{"id":5103,"date":"2025-04-14T15:42:31","date_gmt":"2025-04-14T13:42:31","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5103"},"modified":"2025-04-14T15:42:32","modified_gmt":"2025-04-14T13:42:32","slug":"cannabis-nausea-e-docce-bollenti-ovvero-chs-questa-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=5103","title":{"rendered":"Cannabis, nausea e docce bollenti, ovvero CHS questa sconosciuta"},"content":{"rendered":"\n<p>Cannabis, nausea e docce bollenti, ovvero CHS questa sconosciuta<\/p>\n\n\n\n<p><em>(Anche per questo articolo di Addictus Magazine del mese di aprile 2025 mi sono fatto aiutare nella composizione da chatGPT. In effetti \u00e8 vero che mi sta facendo impigrire il cervello, visto che fa cos\u00ec bene, e presto, tutto quello che gli chiedo. Prima o poi sar\u00f2 sostituito da una macchina, ok. Nell\u2019attesa che avvenga l\u2019inevitabile, per\u00f2, state certi che la tematica l\u2019ho scelta io, i quattri articoli recenti di libera consultazione li ho selezionati io, e il sunto degli articoli che chatGPT ha prodotto l\u2019ho verificato e integrato io dopo essermi letto gli articoli da capo a fondo. Quindi, ancora per un po\u2019 il buon vecchio Ernesto serve a qualcosa\u2026)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni, il panorama dell\u2019uso di cannabis \u00e8 cambiato radicalmente. Con l\u2019allentamento delle normative in molti Paesi, la disponibilit\u00e0 e l\u2019uso regolare della sostanza sono aumentati, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. <em>(Qui evidentemente chatGPT fa finta di ignorare quanti adulti non pi\u00f9 giovani facciano uso di cannabis in maniera discreta e silenziosa, senza sballi evidenti, occhi rossi e frigoriferi svuotati, e quanti di questi, nei paesi che ne hanno regolamentato l\u2019uso, abbiano tirato un adultissimo sospiro di sollievo una volta che per procurarsi la loro sostanza preferita abbiano potuto mollare lo spaccino e la preoccupazione di farsi fermare dalla polizia).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;In parallelo, \u00e8 emersa una condizione clinica ancora troppo poco conosciuta, un tempo rara ma in rapida crescita: la Sindrome da Iperemesi da Cannabis (CHS, dall\u2019inglese <em>Cannabinoid Hyperemesis Syndrome<\/em>). Secondo uno studio, ad esempio, del dipartimento di emergenza della citt\u00f2 di New York, il 32.9% di una serie di 2127 pazienti che facevano uso di marijuana 20 o pi\u00f9 giorni al mese era positivo ai criteri di questa sgradevole sindrome (citato da Peles et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Questa sindrome a tutt\u2019oggi \u00e8 poco nota al grande pubblico, e poco riconosciuta sia dai medici di pronto soccorso che dai medici e dagli altri operatori delle dipendenze patologiche. E quindi: parliamone.<\/p>\n\n\n\n<p>La CHS \u00e8 un disturbo paradossale associato al consumo cronico e prolungato di cannabis, caratterizzato da crisi ricorrenti di nausea severa, vomito incoercibile e dolore addominale.<br>Paradossale perch\u00e9? Perch\u00e9 la cannabis \u00e8 clinicamente riconosciuta come antiemetico, perlomeno a basse dosi, e che un antiemetico alla lunga provochi il vomito \u00e8 a tutti gli effetti un paradosso della farmacologia (come gli antidolorifici oppioidi che aumentano la sensibilit\u00e0 al dolore\u2026 ma quella \u00e8 un\u2019altra storia).<\/p>\n\n\n\n<p>La sintomatologia si manifesta tipicamente in soggetti che ne fanno uso quotidiano o quasi quotidiano da mesi o anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sindrome, descritta per la prima volta nel 2004, ha attirato un crescente interesse della letteratura scientifica, che ne ha messo in luce l\u2019andamento clinico tipico, spesso suddiviso in tre fasi (Loganathan et al., 2024):<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fase prodromica<\/strong>: pu\u00f2 durare settimane o mesi. I pazienti riferiscono nausea mattutina, ansia, disagio addominale e un persistente malessere generale. In questa fase l\u2019uso di cannabis spesso aumenta, nel tentativo di alleviare i sintomi, aggravando per\u00f2 il quadro. Nonostante i sintomi, tipicamente i pazienti mantengono la loro alimentazione abituale.<br><br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fase iperemetica<\/strong>: \u00e8 la fase acuta. Si manifesta con vomito ripetuto, spesso fino a 10-15 episodi al giorno, dolore addominale spesso concentrato nell\u2019area intorno all\u2019ombelico, disidratazione e perdita di peso &#8211; anche perch\u00e9 il paziente adesso tende a non mangiare pi\u00f9 per evitare i sintomi. Molti pazienti ricorrono frequentemente al pronto soccorso. La durata di questa fase va da pochi giorni fino a 7-10 giorni.<br>Il termine colloquiale <em>&#8220;scromiting&#8221;<\/em> (fusione di &#8220;screaming&#8221; e &#8220;vomiting&#8221;) \u00e8 stato utilizzato per descrivere la combinazione di vomito intenso e urla di dolore osservata in alcuni pazienti con CHS (<a href=\"https:\/\/www.iflscience.com\/scromiting-the-unpleasant-and-occasionally-deadly-illness-linked-to-using-weed-60325\">https:\/\/www.iflscience.com\/scromiting-the-unpleasant-and-occasionally-deadly-illness-linked-to-using-weed-60325<\/a>)<br><br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Fase di recupero<\/strong>: avviene dopo la sospensione dell\u2019uso di cannabis. I sintomi si risolvono gradualmente, spesso nel giro di alcuni giorni, con un miglioramento significativo e duraturo se l\u2019astinenza viene mantenuta.<br><br><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Un segno clinico considerato altamente suggestivo \u00e8 il sollievo sintomatico ottenuto con docce o bagni caldi, comportamento che i pazienti spesso adottano ripetutamente, anche pi\u00f9 volte al giorno. L\u2019effetto benefico del calore sembrerebbe legato alla stimolazione dei recettori TRPV1, coinvolti nella termoregolazione e nel controllo del dolore viscerale (Loganathan et al., 2024).<\/p>\n\n\n\n<p>La fisiopatologia della CHS non \u00e8 completamente chiarita. Il sistema endocannabinoide, regolatore chiave dell\u2019omeostasi gastrointestinale, sembra avere un ruolo centrale. Si ipotizza che l\u2019uso cronico di THC porti a una desensibilizzazione dei recettori CB1 nel tratto digestivo e nel sistema nervoso centrale, con alterazioni della motilit\u00e0 intestinale e disregolazione della percezione della nausea (Peles et al., 2025). Altri meccanismi proposti includono un\u2019iperstimolazione dei recettori TRPV1, coinvolti nella sensazione di calore e nella modulazione del dolore viscerale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la CHS sia stata inizialmente descritta in soggetti adulti, recenti evidenze mostrano come questa sindrome stia emergendo anche in popolazioni pi\u00f9 giovani. Rucinski et al. (2025) riportano un caso clinico significativo di CHS in un adolescente, sottolineando come la diagnosi sia stata inizialmente ritardata per la reticenza del paziente e della famiglia a dichiarare l\u2019uso di cannabis.<\/p>\n\n\n\n<p>La difficolt\u00e0 diagnostica in et\u00e0 pediatrica risiede non solo nella frequente negazione dell\u2019uso di sostanze, ma anche nella tendenza del personale sanitario a sottovalutare tale possibilit\u00e0 nei soggetti minorenni. Tuttavia, l\u2019aumento dell\u2019accesso a prodotti ad alto contenuto di THC \u2014 talvolta mascherati da alimenti o caramelle, i cosiddetti <em>edibles<\/em> \u2014 pu\u00f2 rendere questa sindrome una possibilit\u00e0 concreta anche nei pronto soccorso pediatrici.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSi \u00e8 riscontrato vomito ripetuto, inizialmente con bile, poi con grandi quantit\u00e0 di saliva, accompagnato da agitazione, sudorazione profusa, irrequietezza motoria e tremori alle mani; il paziente si mostrava anche aggressivo verso la madre e il personale medico. \u00c8 stato il comportamento inadeguato del ragazzo ad attrarre l\u2019attenzione: aveva paura, chiamava ripetutamente la madre, poi seguivano aggressivit\u00e0 e dichiarazioni di voler fuggire dal reparto\u201d<\/em> (Rucinski et al., 2025).<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che i ragazzini moltiplichino le docce calde nella giornata, e tra doccia e doccia riferiscano nausea, mal di pancia ed episodi di vomito, dovrebbe immediatamente orientare verso la CHS anche in questa fascia d\u2019et\u00e0. \u00c8 quindi fondamentale che pediatri, neuropsichiatri infantili e operatori scolastici siano sensibilizzati al riconoscimento precoce di questi segnali.<\/p>\n\n\n\n<p>La diagnosi di CHS \u00e8 clinica e richiede:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Vomito ricorrente e grave.<br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Uso cronico e regolare di cannabis.<br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Sollievo dei sintomi con l\u2019astinenza.<br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Esclusione di altre cause organiche.<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La gestione della fase acuta prevede reidratazione, correzione degli squilibri elettrolitici, antiemetici (spesso con efficacia limitata), benzodiazepine (ma attenzione alla dipendenza! Specie in persone gi\u00e0 predisposte), e, in alcuni casi, capsaicina topica applicata alla cute addominale (abbiamo nella farmacopea italiana vari esempi di cerotti medicati). Tuttavia, l\u2019unico trattamento risolutivo resta l\u2019<strong>astinenza totale dalla cannabis<\/strong>, che consente il completo recupero clinico nel giro di giorni o settimane.<br><em>(E come si fa? Il paziente rifiuta di riconoscere il ruolo scatenante della sua erba preferita, e se prova a smettere fa sintomi, insomma non sempre \u00e8 facile. Magari ne parliamo un\u2019altra volta).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Sindrome da Iperemesi da Cannabis va conosciuta, \u00e8 una condizione reale, potenzialmente debilitante ma completamente reversibile. Il suo riconoscimento precoce \u00e8 essenziale per evitare trattamenti inutili, esami invasivi e aggravamento del quadro clinico. E l\u2019emergere di casi in et\u00e0 adolescenziale impone una riflessione pi\u00f9 ampia sulla prevenzione e sull\u2019educazione all\u2019uso consapevole della cannabis. Il medico, in tutte le sue declinazioni (dal pronto soccorso, al SerD, alla medicina scolastica), ha un ruolo cruciale nel riconoscere, trattare e prevenire questa sindrome. Sempre che la conosca!<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Loganathan P, Gajendran M, Goyal H. <em>A Comprehensive Review and Update on Cannabis Hyperemesis Syndrome<\/em>. Pharmaceuticals (Basel). 2024; 17(11):1549.<br><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.3390\/ph17111549\">https:\/\/doi.org\/10.3390\/ph17111549<\/a><br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Peles S, Khalife R, Magliocco A. <em>Cannabinoid Hyperemesis Syndrome: A Rising Complication<\/em>. Cureus. 2025 Feb;17(2):e78958.<br><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.78958\">https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.78958<\/a><br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Rucinski P, Akutko K, Pytrus T. <em>Recognizing Cannabis Hyperemesis Syndrome in Pediatric Patients: Insights From a Case Report<\/em>. Cureus. 2025 Mar;17(3):e79904.<br><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.79904\">https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.79904<\/a><br><br><\/li>\n\n\n\n<li>Silva SF, Couto MB. <em>The Importance of Accurate Drug Use History in Diagnosing and Managing Cannabinoid Hyperemesis Syndrome: A Case Report<\/em>. Cureus. 2025 Mar;17(3):e80352.<br><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.80352\">https:\/\/doi.org\/10.7759\/cureus.80352<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cannabis, nausea e docce bollenti, ovvero CHS questa sconosciuta (Anche per questo articolo di Addictus Magazine del mese di aprile 2025 mi sono fatto aiutare nella composizione da chatGPT. 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