{"id":4871,"date":"2025-01-14T10:25:29","date_gmt":"2025-01-14T09:25:29","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4871"},"modified":"2025-01-14T10:25:30","modified_gmt":"2025-01-14T09:25:30","slug":"tre-aggiornamenti-sul-disturbo-da-gioco-dazzardo-patologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4871","title":{"rendered":"Tre aggiornamenti sul disturbo da gioco d\u2019azzardo patologico"},"content":{"rendered":"\n<p>Per il numero di gennaio di Addictus Magazine mi \u00e8 venuta voglia di cercare qualche novit\u00e0 tra gli studi sulla dipendenza da azzardo, e cos\u00ec mi sono messo su PubMed a leggere gli abstract delle pubblicazioni pi\u00f9 recenti. PubMed non mi ha tradito e ho trovato tre cose interessanti da condividere con i miei venticinque lettori (ma forse \u00e8 una stima troppo in eccesso).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>MA COSA PENSANO LE DONNE?<\/h1>\n\n\n\n<p>Non si tratta di un film commedia un po\u2019 sessista, bens\u00ec di recente articolo di un gruppo di ricerca norvegese, delle universit\u00e0 di Oslo e Bergen, che si \u00e8 preso la briga di provare a valutare come la pensano le donne in merito a relazioni a breve o a lungo termine con uomini affetti da vari tipi di dipendenze patologiche.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea \u00e8 piuttosto originale ed in effetti nella bibliografia citata non mi sembra che ci sia nessuno studio precedente in merito; posso testimoniare invece che la tematica \u00e8 stata spesso tirata fuori nelle riunioni d\u2019\u00e9quipe nei SerD dove ho lavorato, dandosi spiegazioni tra l\u2019esperienziale, l\u2019evoluzionistico e il gossip.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, per gli interessati il lavoro originale, leggibile liberamente come tutti quelli che finora ho suggerito nella mia rubrica, \u00e8 questo:<\/p>\n\n\n\n<p>Chegeni, R., Sagoe, D., Syvertsen, A., Erevik, E. K., Haghish, E. F., &amp; Pallesen, S. (2024). Some for a Good Time, Some for a Long Time: Women\u2019s Ratings of the Mate Value of Men with Different Addictions \u2013 An Experimental Study. Substance Use &amp; Misuse, 59(14), 2137\u20132143. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1080\/10826084.2024.2403107\">https:\/\/doi.org\/10.1080\/10826084.2024.2403107<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperimento consisteva nel chiedere a 2525 donne eterosessuali in et\u00e0 fertile (dai 18 ai 40) quanto fosse attraente Mark per una relazione breve o di lunga durata, dopo aver presentato loro la seguente storiella:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMark si sveglia nel suo appartamento e si prepara la colazione. Si veste e va al lavoro. Ha un lavoro ben retribuito come contabile di spicco, che gli \u00e8 stato offerto dopo aver ottenuto ottimi voti al master in economia di una prestigiosa universit\u00e0. Mark \u00e8 popolare e gode della fiducia dei suoi colleghi. Al lavoro nota che uno dei suoi colleghi sembra in difficolt\u00e0, cos\u00ec decide di trascorrere la pausa pranzo ascoltando il problema del collega e cercando di aiutarlo. Dopo il lavoro, va in palestra. Come al solito, nota gli sguardi di ammirazione di un paio di donne che lo vedono alto, in forma e bello. Dopo l&#8217;allenamento, si fa una doccia e poi esce per andare all&#8217;appuntamento con il suo medico di base.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Sulla base del consulto della scorsa settimana, il medico ha (a. indirizzato il paziente a un trattamento per il suo problema con il gioco d&#8217;azzardo, b. indirizzato il paziente a un trattamento per il suo problema con i videogiochi, c. indirizzato il paziente a un trattamento per il suo problema con l&#8217;alcol, d. indirizzato il paziente a un trattamento per il suo problema con la cannabis, e. indirizzato il paziente a un trattamento per il suo problema con l&#8217;uso di steroidi anabolizzanti, f. concluso, sulla base delle analisi del sangue, che \u00e8 sano).<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mark viene invitato a cena a casa della sorella. Non vede l&#8217;ora di vedere suo nipote e di passare del tempo con lui. Aiuta anche la sorella a mettere a letto il figlio e a pulire. Dopo che il figlio si \u00e8 addormentato, la sorella di Mark gli chiede un consiglio su una questione delicata. Lei preferisce chiedere consiglio a Mark perch\u00e9 sa che pu\u00f2 fidarsi di lui e che, a differenza dei loro genitori, non si fa prendere dall&#8217;emotivit\u00e0.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un bel fusto quindi, ben piazzato anche economicamente, affettuoso e benvoluto, per\u00f2 con una di cinque condizioni patologiche (dipendenza da azzardo, videogiochi, alcol, cannabis, anabolizzanti) o sano. Niente cocaina o oppioidi, forse perch\u00e9 pensati troppo compromettenti dagli sperimentatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ne \u00e8 venuto fuori?<\/p>\n\n\n\n<p>Come prevedibile, per le relazioni a lungo termine le signore interpellate preferivano il maschio sano. Tra quelli con dipendenze, i migliori piazzamenti erano per il Mark con dipendenza da videogiochi e il Mark con dipendenza da steroidi anabolizzanti, senza differenza statisticamente significativa tra le due situazioni. Cannabis alcol e azzardo erano le situazioni meno attraenti, con una lievissima non significativa preferenza per la cannabis.<\/p>\n\n\n\n<p>La sorpresa invece vien fuori nelle opinioni espresse per la relazione disimpegnata a breve scadenza. Sorprendentemente, il Mark con disturbo da azzardo era un pochino, ma significativamente, preferito al Mark sano! E il Mark con dipendenza da videogiochi anche lui godeva di una preferenza rispetto al sano, di poco senza raggiungere una significativit\u00e0 statistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli Autori, testualmente: <em>\u201cironia della sorte, essere gentili, calorosi e affidabili non \u00e8 la priorit\u00e0 delle donne per una relazione a breve termine. Al contrario, le donne preferiscono l&#8217;impulsivit\u00e0, la dominanza, l&#8217;assunzione di rischi, la ricerca di sensazioni e di emozioni, caratteristiche che definiscono i giocatori d&#8217;azzardo e che sono tutti tratti androgeno-dipendenti apprezzati per l&#8217;accoppiamento a breve termine\u201d<\/em>. Le altre considerazioni in discussione sono molto interessanti, e rimando i curiosi alla lettura dell\u2019articolo completo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea che scaturisce comunque \u00e8 che l\u2019azzardo possa essere un tratto evolutivamente favorevole in funzione della riproduzione. Certo essendo finora l\u2019unico studio su questo argomento, sarebbero senz\u2019altro necessarie ripetizioni e conferme; ma per adesso, possiamo prendere in considerazione quest\u2019idea e giocarci un poco.<\/p>\n\n\n\n<p>(A fine giornata, quando ho raccontato questa storia alle mie tre colleghe del SerT, loro mi hanno preso in giro dicendo che era ovvio, e che per farsi un giro il giocatore sicuramente sarebbe stato senz\u2019altro pi\u00f9 divertente, e che io non capivo le donne. Potrebbe essere vero. Comunque questo dimostra che il mio campione siciliano con N=3 \u00e8 in ottimo accordo con il campione norvegese con N=2525).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>AZZARDO E RIDUZIONE DEL DANNO<\/h1>\n\n\n\n<p>Appurato che l\u2019azzardo potrebbe avere un qualche vantaggio biologico e riproduttivo, e che quindi forse non ce lo toglieremo di mezzo troppo facilmente, resta aperta la questione di come minimizzarne l\u2019impatto negativo, curarlo o ridurne il danno. E inizierei con la riduzione del danno, una tematica complessa e utile nei grandi numeri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci aiuta a capire qualcosa un\u2019altra pubblicazione di libera lettura:<\/p>\n\n\n\n<p>Riley, B. J., Oakes, J., &amp; Lawn, S. (2024). Gambling Harm-Minimisation Tools and Their Impact on Gambling Behaviour: A Review of the Empirical Evidence. International Journal of Environmental Research and Public Health, 21(8), 998. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.3390\/ijerph21080998\">https:\/\/doi.org\/10.3390\/ijerph21080998<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta, secondo gli Autori di <em>\u201cuna sintesi narrativa degli studi empirici per identificare le lacune, le debolezze e i punti di forza delle prove esistenti sull&#8217;efficacia degli strumenti di minimizzazione del danno disponibili per le persone che giocano d&#8217;azzardo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono quindi gli strumenti di riduzione del danno nell\u2019azzardo? Gli Autori li dividono cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Strumenti attivi<ul><li>Limitazione volontaria (darsi un limite sul denaro impegnato nel gioco)<\/li><\/ul><ul><li>Esclusione dal gioco (richiesta dalla persona o da un familiare o simili)<\/li><\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Feedback attivo (decidere di ricevere messaggi con una certa periodicit\u00e0 su quanto si \u00e8 giocato rispetto a quanto si era prestabilito di giocare)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li>Strumenti passivi<ul><li>Messaggi pop-up (avvisi generici, non richiesti, sul gioco responsabile)<\/li><\/ul><ul><li>Interruzioni forzate del gioco (in modo da interrompere il \u201cflusso\u201d e dare il tempo di riflettere)<\/li><\/ul><ul><li>Rallentamento del gioco (anche qui in maniera da ostacolare in parte la trance da gioco)<\/li><\/ul>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Feedback passivo (informazioni non richieste su quanto si \u00e8 giocato)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Molti studi tra quelli da cui sono stati tratti i dati sono stati effettuati in ambiente sperimentale, ovviamente, e quello che avviene nell\u2019ambiente naturalistico delle sale gioco, dei casin\u00f2, o sul proprio cellulare non necessariamente corrisponder\u00e0 a quanto ricavato dai dati.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque si osserva che nessuna delle modalit\u00e0 proposte sia particolarmente soddisfacente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esclusione dal gioco, che \u00e8 la modalit\u00e0 pi\u00f9 studiata, \u00e8 richiesta di rado, a volte \u00e8 ignorata volontariamente o per distrazione da chi \u201ctiene il banco\u201d, e non ci sono dati a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche sulla limitazione volontaria, molto pubblicizzata soprattutto dai casin\u00f2 online, non ci sono dati a lungo termine. Quanto al feedback attivo, sembra che comunque sia una misura richiesta da giocatori gi\u00e0 comunque a basso rischio, e che giocano poco: c\u2019\u00e8 da capire quindi come si possa aiutare quelli ad alto rischio ad accettare di essere periodicamente interrotti e informati sulle loro perdite. Per\u00f2, informare il giocatore patologico delle sue perdite pu\u00f2 avere la conseguenza paradossa (paradossa fino a un certo punto se conosciamo la patologia in questione) di spingerlo a giocare ancora di pi\u00f9 rincorrendo l\u2019illusione di recuperare la perdita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto ai messaggi sul gioco responsabile, anche questi con esiti non del tutto chiari, sembra che possa essere utile somministrarli fuori dalle situazioni di gioco, poich\u00e9 in alcuni casi durante il gioco viene inibito il pensiero critico ed i messaggi risultano scarsamente recepiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le considerazioni finali degli Autori affrontano poi il conflitto di interesse dei gestori del gioco, riportando come le misure di riduzione del danno se messe in atto solo dai gestori risulteranno scarsamente efficaci, proprio perch\u00e9 il gestore ha interesse nel massimizzare i propri profitti, anche se il gestore anzich\u00e9 essere un privato \u00e8 un soggetto pubblico o addirittura il Governo. In questo caso, le misure di riduzione del danno andrebbero imposte da agenzie esterne che non hanno un interesse diretto nel tornaconto economico del gioco (ma aggiungerei io, ci\u00f2 apre altri problemi su chi controlla i controllori, e da qui in avanti meglio che ci fermiamo nelle nostre considerazioni).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><a><\/a>LA TERAPIA FARMACOLOGICA<\/h1>\n\n\n\n<p>Dopo tutte queste complicazioni, rientriamo nell\u2019ambito della terapia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caposaldo dell\u2019intervento nel disturbo da gioco d\u2019azzardo \u00e8 la psicoterapia, con tutte le aggiunte e varianti che vi ruotano attorno (intervento residenziale o semiresidenziale, gruppi di auto-mutuo-aiuto e altri interventi di gruppo etc.). La terapia farmacologica \u00e8 generalmente un intervento di seconda istanza in casi pi\u00f9 complessi o resistenti, e viene utilizzata off-label dato che ad oggi nessun farmaco \u00e8 stato autorizzato per questa indicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La metanalisi in tema pi\u00f9 recente, liberamente accessibile, \u00e8:<\/p>\n\n\n\n<p>Ioannidis, K., Del Giovane, C., Tzagarakis, C., Solly, J. E., Westwood, S. J., Parlatini, V., Bowden-Jones, H., Grant, J. E., Cortese, S., &amp; Chamberlain, S. R. (2024). Pharmacological management of gambling disorder: A systematic review and network meta-analysis. Comprehensive Psychiatry, 137, 152566. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.comppsych.2024.152566\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.comppsych.2024.152566<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019esame dei 22 studi selezionati dagli Autori, vien fuori che ad oggi le evidenze di efficacia, sia in termini di remissione del disturbo che di qualit\u00e0 della vita, favoriscono i farmaci antagonisti dei recettori oppioidi, come il nalmefene ed il naltrexone, gi\u00e0 dotati di indicazione formale in altre dipendenze (alcol, oppioidi) nonch\u00e9 spesso utilizzati con successo in altre dipendenze comportamentali o da sostanze. Il problema che si evidenzia con questo farmaci efficaci \u00e8 che a volte sono mal tollerati, e il trattamento finisce per essere interrotto (nell\u2019esperienza dello scrivente, questo spesso avviene in casi di un pregresso disturbo da uso di oppioidi, anche a distanza di molti anni dalla remissione; probabilmente si dovrebbero ricercare strategie di induzione pi\u00f9 caute, con lento raggiungimento delle dosi efficaci, o altri stratagemmi per ridurre gli effetti indesiderati).<\/p>\n\n\n\n<p>Altri farmaci come topiramato, antidepressivi e olanzapina non hanno mostrato effetti migliori del placebo. Il topiramato, per\u00f2, secondo gli Autori meriterebbe ulteriori approfondimenti, per la sua attivit\u00e0 in varie dipendenze e perch\u00e9 gli effetti osservati pur non raggiungendo la significativit\u00e0 statistica rimarrebbero comunque interessanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il numero di gennaio di Addictus Magazine mi \u00e8 venuta voglia di cercare qualche novit\u00e0 tra gli studi sulla dipendenza da azzardo, e cos\u00ec mi sono messo su PubMed a leggere gli abstract delle pubblicazioni pi\u00f9 recenti. 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