{"id":4866,"date":"2025-01-14T10:23:01","date_gmt":"2025-01-14T09:23:01","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4866"},"modified":"2025-01-14T10:23:02","modified_gmt":"2025-01-14T09:23:02","slug":"vita-annegata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4866","title":{"rendered":"Vita annegata"},"content":{"rendered":"\n<p>Inizia la tachicardia e senti emergere come un vuoto che ti striscia dentro, arriva a dilaniarti l\u2019anima.<br><br>Solo se per errore ancora ne possiedi una.<br><br>Ancora non barattata per l\u2019ennesima busta, per avere in tasca il nulla.<br>La temperatura corporea sale e scende: un ascensore impazzito senza alcun pulsante per poterlo fermare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei l\u00ec, In attesa di quella maledetta, agognata botta che stai anelando dall\u2019ultimo buon fix che ti sei fatto. La voglia sale, la storia non termina mai e riparte da capo in un loop infernale, dove tu sei al contempo protagonista e antagonista della tua stessa storia.&nbsp;<br><br>Ti buchi, e dopo tanta intrepida attesa finalmente: quella spruzzata che sale giocherellona, frettolosamente percorrendo le tue vene fino ad arrivare a un\u2019accecante luce.<br>E poi il nulla, il nirvana, l\u2019estasi.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoti: sei l\u00ec immobile a goderti l\u2019ennesimo buco, un fallimento continuo che lentamente ti fa affogarenel rimpianto limaccioso, abitante della palude delle vite sprecate. La sensazione di esasperazione \u00e8 un peso nel petto, subito sovrastato da una paradossale sensazione di tranquillit\u00e0.&nbsp;<br>Che va a creare uno scorrere lento, e percorrendolo, attraverso estuari arteriosi, si giunge a sfociare.<br>Una semiperdita di coscienza.<br><br>Che non ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di essere consapevole del tuo misfatto, solo preda del suo effetto.<br>Perch\u00e9 ti rende un automa obbediente, programmato nell\u2019algoritmo delle carenze e della sua tirannia.<br>L\u2019importante \u00e8 sbragare un&#8217;altra busta per colmare la fiala con quella magica polverina di color marrone che non \u00e8 cacao, ma l\u2019amarezza che lascia \u00e8 la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Con mano tremolante lo mantieni a fatica, quell\u2019utensile bruciacchiato. Col suo ausilio ti doner\u00e0 quegli istanti di effimera felicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Basta pensare. Vuoi solo viaggiare, staccare la spina, te lo meriti&#8230; \u00e8 il tuo premio per aver fatto schifo anche oggi. Gi\u00e0 lo sai: non ce la fai pi\u00f9 a stare in questo mondo cos\u00ec vero, cos\u00ec severo, seguire i canoni, le regole.<br><br>Perch\u00e9 avere responsabilit\u00e0? Quando con cos\u00ec poco tutto si annulla\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Pace dei sensi, pura goduria. Quando mi sale la gialla me l&#8217;immagino come sabbia di litorale coperta dall\u2019onda di sensazioni che puoi comprendere solo se hai veramente provato quell\u2019effetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una carezza materna, si pu\u00f2 provare se si \u00e8 amato nella vita, perch\u00e9 questo dolce slancio donato dalla vitamina H ricorda l\u2019appagamento dei bisogni affettivi colmati, ormai andati e negati nello stesso tempo, provati e persi a causa della stessa medicina. La droga d\u00e0, la droga toglie.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019euforia porta un uomo morto a nuova vita. La forte eccitazione ti prende e ti sbatacchia per terra. Una botta un po\u2019passiva e un po\u2019 adrenalinica che per farti stare in quell\u2019angolino di felicit\u00e0 si prodiga alla donazione di endorfine. Essere inerme, come feto nel grembo, al sicuro. Tutto condito con un po\u2019 di ansie e un pizzico di depressione. Perch\u00e9 quell\u2019effetto svanir\u00e0, gi\u00e0 lo sai, il prezzo per annullare il dolore\u2026 quello fisico e quello mentale. Medicina per le anime perse\u2026 cura per le mancanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Spalanco sul mio io occhi dilatati, mi guardo dentro\u2026 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla.<br>Un vuoto a perdersi impercorribile per voi umani che non la provate, astinenti alla conoscenza, credo nel mio conscio di esserne fuori, io equivalente di me? Equipollente a lei? O lei da me stesso?<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei morire ma son gi\u00e0 morto, vorrei vivere ma son gi\u00e0 morto.<\/p>\n\n\n\n<p>E ho bisogno di te, maledetto condimento del mio immoralmente io\u2026 dal giorno che ti ho conosciuto ho imparato cosa vuol dire il dolore, ma nonostante tutto non riesco ora a stare senza di te\u2026 relazione di un tossico che vive un amore tossico che non corrisposto mi sfianca, io ti uso e tu mi lasci senza respiro, esanime al bivio tra realt\u00e0 e fantasia, e nella disperata ricerca di lemmi chiacchiero col me che ero, ora chiuso l\u00ec dentro. E cosa resta? E cosa sento? Forse niente? &nbsp;Forse tutto? &nbsp;Forse mi pento!<\/p>\n\n\n\n<p>Sono qui che strillo nella gabbia di menzogne che mi hai e mi sono costruito, padrona della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tuo schiavo succube e bisognoso e mi prostro alle tue buste.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;E se provo a tenerti distante\u2026tu non me lo permetti. Le tue catene si fanno pesanti, con facilit\u00e0 mi tieni sotto poich\u00e9 la tua assenza vuol dire soffrire, perch\u00e9 lottando contro di te tu vinci\u2026 io perdo.<br>Il tuo asso nella manica per tenermi vicino \u00e8 la tua astinenza, tu sei il male.<\/p>\n\n\n\n<p>Figlia del demonio, le fiamme ardenti nelle ossa mi fai provare. La triste realt\u00e0 \u00e8 che sei vendicativa fino al midollo.&nbsp; Se con coraggio o forse disperazione io ti provo ad allontanare, la tua astinenza diviene mortale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il naso gronda, la fame viene a mancare e il mio unico pasto vorrei fossi tu, sono pazzo. Forse no, lo vorrei davvero tanto per non provare questo male. Irrequieto, malato di te, mi viene la pelle d\u2019oca solo a pensarti, non resisto, ti voglio, ti desidero, ti amo, tremo davanti alla tua onnipotenza, i crampi mi divorano mettendo a subbuglio quello che rimane dello stomaco\u2026 ma basta: non ce la faccio pi\u00f9 a essere il tuo dominato. Mi alzo, sbatto la testa al muro fino a ferirmi, questa volta la battaglia la vinco io\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Vomito via quello che mi rimane di te. Addio amica mia, sei stata la mia eroina, ora diventi l\u2019antagonista della mia vita. Non sar\u00f2 pi\u00f9 schiavo di te anche se son convinto che non c\u2019\u00e8 droga buona o droga cattiva, ma solo l\u2019utilizzo che se ne fa!<br><br>Questo \u00e8 il racconto della mia vera galera: sei tu cara dipendenza.<br><br>Un&#8217;ennesima carezza e l\u2019ultimo ricordo dell\u2019ultima dose, ancora sballato ammanettato e portato in un luogo a me ormai caro, famigliare, gi\u00e0 sto iniziando a tremare.<br>Non so se la trover\u00f2 subito o per quanto dovr\u00f2 rimanere senza, il viaggio con le sirene spiantate \u00e8 un movimento ondulatorio che mi causa al mal di mare, mi godo l\u2019ultimo viaggio accanto a te, o forse no, non staremo lontani per tanto, chi ti ama ti cerca. E puoi star sicura ti trover\u00f2, non c\u2019\u00e8 muro o isola deserta che ti tiene lontana: dove c\u2019\u00e8 domanda c\u2019\u00e8 offerta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo sospiro prima dell\u2019astinenza. Mamma galera mi ha riaperto le sue porte. Un giorno gi\u00e0 a met\u00e0 per un nuovo inizio, lontano dal mio mondo, a distanza dal mio parco, a distanza dal reietto che ero diventato, salvo da me stesso. Ma per quanto? E se fosse non cos\u00ec\u2026 queste mura mi possono allontanare da te? Ma come, e poi io non voglio lasciarti, perderei la famiglia, la donna e tutto quello che ho&#8230; ma tu, mia amante, mi rendo conto che ho occhi solo per te. Quando sei lontana inizio a star male, tremo, ma ora poche parole: voglio il metadone. Se tu, mia cara, non puoi essermi vicina, voglio ora almeno un tuo cugino prediletto. Con la poca forza a me rimasta, a squarciagola. Non posso cessare di urlare per averti in soccorso, e con l\u2019ultimo filo di voce lo ribadisco, ancora, come un ossesso \u201cdatemi il metadone\u201d. Non ce n\u2019\u00e8 trattative, ti devi sbrigare, ne ho bisogno! Infermiera, Capoposto, Comandate: o vi muovete, o all\u2019ospedale mi dovete portare. Non c\u2019\u00e8 trattativa, o mi sballo o mi taglio.<br><br>Non stai tanto a pensare, ferirsi gravemente ti d\u00e0 quel pizzico di adrenalina che allontana la lucidit\u00e0 e ti ricorda di essere ancora vivo.<br>E questo non \u00e8 ammesso, devi essere sano e stabile.<br>Con la lametta in mano&#8230; in caso di follia un po\u2019 di terapia per calmarti la rimedi sempre, e sicuro non vogliono un morto, fa troppo rumore e il carcere ama il silenzio\u2026e se sei &nbsp;terapizzato al punto giusto, dalla branda non crei disturbo.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardia, un po\u2019 incazzata, mi toglie la lama e io assumo un\u2019aria imbronciata: ancora con troppo appetito. La mia fame dovete sfamarla voi, o vi posso garantire che \u00e8 meglio morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Se le minacce e i fatti non vi bastano&#8230;<br>O mi date ci\u00f2 che chiedo o faccio a modo mio, finch\u00e9 non me la prendo. Allora inizio la mattanza: un po\u2019 pazzo ma con costanza. La testa la sbatto con violenza contro il blindo, non c\u2019\u00e8 dolore comparato alla sofferenza pi\u00f9 nera che posso provare se interviene l\u2019astinenza.<br>Soffrire per soffrire mi faccio questo male come forma di protesta, che capiscano che faccio sul serio. Si forma un rigagnolo di sangue, lo sporco, la ruggine della mia prigione, inizia a colare dal mio viso visibilmente stanco e bisognoso di nuova dose.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mie urla e il mio autolesionismo non impietosiscono n\u00e9 detenuti, n\u00e9 appuntati, abituati a drogati che fanno molto di peggio che un novellino come me, solo in ricerca di aiuto e di soddisfare il capriccio. Perch\u00e9 \u00e8 vero, son codardo e di smettere di drogarmi non c\u2019\u00e8 pensiero per la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se la dottoressa ha i suoi tempi, l\u2019astinenza non aspetta, non vuole saperne del bon ton.<br>Ora. La voglio ora. Me la prendo.<br>Questo in libert\u00e0, forse.<br>In galera non \u00e8 cos\u00ec semplice attutire la scoppia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo scenico teatrino di un morto ancora vivo arriva sublime la mia medicina, dolce e leggiadra come lo sciroppo, benzina per il rifornimento. Dicendolo con il suo vero nome: arriva il metadone.<br>Ti rallegra un po\u2019 la giornata, ti fa volare, non ti rendi conto di essere carcerato, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 lui che ti copre col suo abbraccio e la galera e di passaggio, non ti rendi nemmeno conto che la giornata \u00e8 passata che \u00e8 gi\u00e0 ora di dormire, dopo che per tutto il giorno con la maglietta levata ti facevi aria vagabondando nei meandri della tua scioltezza, pescando senza canna da pesca, vorticosa prigionia che non vuole saperne di lasciarmi andare via.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu pensi di essere al sicuro, ma qualche gentile venditore di morte \u00e8 sempre presente adocchiato il drogato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gentiluomo triste mietitore, o soltanto un altro poverello che a sua volta si paga il suo eterno amore, viene a proporre il buonissimo materiale ancora sporco di culo, tasca sicura per la cura.<\/p>\n\n\n\n<p>Subotex, buprenorfina, buona e pregiata, importata dai migliori traffichini di sezione.<br>Come entra e da dove entra non \u00e8 buona usanza chiedere: sapere non \u00e8 creanza, basta che ti si riempia la panza.<br><br>Una triste verit\u00e0 ma col metadone fa contrasto, o una o l\u2019altra, una scelta ardua. Anche perch\u00e9 l\u2019amata pastiglia \u00e8 pi\u00f9 in voga di contrabbando visto che il reperimento, legalmente, \u00e8 strettamente selezionato e controllato a vista: che \u00e8 un po\u2019 uno spreco visto che a pipparlo sale davvero un gran sballo.<br>In galera \u00e8 di consumo e buon uso, perch\u00e9 una spruzzata di eroina \u00e8 una leccornia per pochi.<br>Le siringhe con difficolta le si recuperano con abili furti dall\u2019infermeria, se la pratica non riesce causa ispezioni attente dell\u2019area sanitaria, con una penna vuota e un ago per gonfiare i palloni si pu\u00f2 sopperire alla mancanza.<br>Che mina che tira, col poco che si ha si fa virt\u00f9, e se le gambe di qualche non attento consumatore vedi gonfiare non sono vene varicose, ma buongustai della dolce droga visto che per non farsi beccare ci si buca dove non batte il sole, all\u2019inguine. Sale come se non ci fosse male, ma sbagli colpo e scappa il morto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una storia triste che ti affossa. Se l\u2019ultima spiaggia era il carcere, per stare almeno un poco pulito e un poco lontano, anche qui oramai la sua presenza \u00e8 tiranna. Non c\u2019\u00e8 scampo da te, non c\u2019\u00e8 luogo sicuro perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 drogato c\u2019\u00e8 droga\u2026&nbsp; il turbolex ti fa diventare brutto! Il metadone ti accarezza, l\u2019eroina ti coccola, inchinatevi alla loro tirannia e alla loro leccornia, una botta e la galera te la porta via. Le sezioni si fanno strette, scompensate di te, non puoi mancare, la gente impazzisce. Se per errore c\u2019\u00e8 n\u00e9 un po\u2019 meno te ne accorgi dai detenuti chiusi nelle loro celle, con coperte anche d\u2019estate tirate fino alla testa, la tua egemonia \u00e8 totale, dilaghi nelle vite delle persone. &nbsp;<br>Arrivi anche a chi non ha mai fatto uso e ti schifa fuori di qui, sostenendo che sei solo per i drogati.<br>Ma qui l\u2019ottica cambia, la coerenza non \u00e8 parte integrante di voi che dite \u201cio uso solo cocaina\u201d e poi con lo specchio in mano in bagno a pippare subotex perch\u00e9 vi scusate dicendo che \u201cin galera troppa paranoia, uso questo che mi fa stare meglio\u201d.<br>Perch\u00e9 qui in carcere i vecchi galeotti lo ripeteranno sempre che \u201cl\u2019eroina \u00e8 per i drogati&#8221;, ma poi si pippa Subaru come se non ci fosse un domani, il perch\u00e9 non lo comprendo, sappiamo quanto facciamo schifo, ma non lo ammetteremmo mai, ci rendiamo conto di strisciare come i vermi, ma se non lo facessimo andremmo in terapia! Bastasse lo psicologo per liberarci da questo male, si eviterebbero ansie e paranoie e paure.<br><br>Questa la storia di uno qualsiasi. Uno tra tanti che, nella speranza di trovare pace, vedr\u00e0 il suo dolore&nbsp; amplificato dalle mancanze. Perch\u00e9 quelle celle marcescenti, vuote, riempite solo dalla sofferenza ma impermeabili al dolore, ti guardano. Ti osservano. Malaugurate portatrici di nefaste sventure, osservatrici di anime che espirano l\u2019ultimo soave respiro, una botta, l\u2019ultima pera, e quell\u2019antibagno nascosto da occhi indiscreti diviene il dolce letto di una vita sprecata.<br>La guardo, la scaldo con attenzione, il cucchiaio \u00e8 un lurido fondo di bomboletta di gas ancora sporco della dose prima, la siringa \u00e8 gi\u00e0 usata non pi\u00f9 di una decina di volte un po\u2019 da tutti in sezione, ma non temo&#8230; ho troppa voglia per pensare che per tutta la vita mi potrei rovinare, ma che me ne fotte. Non ci penso. Mi traballa la mano. Ho paura che mi possa cadere. Con cura aspiro con la siringa il liquido caro, utilizzando un filtro di sigaretta per trattenere impurit\u00e0, timorato dalla febbre ossea, il liquido scaldato sale, orami pronto. \u00c8 &nbsp;ora del buon fix, una cintura stretta al braccio: la vena si gonfia con timidezza, un po\u2019 impaurita e un po\u2019 bruciata dall\u2019abuso. Me la sparo con un sussulto, sto venendo, sono in piedi che mi sorreggo contro il muro e mi sale caldo, fischiano terribilmente le orecchie, sto pensando o parlando? Sto vivendo o sto morendo, la luce aumenta, la frequenza \u00e8 sempre pi\u00f9 di un ronzio dilaniante, non vedo pi\u00f9. Sono cieco.<br>Le gambe cedono e il mio corpo cade abbracciato al cesso, provo a tirare la catenella, inserisco la testa per bagnarla con il getto&#8230; non basta. Sto male, vorrei vomitare tutto ma non riesco, mi sento un forte bruciore, la siringa ancora attaccata, mi sta facendo colare sangue per tutto il braccio. Il dolore aumenta ma la botta sale e mi crogiolo nel mio dolce lieto aspettare. Sto annegando e non sono in mezzo al mare. Ultimi istanti: mi sento morire, guardo il cielo, non vedo arcobaleni ma stalattiti di delusioni e promesse spezzate, una madre che piange un altro figlio tossico senza speranze, anche se la sua pi\u00f9 grande maledizione \u00e8 aver avuto un figlio drogato. Che non sia un male andarsene&#8230; son solo un peso, un tossico che non vuole cambiare, troppa paura di affrontare un mondo cos\u00ec triste e materiale&#8230; io che mi son dovuto fiondare per tutta la vita per provare emozioni, sono riuscito a sprecare le migliori occasioni, la mia amata mi ha lasciato perch\u00e9 non poteva guardare coi suoi occhi la persona a lei pi\u00f9 cara che con le proprie mani stava dicendo s\u00ec, voglio morire, ma lentamente. Mostrando il peggio di me passo dopo passo, sempre pi\u00f9 magro, sempre pi\u00f9 vuoto, ma era tutto iniziato un poco per gioco, innocentemente, un divertimento solo una volta al mese, non di pi\u00f9.<br><br>\u00c8 solo un gioco, poi tutti i giorni non puoi farne a meno, ed ora affogo abbracciato ad un cesso di porcellana di un fetido bagno in una buia galera di un posto qualsiasi, un carcere come altri, l\u2019ennesimo numero di una morte senza nome, senza ricordo senza nessuno, affogo, affogo, affogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sveglio tutto bagnato. completamente madido di sudore, il respiro mozzato. Sono affannato, non c\u2019\u00e8 la luce, non ho coraggio di aprire gli occhi, e se tutto questo fosse stato solo un brutto sogno\u2026 &nbsp;apri gli occhi. Ma tu sei ancora l\u00ec cara dipendenza.<br><br>Affogo, affogo<em>, <\/em>affogo<strong>.<\/strong><br>Affogo in te.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Ivan Marcia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia la tachicardia e senti emergere come un vuoto che ti striscia dentro, arriva a dilaniarti l\u2019anima. Solo se per errore ancora ne possiedi una. 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