{"id":4933,"date":"2025-02-11T09:17:13","date_gmt":"2025-02-11T08:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4933"},"modified":"2025-02-11T09:17:14","modified_gmt":"2025-02-11T08:17:14","slug":"fa-piu-male-la-corsa-o-lalcol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4933","title":{"rendered":"Fa pi\u00f9 male la corsa o l\u2019alcol?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella personale classifica tra i diversi titoli in lista, ha vinto il provocatorio \u201c<em>Fa pi\u00f9 male la corsa o l\u2019alcol?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E dire che tra i tanti in gara ce n\u2019erano alcuni di auto-celebrativi e altri davvero romantici!<\/p>\n\n\n\n<p>Ha vinto la provocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che, giustamente, ci informiamo anche sui social, ci capita spesso di cadere vittime del cosiddetto clickbait (o acchiappaclic) che, e cito da Wikipedia: [\u2026] <em>indica un contenuto web la cui principale funzione \u00e8 di attirare il maggior numero possibile di internauti, per generare rendite pubblicitarie online.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 da riconoscere tuttavia, che \u201c<em>Fa pi\u00f9 male la corsa o l\u2019alcol?\u201d<\/em> \u00e8 di gran lunga molto meno attraente di altri esempi trovati nel web tipo \u201c<em>La vedi questa ragazza? Fai un bel respiro prima di vedere come \u00e8 adesso&#8230;\u201d <\/em>oppure\u2026 \u201c<em>Clamoroso (pubblicato a settembre\u2026), avremo un inverno con metri di neve a Napoli&#8230;\u201d <\/em>o perch\u00e9 no \u201c<em>Questa casalinga guadagna 20000 euro al mese, vuoi sapere come?\u201d&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma \u00e8 pur sempre un titolo acchiappa like. E adesso che vi ho acchiappati sono pronto a spiegarvi cosa intendevo dire.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ora mentre scrivo ho 33 anni ed \u00e8 una fresca serata di fine Giugno. Sono al pc e sto utilizzando un programma open source perch\u00e9 la versione gratuita di Office \u00e8 scaduta proprio ieri (mannaggia); e fino a ieri non avevo manco la minima idea di cosa scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu Maria, la servitrice insegnante del club ACAT che frequentavo, a presentarmi questo intrigante concorso, incoraggiandomi a partecipare. Nel periodo di appartenenza al club mi ero guadagnato generosamente l\u2019appellativo di \u201cscrittore\u201d del gruppo; ci\u00f2 era dovuto al fatto che spesso riempivo diverse pagine del diario comune che ci scambiavamo tra partecipanti. Ognuno aveva il compito di raccontare quello che era successo la settimana precedente e poteva aggiungere quello che voleva. Per me queste pagine erano l\u2019occasione giusta per aprirmi, visto che a voce, ogni tanto, facevo fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo con grandissimo affetto la mia prima volta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ero molto emozionato e a met\u00e0 lettura alzai il quaderno verde per mostrare un disegno; avevo ricreato a pastello un&#8217;opera, forse la pi\u00f9 famosa, di Robert Indiana: la scritta LOVE. Avevo paragonato il suo capolavoro, fatte le debite proporzioni, alla mia opera d\u2019arte pi\u00f9 importante: cio\u00e8 aver smesso di bere!<\/p>\n\n\n\n<p>Posi sullo stesso piano le critiche mosse agli artisti e quelle fatte a me agli albori della mia sobriet\u00e0, quando ricevevo praticamente solo commenti negativi sulla mia decisione. Mi sono preso un attimo di pausa prima di digitare queste ultime parole perch\u00e9 ci ho pensato bene e bene. Ed \u00e8 proprio vero; se con la mente vado a quei primi mesi faccio veramente fatica a trovare qualcuno che facesse il tifo per me o che perlomeno non mi trattasse da \u201csfigato\u201d o da \u201cpoveretto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ebbe inizio una domenica di Marzo 2020 in quell\u2019 <em>annus horribilis<\/em> che tutti, ahim\u00e8, ricordiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivevo da solo e, prima che distanziamento e mascherine diventassero sport e pane quotidiano, avevo l\u2019abitudine di fare entrare un amico nel cortile della casa in affitto dove abitavo. Lui la domenica passava di l\u00ec per sgranchirsi un po&#8217; le gambe e prima di rientrare <em>tra i suoi congiunti<\/em>, veniva da me e stavamo un po&#8217; insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Oscar (nome di fantasia), avevo condiviso alcune serate anche prima del lockdown, in molte delle quali avevamo spesso \u201calzato il gomito\u201d; la domenica in quarantena quindi non poteva avere ritornello diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta salutato, mi buttai sul divano e fu proprio in quel momento che ebbi una svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentii tremare, cominciai a sudare e la testa divenne pesante. Strano pensai, non ho neanche bevuto cos\u00ec tanto. Si sa che il tanto \u00e8 relativo, per\u00f2 per il sottoscritto, tre quattro bicchieri di vino non erano molti. Si vede che per\u00f2 erano di troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripreso dallo shock, pi\u00f9 tardi grazie al Dottor Google capii di aver sperimentato un piccolo attacco di panico, e recuperata un po&#8217; di lucidit\u00e0, dovetti fare i conti con la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cruciale una domanda che mi posi: \u201c<em>Sa femo se te vien male naltra olta che te si casa da solo e non ghe nissuni?\u201d <\/em>(Il dialogo interiore mi esce spontaneamente in dialetto).<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda fu seguita da una prima presa di coscienza, anzi due! La prima era che doveva essere stato l\u2019alcol il colpevole e la seconda, forse pi\u00f9 tremenda, era l\u2019amara constatazione di non riuscire a ricordare quando era stata l\u2019ultima volta che non avevo bevuto. Due, tre, o forse quattro anni indietro? Proprio non riuscivo a ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p>Scampato il pericolo sentivo gi\u00e0 che quello non era un post sbornia normale, non era l\u2019ennesima breve battuta d\u2019aspetto prima di una nuova cacofonica melodia alcolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Realizzare di bere quotidianamente da un periodo non troppo definito di tempo, ha stuzzicato in me la fantasia di provare a vedere cosa si provava a saltare un giorno. Presi bene la sfida, non fu come chiedere ad uno stakanovista di prendersi un giorno di ferie. In fin dei conti mi dissi: \u201c<em>Te si casa dal laoro, te gh\u00e8 internet, caff\u00e8 e cicche <\/em>(sigarette)<em>, sa vuto de pi\u00f9?!\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 il fresco ricordo dell\u2019incubo appena passato, aveva rafforzato l\u2019idea di provare a vedere come si stava un giorno da sobri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora guardando indietro non so se sia stata una buona idea. Mi spiego: poteva andare molto peggio in quanto ho scoperto pi\u00f9 in l\u00e0 quanto fosse pericoloso smettere di bere tutto d\u2019un tratto; forse il rischio riguarda dipendenze molto pi\u00f9 longeve e gravi delle mie, per\u00f2 sta di fatto che sul momento non ci pensai agli eventuali effetti collaterali. Ad essere onesti chiesi qualche altro parere al Dottor Google e i primi siti web, frutto della ricerca, raccontavano di allucinazioni, tremori, tachicardia e di incubi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente non sperimentai nessuno di questi, o forse non me ne accorsi o forse proprio non me lo ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa di davvero forte e che spesso cito a chi \u00e8 curioso di sentire la mia storia \u00e8 quella sensazione che ho provato quattro o cinque giorni dopo quella domenica dove, tutto ad un tratto e sempre su quel divano, sperimentai un\u2019incredibile leggerezza e pulizia mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esempio che utilizzo per cercare di render l\u2019idea \u00e8 il seguente:<\/p>\n\n\n\n<p>Avete presente guidare con una fitta nebbia dove non si vede quasi niente? Avete presente poi quando la nebbia sparisce e si torna a vederci bene?\u2026 Ecco, questo era successo a me su quel divano, a soli quattro o cinque giorni di distanza dall\u2019ultimo bicchiere. Era il segno che tutto stava andando nella direzione giusta. Tuttavia, i referti preoccupanti di Dottor Google mi facevano sempre un po&#8217; allarmare e, complice forse dell\u2019effetto \u201cnebbia sparita\u201d, ebbi un\u2019ottima pensata.<\/p>\n\n\n\n<p>Viaggiai con la mente nel passato, dodici o tredici anni prima in Autogrill, giusto per restare in tema di guida.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Autogrill \u00e8 un posto che ha del magico e per molti anni ne ho frequentato uno. Non come ristoro per lunghe attraversate in auto, ma come banchetto per grandi abbuffate notturne post sbornia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra un \u201ccamogli\u201d ed una \u201crustichella\u201d quando si era fortunati o tra un tramezzino e una confezione di <em>grissini-con-olive-con-salaminiberetta<\/em> quando i panini erano finiti, gli occhi arrossati e stanchi si posavano tra i diversi colori e forme degli oggetti messi in bella mostra tra le corsie: il porcello di gomma che grugnisce quando viene schiacciato, i 10 cd a 9 euro e 99 e le schiere di libri. Fra questi furono due libri a colpirmi (o ad acchiapparmi): \u201c<em>\u00c8<\/em> <em>facile controllare l\u2019alcol se sai come farlo\u201d<\/em> e \u201c<em>\u00c8<\/em> <em>facile smettere di fumare se sai come farlo\u201d<\/em> entrambi di Allen Carr.<\/p>\n\n\n\n<p>Inutile sottolineare che il primo dei due sub\u00ec lo stesso trattamento del berretto di un secchione che viene lanciato da bullo a bullo; a quell\u2019et\u00e0 dove niente ci spaventava e dove il weekend sembrava fatto apposta per bere, a quel titolo non poteva andare diversamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come vedremo, molti anni dopo ci avrei messo le mani sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro libro, il best seller sul fumo, mi aveva portato a smettere per circa sette mesi. Ci\u00f2 che mi fece ricominciare fu aver trasgredito ad una, ovvia, regoletta che l\u2019autore aveva inserito: non mettere in bocca pi\u00f9 nessuna sigaretta\/sigaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello a cui pensai dunque su quel divano, dopo cinque giorni di sobriet\u00e0, fu proprio il libro sul bere di Allen Carr, quello che avevo cos\u00ec tanto preso per il culo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ragionai: visto che il libro sulle sigarette aveva avuto quasi effetto su di me, avrei sicuramente beneficiato della lettura di \u201c<em>\u00c8 facile controllare l\u2019alcol se sai come farlo\u201d<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<p>Acquistai la versione per Kindle, altro grandissimo comfort assieme ad internet per la quarantena, e divorai pagina dopo pagina, o swipe dopo swipe per essere pi\u00f9 precisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro, per chi gi\u00e0 conosce la versione sul fumo, ruota attorno pi\u00f9 o meno agli stessi punti e in breve, spero di non screditare l\u2019autore inglese, fa leva non tanto sulla forza di volont\u00e0 dello stare a distanza dalla sostanza, ma sul lavaggio del cervello; riporta dunque il lettore\/consumatore alla condizione iniziale dove si trovava prima di cadere vittima della dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un approccio che ho adorato sin da allora e, mentre scrivo, la mia mente mi riporta ancora alla guida (questa volta sobrio), di un veicolo a nove posti.<\/p>\n\n\n\n<p>Agosto 2020 tra Brescia e il Lago d\u2019Iseo. Insieme ad altri otto partecipanti stiamo raggiungendo la Val Zebr\u00f9 per un giro ad anello di tre giorni sul Monte Confinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo incolonnati a causa di un incidente e giusto per aggiungere stress alla situazione, gi\u00e0 di per s\u00e9 stressante, ho deciso di raccontare un po&#8217; di quello che avevo letto sul libro di Allen Carr.<\/p>\n\n\n\n<p>Giuro che di quella vacanza ricordo quasi pi\u00f9 quel momento che altri pi\u00f9 belli vissuti nei giorni seguenti, tra i duemila e tremila metri di quota.<\/p>\n\n\n\n<p>Colonna dunque, io guido, e la conversazione sul bere mi porta ad alzare la voce con i miei amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono portato a casa alcune considerazioni dopo la montagna. La prima \u00e8 che se si vuole fare un trekking di tre giorni \u00e8 meglio partire un giorno prima se si abita distanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda \u00e8 che, quando eravamo incolonnati, ho percepito una strana alzata di scudi a difesa della birretta, del bicchiere di vino, della grappetta. Cosa rendeva gli altri camminatori cos\u00ec sicuri della presunta non tossicit\u00e0 dell\u2019alcol a piccole dosi e soprattutto cos\u00ec \u201camici\u201d delle sostanze alcoliche?<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio mea culpa anche del mio essere stato presuntuoso; non volevo sentirmi migliore di loro, ero solo cos\u00ec \u201cgasato\u201d per quello che avevo letto che volevo raccontare a tutti come ero riuscito a liberarmi dalla dipendenza! Per\u00f2 ho capito che era come litigare di politica o di calcio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec in poi avrei sempre cercato di correggere il tiro sempre di pi\u00f9. Non perch\u00e9 penso che quello che ho letto sia sbagliato, ma perch\u00e9 credo che tutti quanti siamo vittime di condizionamenti esterni che plasmano le nostre convinzioni, e che a volte ci portano a difendere l\u2019indifendibile e a sostenere l\u2019insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>A pensarci bene, \u00e8 da quando nasciamo che veniamo continuamente bombardati da messaggi che osannano le sostanze alcoliche e che ce le dipingono come colonne portanti di tutte le occasioni sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Film, serie tv, pubblicit\u00e0, social, giornali: ovunque \u00e8 pi\u00f9 facile trovare chi difende il cosiddetto \u201cbere responsabile\u201d che trovare chi ci mette in guardia dal reale pericolo di queste sostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>A tre anni di distanza dall\u2019ultimo bicchiere ho salde in me le convinzioni che mi fanno proseguire per la sobriet\u00e0, ma allo stesso tempo cerco di accogliere anche il pensiero del pi\u00f9 estremo sostenitore della bevanda alcolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al trekking, fu davvero molto bello.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea era stata mia e l\u2019amore per le camminate era nato ad inizio estate in maniera quasi casuale. O forse magica. O meglio ancora, naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la pulizia mentale sperimentata sul quel divano infatti, ci fu un altro effetto collaterale positivo. Il mio corpo inizi\u00f2 a chiedermi di alzarmi. Fino a quel momento l\u2019auto era il mezzo che utilizzavo in quasi tutti gli spostamenti ma ad un tratto cominciavo a sentire l\u2019esigenza di muovermi, dapprima con le camminate, poi con la corsa: sarei arrivato a Giugno 2023 (cio\u00e8 un paio di settimane fa) a concludere la mia prima mezza maratona!<\/p>\n\n\n\n<p>Ora lettore mi auguro che tutto \u2018sto avanti e indietro nel tempo non ti faccia venire giramenti di capo e nausee spazio temporali!<\/p>\n\n\n\n<p>Non bastassero, ti sentirai un tantino truffato: tutto questo pop\u00f2 di caratteri e di spiegazioni del titolo manco l\u2019ombra. A proposito di titoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello auto-celebrativo doveva essere qualcosa circa&#8230; \u201c<em>Da zero alla mia prima mezza maratona\u201d&#8230;<\/em>ed il testo si sarebbe sviluppato sull\u2019enorme traguardo raggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p>Beh nulla di tutto ci\u00f2. Anche perch\u00e9 la mia prima mezza non \u00e8 stata cos\u00ec poetica. Cio\u00e8 non \u00e8 che non sia andata bene, ma diciamo neanche una \u201cfigata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sentivo cos\u00ec a terra una volta finita la sfida, che la sdolcinata storia dell\u2019ex beone che diventa corridore non mi era mai sembrata cos\u00ec distante.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho realizzato che non avrei scritto nessun racconto post 21 km, ho rimandato la scrittura dopo un\u2019altra gara\u2026 ci sarebbe stata sicuramente quella performance da copertina perfetta per un racconto!<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019occasione si sarebbe presentata giusto una settimana pi\u00f9 tardi, con un\u2019altra competizione, questa volta su pi\u00f9 breve distanza (meno di 3 km) ma con un altissimo dislivello (+600 mt).<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene questo fu il risultato: crollato sul divano per tutto il pomeriggio e stanchissimo per giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa mi stava accadendo?<\/p>\n\n\n\n<p>Questo racconto di sicuro non lo scriver\u00f2 mai dopo una corsa pensai!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma mi sarei smentito proprio stasera.<\/p>\n\n\n\n<p>Perdonami lettore l\u2019ho fatto di nuovo, qui si viaggia nel tempo!<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tornati a qualche ora prima di mettermi a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sarei smentito proprio stasera dicevo.<\/p>\n\n\n\n<p>Infilate le scarpe avevo un unico obiettivo. Sarei uscito a correre di nuovo, ma fregandomene di tempo al chilometro e di passo. Sarei uscito solo per il solo gusto di compiere quel gesto naturale che mi unisce ai miei antenati di 200.000 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>La corsa era per l\u2019uomo fonte di spostamento e metodo di procacciare il cibo. Alcuni studi recenti hanno portato alla luce una modalit\u00e0 di caccia che consisteva nel correre dietro alla preda fino a quando non cadeva a terra sfinita. Ecco perch\u00e9 siamo nati per correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi i tempi sono cambiati e siamo passati dal correre per mangiare al correre per smaltire quello che abbiamo mangiato. Incredibile. \u00c8 inoltre diventato uno sport che fa gioire schiere di appassionati dalle distanze pi\u00f9 brevi (vedi la vittoria dell\u2019italiano Jacobs sui 100 mt) a quelle sopra i 100 km, (Western State in California e Lavaredo Ultra Trail tra le Dolomiti per citarne un paio).<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre correvo stasera mi chiedevo dove stavo sbagliando, visto che studi e studi ci confermano gli aspetti benefici derivanti dalla corsa, e invece le mie recenti imprese mi avevano lasciato svuotato e depresso; alla stessa identica maniera di quando bevevo. Ad un tratto mi venne un&#8217;illuminazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia ricerca della performance a tutti i costi, il mio portare il corpo allo sfinimento e il non saperlo ascoltare mi stava portando a comportarmi alla stessa identica maniera di come facevo quando bevevo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alcol \u00e8 perfetto per anestetizzarsi e per non pensare, ma di fatto \u00e8 solo uno strumento. Come lo possono essere il sesso, internet, lo shopping&#8230;; ed io alla lista stavo aggiungendo anche la corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita \u00e8 fatta anche di difficolt\u00e0, ed una di queste \u00e8 ascoltare la voce che dentro di noi urla forte; non vogliamo farlo perch\u00e9 magari in quel momento ci fa star male quello che ci vuole dire e quindi facciamo di tutto per non sentirla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho raccontato ad amici, conoscenti e anche a estranei quanto ritenevo di aver strapazzato corpo e mente con l\u2019abuso di alcol ma mi sembrava di compiere da giorni lo stesso con la corsa!<\/p>\n\n\n\n<p>Come potevo essere di nuovo cos\u00ec sciocco?<\/p>\n\n\n\n<p>Pensavo senza smettere di correre e questa volta avevo un dispositivo diverso dal solito a guidarmi; non era il cellulare e nemmeno lo smartwatch. Era il cuore. Finalmente stavo correndo ascoltandomi e quando sono tornato a casa ero meno stanco e molto pi\u00f9 felice delle mie recenti gare, quelle che ritenevo fondamentali per la stesura del racconto!.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora non sto dicendo che non si dovrebbe gareggiare, anzi. Di sicuro torner\u00f2 a farlo, ma ripartendo da zero e con consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di proseguire, pronto per un ultimo salto nel passato? Si torna indietro di poco, di qualche ora, prima di uscire a correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Al lavoro un cliente mi ha fatto riflettere parecchio. Aveva subito un ictus anni prima, il giorno di Natale, e i pochi medici presenti in quei giorni non nutrivano grandissime speranze. Mi ha raccontato del suo colloquio personale con Dio, un po&#8217; per redimersi dai peccati, come capita di vedere nei film&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi hanno colpito i suoi occhi durante il racconto e il mio sguardo volava anche sul suo corpo che, se non me l\u2019avesse detto, non avrei mai creduto avesse sofferto di una cosa cos\u00ec terribile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2009 ho subito un operazione al cuore perch\u00e9 la malformazione che avevo poteva portare al riversamento di sangue da un emisfero all\u2019altro. Questo sarebbe potuto accadere solo in caso di attivit\u00e0 sportiva, con conseguenze nei casi pi\u00f9 gravi di un infarto o addirittura di un ictus. Ricordo il cardiochirurgo con che sicurezza mi disse che avrei potuto tranquillamente evitare l\u2019operazione, ma al costo di astenermi in futuro da qualsiasi attivit\u00e0 sportiva. Io che in quel momento ero piacevolmente fumatore e abbonato alla sbronza del sabato sera, non nascondo di aver pensato anche alla soluzione dell\u2019astinenza a vita, tanto era il mio non interesse allo sport.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto avrei rimpianto quella scelta se avessi dato ascolto a quel pensiero!<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente non lo feci, l\u2019operazione si svolse e tutto and\u00f2 a buon fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sento la parola ictus mi viene naturale pensare a quello che mi sarebbe potuto succedere e il dialogo con il cliente di oggi non ha fatto eccezione.<\/p>\n\n\n\n<p>E come spesso succede dopo questi racconti, mi capita di interrogarmi sul mio percorso, dove sono, come sto, e la fortuna immensa che possiedo. La fortuna di avere un corpo e una mente in salute. La fortuna di non avere buttato nel cesso la mia vita per colpa dell\u2019alcol. La cocciutaggine e la faccia tosta di non aver ascoltato le voci degli altri che mi dicevano che stavo sbagliando, quelle che&#8230; \u201ccosa vuoi che ti faccia un bicchiere\u201d&#8230;o&#8230;\u201cbeh ma al piatto giusto va abbinato il vino giusto\u201d\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Fanculo tutte queste voci!<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna un canto si elevava al di sopra di queste, ed era la voce del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>La voce del cuore questo s\u00ec che era un titolo!<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando al nostro, invece, \u201c<em>Fa pi\u00f9 male la corsa o l\u2019alcol?\u201d<\/em> non ha una risposta banale.<\/p>\n\n\n\n<p>La corsa infatti \u00e8 spesso causa di infortuni e in molti &#8211; \u00e8 successo anche a me &#8211; frustrati e delusi, decidono di smettere. Ma se correre \u00e8 naturale, perch\u00e9 ci si fa male?<\/p>\n\n\n\n<p>Daniele Vecchioni, dottore in Scienze delle Attivit\u00e0 Motorie e Sportive, esperto di corsa e movimento e fondatore del metodo metodo \u201cCorrere naturale\u201d risponde a questa domanda nei suoi libri e nelle sue pagine social.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un breve capitolo di <em>Correre naturale<\/em> che sono andato a rileggermi questa sera, dove scrive:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u2019ego: il tuo peggior nemico\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vorrei infine sottolineare un aspetto spesso poco considerato nella corsa: l\u2019ego.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pu\u00f2 infatti rappresentare il nostro peggiore nemico per quanto riguarda gli allenamenti, nonch\u00e9 senza dubbio la causa nascosta dei principali infortuni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ego \u00e8 quella voce dentro di noi che ci incita a spingere sempre un p\u00f2 pi\u00f9 del giorno prima, che ci dice che inizia a essere efficace solo quando fa male, che ci sussurra che oggi stiamo correndo troppo lentamente, che non possiamo farci superare, che \u201cse ce la fa lui ce la devo fare anch\u2019io\u201d, e cos\u00ec via. Tutti atteggiamenti dannosi che dobbiamo quanto prima eliminare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il corpo umano ha i suoi tempi, non segue il vostro ego. [&#8230;]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Seguite le vostre sensazioni, il cuore, godete del momento, della gioia stessa del correre. Non fate a gara con gli altri n\u00e9 tantomeno con voi stessi. [&#8230;]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ricordate che non state correndo per gli altri, per il vostro orologio o per la medaglia di qualche gara, ma lo state facendo per voi, per riabbracciare voi stessi e la vostra natura, per ritrovare la salute, per stare bene. Questo \u00e8 ci\u00f2 che deve guidare la vostra corsa, l\u2019unico vero scopo ultimo di ogni allenamento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non temete, la performance arriver\u00e0, prima e meglio di quanto crediate, ma la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 che quando ci sar\u00e0 a voi non importer\u00e0 pi\u00f9, capirete che il solo gesto di correre \u00e8 troppo bello per poter pensare ad altro, che questo mondo \u00e8 fatto per essere goduto a certe velocit\u00e0, non a quelle imposte da tabelle o gare, ma a quelle della vostra corsa e del vostro cuore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo quindi certe \u201cregolette\u201d la corsa non dovrebbe fare male anzi, dovrebbe garantire benefici sia a livello fisico che mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che invece non fa bene \u00e8 sicuramente l\u2019alcol. E nonostante ci siano sostenitori del bere responsabile, \u00e8 da pi\u00f9 parti confermata la tossicit\u00e0 anche a piccole dosi. Per non parlare poi dei disastri che accadono con l\u2019aumentare della dose; dalla dipendenza, alla noncuranza delle norme stradali, con conseguenze che troppo spesso ci capita di sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019errore comune \u00e8 pensare che possa accadere solo agli altri, ed inoltre ci si ritiene in grado di poter gestire la sostanza. Come tanti ho iniziato a bere alle scuole superiori e l\u2019alcol mi aiutava ad essere pi\u00f9 disinibito. Crescendo poi sarebbe diventato una presenza costante in tutte le occasioni sociali e in seguito avrei dovuto aggiungere a questa anche la dose che mi serviva come anestetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lockdown mi ha permesso di mettere in pausa la mia vita. L\u00ec dove tutto sembrava sospeso, ho potuto fare chiarezza su tanti aspetti. Mi sono chiesto se le persone e i luoghi che frequentavo erano giusti per me in quel momento o se avevo bisogno di altro. Con gentilezza \u00e8iniziato il lavoro su me stesso che mi ha portato a capire che \u00e8 proprio rinunciando all\u2019alcol che si inizia a vivere veramente.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia vita \u00e8 cambiata cos\u00ec tanto che fatico oggi ad identificarmi con l\u2019io del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere sobri fa sentire molto di pi\u00f9 le cose e questo a volte ha anche qualche risvolto negativo: non avere a disposizione la \u201cstampella\u201d del bere, ti porta a trovarti in difficolt\u00e0 ogni tanto. A fare i conti con lati del carattere che non vanno gi\u00f9. Ma la vita \u00e8 fatta anche di questo. Imparare ad accettarsi per come si \u00e8 e perdonarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 ovvio che sia, non so cosa mi riserver\u00e0 il futuro&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una certezza c\u2019\u00e8. Sono e sar\u00f2 libero.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da Mirto Belazza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella personale classifica tra i diversi titoli in lista, ha vinto il provocatorio \u201cFa pi\u00f9 male la corsa o l\u2019alcol?\u201d E dire che tra i tanti in gara ce n\u2019erano alcuni di auto-celebrativi e altri davvero romantici! 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