{"id":4856,"date":"2025-01-14T10:08:39","date_gmt":"2025-01-14T09:08:39","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4856"},"modified":"2025-01-14T10:08:40","modified_gmt":"2025-01-14T09:08:40","slug":"lombra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4856","title":{"rendered":"L&#8217;ombra"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cCammino sempre dalla parte dell&#8217;ombra, perch\u00e9 non si sa mai. C&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che mi vede e questo non va bene. Quell\u2019idiota del dottore da cui mi mandavano prima di venire qui mi chiedeva di parlare della mia infanzia e allora non ci sono pi\u00f9 andato. Non mi ricordo di quando ero piccolo, l\u2019ho dimenticato e poi mi chiedeva anche di mia madre e mio padre. Lo faceva perch\u00e9 sono divorziati. Mi faceva tante altre domande, troppe e alla fine mi dava le medicine.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ci vediamo tra un mese &#8211; mi disse l\u2019ultima volta. Si, aspettami! Io non le prendo, non voglio medicine, non vogliono capire che non ne ho bisogno. Mia madre insisteva, l\u2019ho mandata a cagare e sono andato da mio padre. Ci si \u00e8 messo anche lui e me ne sono andato anche da l\u00ec. Non vogliono capire che devono lasciarmi bere. Se bevo sto bene, non ho bisogno di nient&#8217;altro. Non ho altri problemi, solo fare attenzione alle presenze. Sai cosa sono? sono delle voci, come la tua. Non so mai se sono dentro di me o fuori. Si avvicinano, mi fanno gesti ma se cerco di toccarle si dissolvono. Glielo dico, che devono lasciarmi in pace, ma se grido troppo viene l\u2019ambulanza e mi porta via. Allora ora ho imparato, corro a cercare l\u2019ombra, l\u00ec non ci viene nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Le presenze sono cattive e&nbsp; maligne, le sento dal fruscio che fanno quando arrivano direttamente nella testa. Iniziando a parlarmi, come un sussurro, ma se gli do ascolto diventano forti e dicono cose che mi fanno paura. Si arrabbiano, dicono di&nbsp; coltelli, sangue, morti e io scappo. Ho paura di impazzire e non voglio essere rinchiuso. Non devo ascoltarle, e devo fare finta di non vederle, cos\u00ec prima o poi smettono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco vedi? parlo con te e non so se sei vero o no, se sei dentro o sei fuori. Per\u00f2 finch\u00e9 parli a voce bassa non mi dai noia. Come dici? \u00c8 tardi?. Si, \u00e8 quasi il tramonto e fra poco tutto diventa ombra e il mondo sparisce. Mi dai qualcosa da bere?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso ci dobbiamo lasciare, devo fare altri colloqui, ma domani ci rivediamo. Ok?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi vuoi chiedere di mia madre anche tu?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, mi parlerai solo di quello che vuoi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche dell\u2019ombra?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, anche dell\u2019ombra\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo si apre ad un sorriso velato e a suo modo intenso. Si alza dalla sedia con movimenti lenti, trascinando i piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMe la dai una sigaretta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sorride per ringraziare, poi raccoglie le mani attorno alla fiamma dell\u2019accendino. Aspira profondamente, solleva la testa, si volta ed esce dalla stanza senza aggiungere altro. Il medico resta alla scrivania, lo accompagna con lo sguardo fino a quando non scompare nel corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono i neurolettici\u201d, dice al tirocinante psicologo che assiste al colloquio di accoglienza, &#8220;Dovremo tenerlo ancora sedato perch\u00e9 continua a delirare\u201d, aggiunge chiudendo la cartelle clinica che era aperta sulla scrivania.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn alcuni casi l\u2019abuso di alcol, pu\u00f2 esitare nella psicosi alcolica. Oggi hai avuto il battesimo del fuoco, cos\u00ec ti fai subito l\u2019idea della comunit\u00e0. Avevi mai visto una persona che sta delirando, Giacomo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi vedo preoccupato,&nbsp; ti ha fatto impressione?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo. E\u2019 che lo conoscevo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDavvero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, eravamo nella stessa classe, al liceo, anche se prima di giugno aveva smesso di venire. Non mi ha riconosciuto. Anche io ho fatto fatica, se non avessi avuto davanti la cartella clinica forse non sarebbe stato possibile riconoscerlo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAl liceo? resta difficile immaginare uno come Matteo al Liceo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 stato solo per pochi mesi. Era bravo. Troppo timido, credo avesse una fobia sociale, quando doveva affrontare un confronto l\u2019ansia saliva cos\u00ec tanto che si paralizzava subito. Freezing\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cForse potremmo provare a sfruttare la vostra conoscenza, ma voglio prima pensarci sopra, il suo \u00e8 un equilibrio troppo fragile, al momento. Vediamo. Fammi un favore, scrivi tu la relazione d\u2019ingresso, cos\u00ec ti eserciti, io preparo il piano farmacologico. Poi la controllo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dieci anni prima<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 libero?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il liceo, un nuovo edificio, diverso dalle medie. L\u2019inizio di una nuova avventura, quella che fa diventare grandi anche se all\u2019inizio \u00e8 dura perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 tutta la montagna da scalare e invidi chi \u00e8 gi\u00e0 in quinta e in un anno finir\u00e0. Giacomo annuisce e sposta la sedia per lasciare pi\u00f9 spazio al ragazzo che sta davanti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8220;Allora mi metto qui&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo parla con un filo di voce, come se avesse timore di farsi vedere. Si siede, apre il diario e si mette a disegnare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove hai fatto le medie?\u201d, chiede Giacomo, tanto per rompere il ghiaccio mentre l\u2019aula si sta progressivamente riempiendo di altri studenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo risponde a monosillabi anche alle domande successive, fintanto che non entra l\u2019insegnante. Al cambio dell\u2019ora Giacomo si alza, alcuni stanno facendo gruppo e lui si avvicina, per conoscerli. Matteo invece resta seduto al banco, continua a disegnare sul diario. Il Giorno dopo quando Giacomo entra nell\u2019aula lo trova seduto su un altro banco, si \u00e8 spostato nell\u2019ultima fila,&nbsp; nell\u2019angolo opposto alla cattedra. Giacomo lo guarda. Non ce l\u2019ha con lui, semplicemente gli dispiace; Matteo \u00e8&nbsp; timido,&nbsp; come suo fratello pi\u00f9 piccolo; hanno anche lo stesso nome. E\u2019 timido nonostante sia alto e robusto. Uno come lui non dovrebbe avere timore mentre sembra proprio che la vicinanza con gli altri lo metta a disagio. Giacomo invece sembra pi\u00f9 piccolo della sua et\u00e0, ma certe cose le ha capite, sa che se ti metti in disparte perch\u00e9 ti senti insicuro e vorresti non farti vedere da nessuno, finisci inevitabilmente per ottenere l\u2019effetto contrario. Certe cose le ha capite senza che nessuno gliele spiegasse e ha imparato a vincere la propria timidezza cercando di stare nei gruppi, a fare lo spiritoso quando c\u2019\u00e8 da ridere; a parlare seriamente quando c\u2019\u00e8 la situazione giusta. E\u2019 cos\u00ec che finisce con l\u2019essere rispettato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che ha quello?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuello? E\u2019 stupido\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, \u00e8 timido e riservato\u201d. Giacomo difende Matteo. Gli dispiace che abbiano cominciato a prenderlo di mira e vorrebbe aiutarlo, ma \u00e8 difficile farlo con chi non vuole essere aiutato. O non ci riesce. Capisce che se Matteo continua a starsene da solo prima o poi diventer\u00e0 il bersaglio degli altri, anche se la sua stazza fisica al momento la protegge, non sar\u00e0 per sempre. Lo ha visto alle medie. Il gruppo finisce per essere sempre pi\u00f9 forte. Matteo \u00e8 introverso, alle interrogazioni va nel pallone e spesso e alle prime difficolt\u00e0 si blocca, negli scritti invece \u00e8 molto bravo. Dopo gli iniziali spostamenti all\u2019interno dell\u2019aula \u00e8 diventato compagno di banco di Giacomo, si pu\u00f2 dire che sia il suo unico amico. Matteo \u00e8 bravo anche a disegnare, poco alla volta fa vedere i suoi disegni a Giacomo. Qualche volta glieli commenta:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa ragazza sta all\u2019ombra del muro, perch\u00e9 l\u2019ombra protegge, permette di vedere senza essere visti\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQualche volta sembra che anche tu preferiresti essere invisibile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe fosse possibile si. mi basterebbe vivere sempre nell\u2019ombra. Mi piace, mi ci sento bene, non c\u2019\u00e8 nessuno che ti mette pressione&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa non ti manca lo stare con gli altri?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, mi procura solo ansia\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenti idiota\u201d, Tommaso interrompe il loro dialogo, \u201coggi ci mettiamo nel banco davanti al tuo e ci passi il compito di matematica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era da aspettarselo che prima o poi sarebbe successo, pensa Giacomo mordendosi le labbra per non rispondere a tono. Ha i lineamenti del volto contratti dalla rabbia, se fosse abbastanza forte andrebbe allo scontro. Guarda Matteo, come se sperasse una sua reazione, invece lui sta a testa bassa, come se non avesse sentito o tacesse per dare il proprio assenso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai capito?\u201d incalza l\u2019altro. I compagni hanno fatto capannello attorno, c\u2019\u00e8 anche la ragazza con i capelli neri raccolti in una coda, quella che&nbsp; piace a Matteo, anche se nessuno lo sa. E nessuno pu\u00f2 saperlo perch\u00e9 Matteo non farebbe mai nulla che potesse rivelare il proprio interesse, per\u00f2 di soccombere anche in quel momento non pu\u00f2, perderebbe ogni possibilit\u00e0 futura, anche se del tutto remota.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo\u201d, riesce a rispondere con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa hai detto idiota?\u201d replica l\u2019altro chinandosi minaccioso verso di lui<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo\u201d, questa volta la voce \u00e8 pi\u00f9 chiara, Matteo ha sollevato la testa anche se evita di affrontare lo sguardo del compagno. C\u2019\u00e8 silenzio, tutti attendono che accada qualcosa. Tommaso \u00e8 un prepotente, da un momento all\u2019altro partir\u00e0 all\u2019attacco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno ragazzi, che ci fate tutti in piedi? a posto, forza che abbiamo solo un\u2019ora per la verifica\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;insegnante di matematica \u00e8 entrata, tutti tornano ai loro posti, Tommaso fissa Matteo per avvertirlo che non \u00e8 finita l\u00ec e che sicuramente lo aspetter\u00e0 all\u2019uscita. Giacomo \u00e8 sollevato, per la prima volta Matteo non ha ceduto. Anche lui non sopporta quei tre. Matteo ha il fisico per difendersi, e nessuno, all\u2019infuori di lui sa che fa karate. Se volesse potrebbe suonarle a tutti, se solo non fosse cos\u00ec inibito, sarebbe la volta buona che Tommaso e i suoi amichetti la finirebbero di fare i prepotenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Suona la campanella, Matteo raccoglie libro e quaderno dentro lo zaino, esce per ultimo dall\u2019aula. Si ripete che deve restare calmo, che non succeder\u00e0 nulla e che ad attenderlo non ci sar\u00e0 nessuno. Arriva all\u2019ingresso e sente che ha la maglia bagnata di sudore, vede Tommaso e gli altri che lo stanno aspettando, insieme a loro c\u2019\u00e8 il resto della classe, quasi tutti. Si ripete di stare calmo ma qualcosa dentro di lui sfugge al controllo e inizia a correre, sa che non dovrebbe farlo, ma non ce la fa a comandare il suo corpo, come quando non riesce ad andare avanti alle interrogazioni, come quando resta muto di fronte alle prevaricazioni. Corre. La fermata dell\u2019autobus \u00e8 ancora lontana, ma ogni secondo che passa diventa pi\u00f9 vicina.&nbsp; &#8211; Se la raggiungo sono salvo &#8211; pensa. Qualcosa mi colpisce. La gamba non trova pi\u00f9 l\u2019appoggio sul terreno. Cade in avanti. Con le mani cerca di proteggersi il volto,&nbsp; piomba a terra pesantemente. Lo zaino si apre. Libri e quaderni si sparpagliano davanti. Solleva la testa, confuso e dolorante. La prima cosa che vede \u00e8 la selva di gambe davanti alla faccia. Mi alza. Ci sono i suoi compagni di classe. Tommaso gli si \u00e8 piazzato davanti. Gli dice cose che non capisce, \u00e8 confuso. Si guarda attorno cercando una via d\u2019uscita. C\u2019\u00e8 anche la compagna di cui \u00e8 invaghito. Tommaso gli sputa in faccia, poi inizia a colpirlo. Si metto le braccia davanti alla faccia per ripararsi. \u201cAiuto, aiuto!\u201d. Il grido gli esce dalla bocca istintivamente. L\u2019altro si ferma. Si mette a ridere. Ridono tutti. Solo lui si vergogna e vorrebbe scomparire<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFai schifo, coniglio\u201d, dice Tommaso. Poi se ne va insieme agli altri. Si ritrova solo con Giacomo che lo aiuta a raccogliere le matite. I pantaloni si sono strappati all\u2019altezza delle ginocchia, esce sangue. Anche le mani sono graffiate, bruciano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 sei scappato, perch\u00e9 non hai reagito?\u201d chiede Giacomo amareggiato e deluso. \u201cPerch\u00e9 non ne sono capace\u201d, risponde Matteo, insolitamente con voce chiara. Inizia a piangere di rabbia \u201cNon mi riesce, mi blocco. Basta, domani non ci torno a scuola. Non ci torno pi\u00f9\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPensi che i tuoi te lo lasceranno fare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI miei sono gi\u00e0 abbastanza impegnati a litigare tra di loro per farlo anche con me\u201d Si ferma, stringe le labbra e scaglia un pugno su un cartello pubblicitario. Giacomo ha un sussulto. Un colpo forte, inaspettato. Non avrebbe immaginato tutta quella violenza dentro quel compagno cos\u00ec mite.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani Matteo non venne, e neppure nei giorni successivi. Giacomo seppe dagli insegnanti che si era ritirato e che avrebbe cambiato scuola. Non seppe pi\u00f9 nulla di lui se non verso i primi di giugno. Quella mattina avevano fatto sciopero ed era andato con i compagni di classe a fare un giro nel parco cittadino. Lo riconobbe, era seduto al chiosco con un ragazzo e una ragazza. Lo riconobbero anche gli altri e si diressero verso di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao idiota, che cazzo ci fai qui, ce lo hai chiesto il permesso?\u201d disse Tommaso. Nel corse dell\u2019anno si era tranquillizzato, solo alla vista di Matteo era ritornato il bullo di inizio scuola. Matteo si volt\u00f2 verso di loro. Anche lui aveva qualcosa di diverso, Giacomo lo not\u00f2 subito. La timidezza che ricordava sembrava del tutto scomparsa. Si alz\u00f2 in piedi e tutti capirono che stavolta Matteo non era disposto a subire. Fiss\u00f2 Tommaso con un sorriso appena accennato, come a dirgli che accettava la sfida.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa c\u2019\u00e8, idiota, ne vuoi ancora?\u201d. Tommaso ebbe giusto il tempo di finire la frase prima che un pugno lo colpisse dritto sulla bocca, e poi un altro allo zigomo e poi altri ancora mentre cadeva a terra. Tre colpi per mandarlo gi\u00f9, rannicchiato con le ginocchia al petto e il volto nascosto tra le braccia.&nbsp; Matteo cerc\u00f2 gli altri,&nbsp; questa volta abbassarono tutti gli occhi. Dopo qualche attimo aiutarono Tommaso a rialzarsi, Era dolorante, si tamponava il labbro spaccato con un kleenex, il sangue aveva sporcato camicia e pantaloni. Uno compagno gli pass\u00f2 il braccio attorno alla vita facendolo appoggiare alla spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVieni\u201d, disse, \u201candiamo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli altri lo seguirono. Giacomo invece rest\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome stai Giacomo?\u201d Disse infine Matteo quando gli altri si allontanarono, \u201cforse ho esagerato ma non doveva provocare, l\u2019aveva fatto fin troppo a scuola\u201d. Giacomo continu\u00f2 a stare in silenzio confrontando il Matteo che aveva conosciuto e quello che adesso stava davanti a lui. \u201cSiediti, prendi qualcosa da bere. Ragazzi, questo \u00e8 Giacomo, \u00e8 un amico. Ti va una birra?\u201d, aggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, grazie\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sul tavolo c\u2019erano diverse lattine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa stai facendo adesso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNiente, aspetto il prossimo anno per tornare a scuola. Ho deciso che andr\u00f2 al professionale\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9\u201d, si lasci\u00f2 sfuggire Giacomo<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho pi\u00f9 voglia di studiare come facevo prima. Sono cambiato\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPi\u00f9 che altro ha voglia di sballarsi\u201d, disse ridendo la ragazza seduta accanto che fino a quel momento era stata in silenzio intenta a rollarsi una sigaretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon darle retta Giacomo, non \u00e8 vero, dice cos\u00ec solo l\u2019altro giorno ho esagerato, ma \u00e8 stato un caso\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 perch\u00e9 non sai bere\u201d intervenne l\u2019altro ragazzo che era al tavolo, \u201cnon puoi iniziare con un negroni e poi passare alla birra. Con l\u2019alcol si deve andare in salita, i gradi devono aumentare. Se li fai scendere succede il casino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo ascoltava. Era vero, Matteo era cambiato. Sembrava sicuro di s\u00e9 e con la timidezza aveva perso anche la paura di confrontarsi con gli altri. Peccato che avesse deciso di non impegnarsi pi\u00f9 nello studio &#8211; pens\u00f2 Giacomo, Guard\u00f2 ancora le birre e la facilit\u00e0 con cui Matteo aveva finito la sua lattina e se ne aprisse una nuova. Stette con loro una decina di minuti e poi si conged\u00f2. Quando torn\u00f2 a casa cerc\u00f2 sul computer gli effetti dell\u2019alcol. Il suo primo interesse verso le dipendenze nacque proprio quel giorno. Un interesse che lo avrebbe accompagnato fino alla laurea in psicologia e alla richiesta di tirocinio in comunit\u00e0 terapeutica.<\/p>\n\n\n\n<p>Incontr\u00f2 nuovamente Matteo l\u2019anno dopo. Gli disse che non andava pi\u00f9 a scuola. Aveva abbandonato anche il professionale e a settembre avrebbe compiuto sedici anni. Preferiva cercarsi un lavoro. Prima di salutarsi Matteo gli chiese se aveva una sigaretta o qualche spicciolo. Sembrava stanco, affaticato. La baldanza della volta in cui aveva steso Tommaso sembrava del tutto scomparsa, lo osserv\u00f2 mentre si allontanava lungo la strada, solo.. Poi non lo vide pi\u00f9, o quantomeno anche se lo aveva incontrato non non era stato in grado di riconoscerlo. Aveva continuato a pensarci, di tanto in tanto. Matteo che aveva conosciuto sui banchi del liceo era un ragazzo buono, ed intelligente. A Matematica era uno dei primi della classe, eppure quelle capacit\u00e0 non erano state sufficienti a salvarlo. Forse non era ancora pronto ad incontrare il mondo, forse avrebbe avuto bisogno di stare ancora nell\u2019ombra.<\/p>\n\n\n\n<p>Al colloquio gli aveva parlato dell\u2019ombra. In fin dei conti Matteo aveva ragione, tutta la sua vita, o quasi, era stata vissuta nell\u2019ombra di qualcosa che riuscisse a nasconderlo. Sembrava ci fosse definitivamente riuscito.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da<strong> Daniele Mannini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCammino sempre dalla parte dell&#8217;ombra, perch\u00e9 non si sa mai. C&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che mi vede e questo non va bene. 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