2019 perso tra le fiamme guizzanti, la testa pesante per la cena, le chiacchiere, i prosit, qualche accenno di danze, e l\u2019ora tarda, mentre le consorti ciacolano tutte insieme in un\u2019altra stanza, come per una tacita intesa i maschi si sono radunati qui, slacciando a un tempo i buchi delle cinture e qualche freno nel cervello.<\/p>\n\n\n\n<p>Risatine da pi\u00f9 parti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019et\u00e0 media \u00e8 avanzata, prevalgono i capelli grigi, c\u2019\u00e8 un\u2019aria di lunga consuetudine e cameratismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia la domanda \u00e8 piuttosto indiscreta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 lo chiedi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il proponente alza le spalle, con aria fintamente indifferente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 \u00e8 capodanno, si possono ben fare dei bilanci, all\u2019et\u00e0 in cui siamo arrivati\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Altri sorrisi, un po\u2019 maliziosi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu ne avresti uno da fare, per esempio? Sei in crisi, Valerio?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il nominato Valerio, autore della richiesta indiscreta, si gratta la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBe\u2019 amici\u2026\u201d esordisce con voce incerta, \u201cstavo rimuginando che a questo punto della vita, quasi al capolinea, se ci si guarda indietro si intravedono meglio i contorni di tanti crocevia dove il nostro treno ha imboccato un binario piuttosto che un altro; e ti rendi conto che a volte sarebbe bastato poco, ma davvero poco, perch\u00e9, a prescindere da circostanze che sono al di fuori della nostra volont\u00e0, la tua esistenza prendesse improvvisamente una piega differente, se solo avessi deciso in modo diverso\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Silenzio assorto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi una voce ridanciana un po\u2019 annebbiata dal vino:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cO hai letto troppi romanzi\u2026 per esempio, quel francese con cui ci scassi sempre i maroni, come si chiama? Ah, s\u00ec: Simenon.<\/p>\n\n\n\n<p>O leggi troppo, Valerione, o non la conti giusta\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019atmosfera si alleggerisce di colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEppure\u201d riprende inaspettatamente il discorso una voce seria dalla parte opposta \u201ceppure Valerio ha ragione. Al di l\u00e0 delle vicende personali di ognuno di noi, \u00e8 vero che spesso crediamo di camminare su una via sicura, che non sbander\u00e0; siamo certi di noi stessi, delle nostre scelte. E invece, alle volte, di colpo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cOh va\u2019 l\u00e0 Faustino\u201d prorompe il buontempone di prima. \u201cCosa diavolo vuoi farci credere?<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio tu?&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amico sorride, bevendo un sorso di spumante ormai tiepido.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi decide di buttarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh s\u00ec, amici cari. Proprio io. E sapete, non l\u2019avrei mai detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione\u201d mette le mani avanti subito dopo con aria decisa, rizzandosi sulla poltrona \u201cnon \u00e8 successo niente, eh? Sia ben chiaro. E sia ben chiaro che tutto quello che vi dico rester\u00e0 qui tra noi. Ok?<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno ride pi\u00f9, ora. La faccenda si \u00e8 fatta seria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come: Fausto? Il pi\u00f9 posato tra tutti loro? Un professionista che ha speso l\u2019intera vita lavorativa in mezzo a tossicodipendenti, alcolisti e malati di mente? Un riferimento per equilibrio, ragionevolezza, senso della famiglia, moglie e due figli ormai grandi fuori dal nido?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStai scherzando?\u201d fa eco Valerio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d replica calmo l\u2019altro. \u201cPer motivi tuoi hai fatto una domanda spinosa; poi ti sei tirato indietro e te ne sei rimasto a vedere che effetto faceva. O la lasciamo cadere, come uno scherzo di capodanno, o la prendiamo sul serio, e allora ognuno dovrebbe rispondere per quella che \u00e8 stata la propria esperienza. Non credi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Valerio ridacchia, poi alza le mani: \u201cOk ok\u201d fa, in segno di resa. \u201cNon vorremo litigare il primo dell\u2019anno! Se vi va, d\u2019accordo, va bene. E vi dico subito che a me in effetti \u00e8 capitato: poi, come ha detto Fausto, il mio treno ha scelto il binario diritto, ma c\u2019\u00e8 stato un lungo momento in cui non sapevo davvero come sarebbe finita. Ripensandoci adesso, magari mi sono perso qualcosa\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 sentite\u201d riprende dopo un attimo \u201cio mi impegno e vi giuro che racconter\u00f2 quel che mi \u00e8 successo, e spero facciate cos\u00ec anche voi, se avete qualcosa da dire; ma mi piacerebbe tanto ascoltare prima Faustino\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sai\u201d prosegue fissando premurosamente l\u2019amico \u201c\u00e8 una gran consolazione sapere che perfino a te\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVero vero\u201d fanno in coro gli altri, incuriositi e sollevati dalla dilazione che viene in questo modo accordata alla loro \u2018confessione\u2019, qualcuno probabilmente contando sul fatto di scamparla se le cose andranno un poco per le lunghe\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi stai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto vuota il bicchiere, lo posa, e poi con una smorfietta accetta, con fare rassegnato: \u201cDato che sono stato cos\u00ec stupido da propormi per primo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si appoggia per un momento allo schienale della poltrona, e quindi comincia a raccontare, mentre il fuoco crepita rosso e vivace dentro il camino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 successo niente di concreto, vi ripeto. Per fortuna\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 stata una occasione in cui ho potuto misurare davvero quanto sia sottile, in ogni relazione che si instaura con gli altri, il velo che separa e caratterizza l\u2019aiuto, la partecipazione, l\u2019empatia professionali e umane da un coinvolgimento emotivo che, se non stai attentamente in guardia, ti pu\u00f2 sorprendere e travolgere all\u2019improvviso. Specie se arriva in un momento magari gi\u00e0 di debolezza e fragilit\u00e0\u2026 E\u2019 come un rivolo d\u2019acqua che si insinua poco a poco sotto le porte, e se non te ne accorgi in tempo diventa all\u2019improvviso un torrente che travolge tutto senza scampo. Ti rendi conto che il tuo mondo, che hai costruito mattone su mattone durante un\u2019esistenza intera, pu\u00f2 essere trascinato via in un attimo come un fuscello. Il treno ha preso lo scambio sbagliato\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(O quello giusto, pensa qualcuno. Ma nessuno osa interrompere)<\/p>\n\n\n\n<p>Un sospiro, gli occhi semichiusi persi nei ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPareva un gattino selvaggio e impaurito, quando ce l\u2019hanno accompagnata in ambulatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una madre inviperita, e un padre, separato, che se n\u2019era rimasto fuori dal servizio a fumare per tutto il tempo, e solo a colloquio terminato aveva accettato di farsi intervistare a parte, declinando sgarbatamente ogni responsabilit\u00e0: designava ogni volta la ragazza come \u2018prodotto\u2019 educativo della moglie (\u2018sua\u2019 figlia), tanto da farci dubitare per qualche momento che l\u2019avesse riconosciuta solo a posteriori, e non ne fosse realmente il genitore. Insomma, quando discutemmo in \u00e9quipe, la decisione unanime fu di assegnare il caso a me. Come case manager\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Risatina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2019Tu, con la tua figura paterna\u2026\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero. Sante e puttane, giovani e meno giovani, attiravo soprattutto le figure femminili, perch\u00e9, secondo i colleghi, e le colleghe, trovavano nella mia persona un porto sicuro, una comprensione e una solidariet\u00e0 che non tracimava mai, che le rispecchiava senza giudicarle ma anche senza fare sconti, e alla fin fine le aiutava a risollevarsi, ad aderire ai trattamenti, a ripartire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Ce la puoi fare solo tu\u2026\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>E certo, un po\u2019 mi lusingava, questo ruolo. In effetti mi ci trovavo bene. Qualcuna tra le pazienti me lo diceva pure: magari scherzavano, mi facevano perfino gli occhi dolci, ma sapevano che con me non c\u2019erano pericoli di sorta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, va bene, prendiamoci anche il gattino selvaggio\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto a questo punto sente il bisogno di bere un altro sorso di spumante. Uno degli astanti gli porge la bottiglia mezza piena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMettiamo che si chiamasse Cinzia, va bene? Non \u00e8 il suo vero nome, anche se non fa niente\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Cinzia avrebbe potuto essere mia figlia: una gazzella di diciott\u2019anni, poco pi\u00f9, alla disperata ricerca di una figura maschile di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Era bellissima. Non esagero. Una modella.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse la pi\u00f9 bella ragazza che avessimo mai avuto tra le nostre pazienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Bellissima quanto disgraziata. E le disgrazie, che partivano dalla sua famiglia, minacciavano di rovinare per sempre anche la sua bellezza: se ne scorgevano gi\u00e0 le tracce, lo sciupio di tanta grazia di Dio, nei segni sulle braccia, che non faceva nulla per nascondere, le mani arrossate, le unghie trascurate; ma, soprattutto, le ombre sotto gli occhi, la pelle del viso tirata, le labbra screpolate, e quegli immensi occhi azzurri oscurati da un perenne velo di rabbia e tristezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre, impegnata tutto il giorno in un lavoro libero professionale, ce l\u2019aveva trascinata l\u00ec pretendendo risposte celeri, una Comunit\u00e0 o che altro; nel frattempo cercava di tenerla chiusa in casa, sotto la sorveglianza di badanti straniere che lei si faceva facilmente complici, gabbando la signora con banale facilit\u00e0. Il padre, dopo la prima volta, non si fece pi\u00f9 vedere: a detta della moglie, si informava di tanto in tanto sulla vita della figlia, minacciando che se \u2018lei\u2019 non l\u2019avesse messa a posto ci avrebbe pensato lui, senza andare troppo per il sottile. In che modo, non scoprimmo mai\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Agli appuntamenti, era difficile si presentasse se non accompagnata dalla madre. Anche se poi ai colloqui entrava da sola.<\/p>\n\n\n\n<p>E fu in uno di questi colloqui che, all\u2019improvviso, mi accorsi che stava per cambiare tutto\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto si passa una mano sul viso, prima di proseguire. Getta un\u2019occhiata di sbieco, verso il salotto dove stanno le signore. Quindi, rassicurato, riprende a raccontare, con voce un po\u2019 pi\u00f9 bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDovremmo sempre essere consapevoli, quando si fanno mestieri come il mio, attivit\u00e0 che poggiano sulle relazioni di aiuto, di quale posizione si occupa in quel momento rispetto ai nodi cruciali della propria vita. Per appoggiare qualcuno, specie in situazioni e rapporti cos\u00ec delicati come quello che si stava delineando nei confronti di una ragazza come Cinzia, bisogna essere in condizioni particolarmente solide. Ma non sempre lo si \u00e8, e spesso senza esserne pienamente coscienti.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo, io e mia moglie stavamo sperimentando la situazione del \u2018nido vuoto\u2019: i figli si erano involati, sia pure ancora per studio, lontani da casa; e noi, da un giorno all\u2019altro, ci eravamo trovati soli soletti uno di fronte all\u2019altra, a vent\u2019anni (pi\u00f9 o meno) di distanza da quando ci eravamo sposati.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Giulia abbiamo avuto un fidanzamento piuttosto lungo, senza convivenza per\u00f2, e dopo il matrimonio siamo rimasti da soli per poco pi\u00f9 di un anno. Dopodich\u00e8 la nostra vita ha preso a girare intorno ai piccoli, arrivati a distanza di poco tempo uno dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, dopo vent\u2019anni non \u00e8 che riprendi a fare la coppietta come niente fosse, no? Lo sapete anche voi. Il lavoro, tante cose, l\u2019et\u00e0\u2026 Anzi, la mezza et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma: come descrivono anche i sacri testi, mi trovavo in uno dei momenti critici della vita, quegli snodi che possono ben essere paragonati agli scambi di binari di cui parlavamo prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Cinzia non riuscivamo a fare molti progressi: troppo complicati gli intrecci famigliari, un sistema bloccato, patologico, che sembrava chiedere aiuto ma in realt\u00e0 faceva di tutto perch\u00e9 niente si muovesse, e tutta la colpa ricadesse sulla ragazza. I genitori erano separati, ma interagivano continuamente tra loro, con la \u2018scusa\u2019 dei problemi della figlia, gettandosi reciprocamente fango addosso ma, cos\u00ec facendo, negandosi vicendevolmente in realt\u00e0 ogni mossa libera.<\/p>\n\n\n\n<p>E Cinzia si comportava di conseguenza, ripetendo i comportamenti disfunzionali che l\u2019avevano portata da noi, non solo in materia di sostanze e alcol, ma anche di relazioni tossiche, continuamente rinnovate nel medesimo stile patologico.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve, eravamo giunti al convincimento che ci volesse davvero un intervento di Comunit\u00e0: non tanto per risolvere tutti i problemi, come volevano credere i genitori, quanto per allontanare la ragazza dal proprio ambiente, farle sperimentare rapporti umani diversi, fornirle un periodo di stacco e riposo, in modo che potessero emergere in un ambiente protetto tutte le sue problematiche, per iniziare a lavorarci su. E sperare in bene\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>In quel famoso colloquio, fui incaricato di comunicarle la nostra decisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a quel momento, durante i tira e molla della sua situazione, avevo avuto l\u2019impressione che in me vedesse un rifugio neutro; come le altre, un porto abbastanza sicuro dove riparare dai suoi disastri quotidiani, un\u2019oasi di pace seppure incerta e vissuta sempre con un po\u2019 di diffidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno invece lessi nel suo sguardo un\u2019altra cosa: si manifest\u00f2 dentro i suoi occhi la paura nera dell\u2019ennesimo abbandono, e questo me lo aspettavo; ma contemporaneamente mi parve di cogliere l\u2019improvvisa consapevolezza che quella instaurata tra noi non fosse una semplice relazione di aiuto, e nemmeno un rapporto di protezione, tipo padre e figlia adottiva. No, l\u2019impressione era che avesse assunto i caratteri inconfutabili di un legame tra donna e uomo, emerso alla coscienza nel momento in cui veniva annunciato che la magia nascente si doveva spezzare\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto guarda in faccia gli amici, uno per uno. Poi continua:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra giusto quel che leggevo negli occhi della ragazza? O non piuttosto una proiezione di ci\u00f2 che all\u2019improvviso avevo avvertito io, comunicandole la necessit\u00e0 del distacco?<\/p>\n\n\n\n<p>Dove stava la verit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo quel caso, tanto per usare una dicitura professionale, aveva cominciato a ossessionarmi. Non potevo, capite, non potevo permettere che una simile fiamma di splendida giovent\u00f9 si insozzasse ogni giorno che passava, o -peggio- rischiasse di spegnersi nel buco nero di una di quelle tragedie annunciate che purtroppo si leggono troppo spesso nelle cronache di nera. Me la sentivo a carico.<\/p>\n\n\n\n<p>I colleghi si erano gi\u00e0 accorti di quel peso, qualcuno cominciava a dire che forse ero troppo coinvolto, che avevo bisogno di una mano, se non addirittura di essere sostituito, bench\u00e8 quest\u2019ultima ipotesi sembrasse troppo rischiosa per il pericolo di perdere l\u2019aggancio con la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto pesava tutto questo sul modo in cui mi rapportavo con lei in quei giorni?<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 mi pass\u00f2 per la testa in un attimo. Poi lei si mise a piangere, e questo permise di riportare il colloquio ai termini pi\u00f9 concreti e prosaici del tentativo di convincerla che un periodo di clausura residenziale costituiva un\u2019ineluttabile necessit\u00e0, se volevamo davvero affrontare con speranza di successo la sua penosa situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, amici miei, il momento cruciale che mi trovai ad affrontare nella storia con Cinzia venne qualche giorno appresso, al rientro dal primo colloquio presso la Comunit\u00e0 dove, insieme a una collega, avevo accompagnato la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Era andato anche piuttosto bene, l\u2019incontro con gli operatori, debitamente preparato e altrettanto delicatamente condotto e realizzato con rigore. Cinzia pareva abbastanza serena, sebbene ovviamente piuttosto timorosa per l\u2019ingresso in struttura, previsto fra una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciammo la collega a poche centinaia di metri dall\u2019abitazione della ragazza, essendo sulla strada, motivo per il quale dopo pochi minuti mi ritrovati da solo con lei davanti al portoncino della sua abitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Vieni su un momento\u2019 mi invit\u00f2 con tono naturale, \u2018cos\u00ec possiamo parlare gi\u00e0 con mia madre. Ci terrei\u2026\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>La giudicai una richiesta ragionevole, cos\u00ec la seguii dentro l\u2019appartamento, violando la pi\u00f9 elementare delle regole di comportamento: mai fare visite domiciliari da soli, specie in situazioni delicate come questa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi resi conto dal primo momento che la madre non era in casa, e che Cinzia questo lo sapeva bene. Una volta chiusa la porta alle spalle, finse, malissimo, di stupirsi che la mamma non fosse ancora rientrata; disse che non poteva certo tardare, e mi invit\u00f2 con fare innocente a sedermi un momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre cercavo una via d\u2019uscita che salvaguardasse tutti e due, e soprattutto il nostro rapporto terapeutico, mi si par\u00f2 improvvisamente di fronte sfilandosi il golfino, e scoprendo in tal modo l\u2019abito succinto che aveva indossato per l\u2019occasione. Intanto mi fissava dritto negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta non potevo sbagliarmi: quello era lo sguardo di una donna innamorata. O che, almeno, fingeva di esserlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi bloccai, mentre lei accennava ad andare avanti nello spogliarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono attimi, cari amici, dove tutta la vita ti passa davanti; non si tratta soltanto di quelli che- come dicono- precedono l\u2019addio fatale. No no: ce ne possono essere altri. Momenti in cui ogni cosa che hai costruito, tutte le tue convinzioni, tutte le fondamenta su cui hai poggiato la tua esistenza vengono improvvisamente scossi, messi in gioco, impallidiscono come fantasmi, e tu ti ritrovi solo di fronte all\u2019abisso, col vento alle spalle che spinge gi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono momenti in cui istinti e ragione vengono a conflitto estremo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Devi fare una scelta all\u2019istante. Non ti puoi nascondere: di fronte hai il te stesso pi\u00f9 autentico che chiede: da che parte vuoi stare?<\/p>\n\n\n\n<p>Qualsiasi scelta tu faccia, non potrai tornare indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento davanti a me si parava di colpo il bivio: cosa vuoi buttare dalla torre? Quello che sei stato finora, con la famiglia, il lavoro, l\u2019etica, tutto ci\u00f2 che hai sempre pensato e in cui hai creduto tenacemente\u2026 o un altro che potresti improvvisamente diventare? Che non hai mai avuto la ventura di essere, o perch\u00e9 non l\u2019hai voluto, o perch\u00e9 non ci hai mai pensato?<\/p>\n\n\n\n<p>Non hai tempo. Da che parte vuoi andare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nuova pausa. Di l\u00e0 il chiacchiericcio femminile si \u00e8 alzato di tono, segno che forse tra poco finir\u00e0. Fausto deve sbrigarsi a concludere il racconto, esattamente come allora aveva avuto solo un secondo per decidere cosa fare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQualcosa si mosse dentro di me, qualcosa di cui non fui nemmeno cosciente sul momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il modo in cui la guardai, lo capii un istante dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece che da uomo infatuato, forse innamorato, che senza rendermene bene conto ero stato fin\u2019allora, la ragione finalmente rischiarata me la fece vedere per quel che era, e che forse non aveva in realt\u00e0 mai smesso di essere, perch\u00e9 solo io mi ero illuso: non una donna seduttrice in cerca dell\u2019uomo con cui allacciarsi, ma una bambina appena cresciuta che tendeva le braccia verso un padre da cui correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il turno suo di bloccarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 cadere i lembi del vestito con cui aveva cominciato a cincischiare, e gli occhi si velarono di lacrime. Mi tese davvero le braccia, e allora io potei stringerla un lungo momento al petto, commosso, sentendola singhiozzare sotto le mie mani. Tutti e due ora eravamo liberi, non c\u2019era pi\u00f9 nessun equivoco, potevamo riprendere la nostra relazione di aiuto senza ostacoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno era passato: il binario su cui lo scambio lo aveva indirizzato correva diritto senza pi\u00f9 incertezze, in perfetta continuit\u00e0 con quelli che lo avevano preceduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dissi: \u2018Non ti abbandoneremo. Tu meriti molto pi\u00f9 di questo\u2019, indicando i segni sulle braccia, e il corpo troppo magro e sciupato. Lei faceva segno di s\u00ec con la testa, e adesso era in tutto e per tutto come una figlia\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne si stanno avvicinando.<\/p>\n\n\n\n<p>Fausto \u00e8 tutto un bagno di sudore.<\/p>\n\n\n\n<p>Valerio sussurra in fretta: \u201cE come \u00e8 andata a finire?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse quelle scossa emotiva oper\u00f2 come un detonatore, su di lei\u201d risponde sottovoce Fausto. \u201cO forse era destino che si sbloccasse, ad un certo punto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inserimento in Comunit\u00e0, avviato qualche giorno dopo, and\u00f2 a buon fine. La seguimmo lungo tutto il percorso. Al termine lei scelse saggiamente di non tornare a casa, ma di seguire i programmi di reinserimento della struttura presenti in loco\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDi cosa stavate parlando? Andiamo? E\u2019 tardi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le mogli hanno fatto irruzione nel circolo maschile, rompendo l\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCose da uomini\u201d fa pronto Valerio. \u201cE voi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Spallucce e risatine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCose da donne\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>(vuoi vedere che\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVeniamo subito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOk, vi aspettiamo di l\u00e0\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 ancora un attimo per concludere il discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sono stato del tutto sincero. Vi ho raccontato la mia storia\u201d riprende Fausto \u201cperch\u00e9 ho rivisto per caso Cinzia, pochi giorni fa\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, ecco\u201d esclamano in molti. \u201cCi pareva che, tra tutti, proprio tu ti prendessi la scena per primo! Tra l\u2019altro, la prossima volta che ci vediamo tocca agli altri, eh, non ci dimentichiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>E comunque, Fausto: l\u2019hai incontrata. E allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si alza, scuote i pantaloni, si raddrizza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE allora niente. Mi ha fatto una certa impressione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ne avevamo pi\u00f9 saputo nulla, dopo le sue dimissioni, se non che pareva bene inserita.<\/p>\n\n\n\n<p>Me la sono trovata davanti in un Centro commerciale: spingeva un passeggino con dentro un bel bambino biondo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh per\u00f2!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBe\u2019, gi\u00e0, sono passati un po\u2019 di anni\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVi siete fermati a parlare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, certo. Ci siamo abbracciati, scambiati due baci. Mi ha raccontato di s\u00e9, il compagno, il lavoro, il figlio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco. E\u2019 stato proprio quando ha parlato del bambino che mi ha fissato per un momento negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>E sapete\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019attimo ho capito che non mi ero sbagliato: non era stata una illusione solo mia. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra noi era davvero scoccata una scintilla da uomo a donna, una luce che ancora brillava, tenue e semisepolta, dentro i cuori di entrambi.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, \u00e8 stato molto meglio che sia andata cos\u00ec, che la ragione abbia prevalso, e ognuno abbia preso &nbsp;la propria strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quell\u2019incrocio caldo era stato reale: era bastato rivedersi un momento per richiamarlo in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante situazioni del genere si verificano durante un\u2019esistenza? Di alcune ci accorgiamo, qualcuna la cogliamo, la maggior parte le lasciamo andare, altre ci passano accanto completamente inosservate, non ne sapremo mai niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimpianti? Occasioni perdute?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si possono vivere contemporaneamente tante vite. Bisogna fare delle scelte.<\/p>\n\n\n\n<p>Dirigere il treno lungo gli scambi. Altrimenti non si arriva mai in stazione, o si finisce su un binario morto\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un ultimo sospiro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPoi ci siamo salutati con un certo riserbo, quasi con imbarazzo. Ci siamo augurati reciprocamente buon anno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho guardata allontanarsi col suo passeggino.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si \u00e8 voltata indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ho capito che le \u00e8 costato un certo sforzo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Alberto Arnaudo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa ragazzi, nella vita a voi non \u00e8 mai capitata la tentazione di buttare via tutto per amore?\u201d L\u2019atmosfera \u00e8 quella rilassata e sonnolenta delle prime ore dopo mezzanotte. 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