{"id":4578,"date":"2024-09-16T12:18:13","date_gmt":"2024-09-16T10:18:13","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4578"},"modified":"2024-09-16T12:18:15","modified_gmt":"2024-09-16T10:18:15","slug":"ciascuno-ha-i-suoi-motivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4578","title":{"rendered":"Ciascuno ha i suoi motivi"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono uno che ha bevuto e si \u00e8 drogato per quasi un quarto di secolo. \u00c8 dura da accettare ma sono un alcolista e un tossicodipendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho deciso di scrivere su questi temi poich\u00e9 ritengo possa farmi maledettamente bene e non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso mentire a me stesso con carta e penna e forse qualcuno potrebbe trovare illuminanti le mie parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non necessariamente perch\u00e9 chi mi legger\u00e0, e spero per lui non sia cos\u00ec, potrebbe riconoscersi in qualcosa che dico o peggio averlo vissuto in prima persona, ma forse perch\u00e9 grazie a questo riuscir\u00e0 ad avere maggiori informazioni e un punto di vista pi\u00f9 ampio sulle dipendenze, su quello che nel concreto possono causare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella testa le metaforizzo un po&#8217; come la nebbia in campagna, fitta, in inverno. Neanche con il pi\u00f9 affilato dei coltelli le puoi tagliare. T\u2019impediscono di vedere cosa c&#8217;\u00e8 a un palmo dal naso. Con le sostanze le persone cambiano e la dipendenza ricade anche su chi ti sta accanto e ti sopporta, almeno fino a quando riesce.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi meglio di chi ha l&#8217;incredibile fortuna di averne viste, bevute e <em>pippate<\/em> di tutti i colori pu\u00f2 quindi raccontare della dipendenza usando la propria storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora cominciamo.<\/p>\n\n\n\n<p>In Franciacorta quando s\u2019imbottiglia il vino, un persistente profumo di mosto si diffonde nell&#8217;aria, viziata e torbida, dalle improvvisate cantine artigianali che ciascun contadino possiede. Molti usano metodi che si tramandano da generazioni, veri e propri segreti di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso \u00e8 pi\u00f9 quello che si beve nel mentre che quello che effettivamente finisce sotto vetro.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pratica un vero e proprio rito con vino, pane e salame.<\/p>\n\n\n\n<p>Se penso ai miei nonni non posso che ricordarli indaffarati con la canna di gomma in bocca, la stessa che usano per innaffiare l&#8217;orto, a gustarsi fino all&#8217;ultima goccia del prezioso liquido invece che farne bottiglie; bevono talmente tanto da scoppiare in risate inutili e fragorose, alquanto fuori luogo, prive di vero significato se non quello dell&#8217;euforia che il bere concede.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai miei occhi di bambino con uno spettro di autismo in sindrome di <em>Asperger<\/em>, abituato a starsene spesso in disparte e per i fatti suoi, paiono i personaggi di un quadro di Angelo Inganni. I salami pronti all&#8217;uso, appesi a improbabili trespoli, fatti con la legna tagliata nel bosco, protetti dai topi grazie a un massiccio uso dell&#8217;agrifoglio che occlude ogni via agli affamati esploratori, costituiscono lo sfondo del dipinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono il ritratto della gioia di vivere, della semplicit\u00e0 e dell&#8217;allegria. Con loro passo gli unici momenti spensierati e in compagnia della mia acerba esistenza. Sovente capita che diano anche a me acqua vino e zuccherino.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso e d&#8217;improvviso il clima per\u00f2 cambia. Ricordo tuttora i racconti sulla seconda guerra mondiale e i suoi orrori: si dice che bevendo ci si scordi delle cose brutte ma in realt\u00e0, se esageravano ed era una cosa assai frequente, parlavano per ore proprio di quello che avrebbero voluto dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono sempre chiesto il perch\u00e9, se si beve per dimenticare, quando si \u00e8 ubriachi succede tutto l&#8217;opposto e per di pi\u00f9 in modo distorto, senza la necessaria lucidit\u00e0 per analizzare ci\u00f2 che si ha in testa. Nessuno ha mai risposto a questo enigma. Forse ciascuno ha i suoi motivi per bere e forse quel liquido tanto amato ci conosce e sa quali sono i nostri dolori pi\u00f9 reconditi.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i nonni si ammalano di cirrosi epatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno materno vola in cielo quando ho solo cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altro, costretto a sottoporsi alla dialisi per pi\u00f9 di vent&#8217;anni, non \u00e8 pi\u00f9 la stessa persona, qualche goccetto di nascosto se lo concede ancora nonostante la salute precaria, certo niente di paragonabile a prima, ma fino alla fine non chiude i rapporti con quella brutta bestia che \u00e8 l&#8217;alcol. Il suo ultimo desiderio \u00e8 un bicchiere di vino bianco.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia infanzia \u00e8 complicata e io lo sono pi\u00f9 di lei. Non capisco quello che di buono ho attorno. Ho i paraocchi, da sempre mi definisco un\u2019autodidatta, di che materia non l\u2019ho ancora capito.<\/p>\n\n\n\n<p>Cresco, e con il tempo la situazione relazionale peggiora. Vengo preso in giro e messo da parte, in qualsiasi contesto e ambiente. \u00c8 sempre la solita solfa ogni cosa io faccia. Non mi piaccio affatto. Non sono l&#8217;adolescente spensierato che vorrei e le cose sono destinate a peggiorare e, incredibilmente, di molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i giorni mi alzo alle cinque del mattino, mi preparo per andare a piedi a prendere l&#8217;autobus che dopo pi\u00f9 di un&#8217;ora di strada mi porta a scuola in citt\u00e0. Durante il tragitto che dalla campagna conduce alla civilt\u00e0, me ne sto seduto a fantasticare nel mondo parallelo che mi sono creato e che costituisce un sicuro rifugio dalla presunta cattiveria altrui e dalle mie paradossali paure.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto a destinazione mi dirigo verso l&#8217;istituto tecnico che frequento, testa bassa e passo veloce, come tutti i giorni, stessa strada, stesse cose. Conosco a memoria i cartelli stradali, i tombini, ogni buca dell&#8217;asfalto e mi diverto a memorizzare le targhe delle automobili parcheggiate, sfidando la mia memoria a ricordarne i numeri e abbinando modello e colore del mezzo da lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>A quell&#8217;epoca gli smartphone non erano ancora nemmeno nei sogni pi\u00f9 segreti di Steve Jobs e della sua mela, bisognava ingegnarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno piove, adoro la pioggia che cade, amo sentirne le gocce sul viso, sa di romantico. Il percorso non \u00e8 breve e a un tratto vengo raggiunto da una compagna di scuola ripetente che spesso si prende gioco di me. Da qualche tempo ho una cotta per lei ma non ho di certo il coraggio di dirglielo. Gi\u00e0 salutare una ragazza e trattare argomenti banali \u00e8 per me impresa paragonabile a scalare l&#8217;Everest in solitaria, in inverno e a piedi nudi, figuriamoci parlare di innamoramento o amore, dichiararmi poi \u00e8 impresa impossibile!<\/p>\n\n\n\n<p>Sta il fatto che con suadente gentilezza e con la scusa di preparare insieme il difficile compito in classe che, di l\u00ec a poco, ci sarebbe stato mi convince ad andare a casa sua. Non credo alle mie orecchie e agli occhi da tanto \u00e8 bella: accetto stracolmo di felicit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 arrivato il tempo della riscossa, \u00e8 giunto il momento di dare un bel calcio nel sedere alla sfiga!<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati, neanche me ne accorgo che me la ritrovo sopra a cavalcioni sul divano. Pare una mantide che sbrana la sua preda. Estremamente squallido. Divento uomo senza neppure dare il primo bacio. Mi aspetto parole dolci, complicit\u00e0, tenerezza e carezze. Niente di tutto ci\u00f2. Appena finito si riveste in fretta e furia, borbotta frasi sul chi le manca ancora da portarsi a letto, o meglio sul divano, per completare la sua collezione. Comprendo che sono di troppo e velocemente raggiungo l&#8217;uscio che si chiude dietro alle mie spalle, sospinto dalla ragazza, e che fa un rumore cupo quasi a mandarmi a quel paese pure lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Impiego il resto della mattinata per raggiungere la stazione. Vi arrivo bagnato dalla testa ai piedi, mi sento un cuore infranto, abbandonato e inzuppato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripensandoci oggi mi faccio tenerezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul pullman il volto si riflette sui vetri, con le dita della mano ne seguo i solchi, quasi a volermi accertare che sono ancora io.&nbsp; \u00c8 il viso di uno sciocco, di un fessacchiotto per il quale \u00e8 giunta l&#8217;ora di fare qualcosa per darsi una mossa e cambiare la sua vita. Sento che nessuno mi vuole bene, a cominciare dai miei genitori sempre indaffarati in improbabili iniziative economiche intraprese senza la necessaria lungimiranza e facendo il passo pi\u00f9 lungo della gamba. In casa non si vedono praticamente mai e quando ci sono litigano in continuazione e alzano, oltre alle mani, pure il gomito.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono figlio unico, ai miei occhi tutto \u00e8 un disastro. Ovunque guardo vedo unicamente nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si aprono le portiere corro a cercare riparo sotto l&#8217;albero vicino alla fermata, l\u2019acqua viene trattenuta da enormi foglie che paiono delle grondaie, almeno fino al punto in cui il peso diventa eccessivo e un getto che pare un fiume in piena mi colpisce in testa. Mi sento solo come non mai, mi scoppia la testa con tutti quei pensieri. Sono sempre pi\u00f9 fradicio.<\/p>\n\n\n\n<p>Recupero forza e coraggio per dirigermi a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo \u00e8 buio e la pioggia cade a catinelle, quasi a farmi ulteriore male, anche lei. In casa fa un gran <em>freddo cane,<\/em> nulla \u00e8 pronto da mangiare e non trovo neanche i vestiti per cambiarmi. Sono solo, sempre pi\u00f9 solo. Sono la vittima del mondo intero! Voglio solo essere felice!<\/p>\n\n\n\n<p>Passa un lungometraggio nella testa, non \u00e8 una prima visione: vedo i nonni giulivi che ridono in cantina in mezzo alle damigiane. Annuso l&#8217;aria, cerco gli odori di allora, arriva una scossa improvvisa, mi metto a tremare. Corro verso la vetrinetta dove mamma e pap\u00e0 tengono gli alcolici e senza pensarci un istante prendo la prima bottiglia che trovo e in pochi sorsi me la scolo tutta. In quel momento succede qualcosa. D&#8217;improvviso la testa si svuota e sento un gran caldo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Eureka,<\/em> sono libero! Inizio a ridere a crepapelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho finalmente trovato il sistema per essere felice, alla faccia di quegli stolti dei nonni che probabilmente non bevevano a sufficienza oppure il vino non aveva la gradazione necessaria per distoglierli dai deliri sulla guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ubriaco e novello scienziato, formulo una delle mie tantissime improbabili teorie che in seguito scoprir\u00f2 errate, un po&#8217; come per chi scopre l&#8217;acqua calda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cBere, bere e ancora bere, se hai dei dubbi bevi di pi\u00f9!\u201d.<\/em> \u00c8 il mio primo postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento la mia vita cambia radicalmente. Nella mia testa fa breccia la trasgressione verso una <em>medicina<\/em> che pu\u00f2 curarmi. A volte mi piace dirmi e pensare che senza quella disavventura amorosa non avrei iniziato a usare alcol. Non ne sono sicuro al cento per cento e magari, anzi sicuramente, anche questa \u00e8 l&#8217;ennesima scusa. Forse alla prima difficolt\u00e0 l&#8217;avrei fatto comunque, ero debole e nessuno mi aveva spiegato cosa significa affrontare i problemi, valutare nel giusto modo le situazioni e trovare soluzioni. Non ero bravo a chiedere aiuto, non era nelle mie corde e forse sapevo che nessuno mi avrebbe teso la mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorro il tempo a farmi assurdi e drammatici film mentali in cui mi ci butto a capofitto. I goccetti diventano la quotidianit\u00e0, ho una soglia di tolleranza altissima, dovuta come scoprir\u00f2 poi a una <em>preziosa<\/em> disfunzione epatica. Si, ma non basta! Posso bermi tutto quello che trovo, ma esco da casa solo per andare a scuola, cos\u00ec non va!<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio una vita sociale come i miei coetanei!<\/p>\n\n\n\n<p>Inizio a consultare testi sulle droghe, partorisco un&#8217;altra teoria dell&#8217;acqua calda. Decido di curarmi associando l&#8217;uso dell\u2019alcol ad una sostanza stupefacente tipo anfetamina, cocaina o eroina.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un&#8217;approfondita analisi empirica ho la convinzione che mi ci vuole la polverina bianca. <em>\u201cInsieme all\u2019alcol si deve assumere cocaina\u201d. <\/em>\u00c8 il mio secondo postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so per\u00f2 come ottenerla, in campagna crescono tante cose sugli alberi: frutta, verdura, gente che non si fa gli affari suoi, ma quella no. Metto temporaneamente da parte la mia idea.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, un compagno di classe della nuova scuola pi\u00f9 vicina a casa, in cui mi sono da poco trasferito per alzarmi meno presto la mattina, passa da casa a domandare aiuto per fare i compiti. Sono sempre stato fortunato con i compagni di classe che mi chiedono aiuto. Beviamo e poi mi offre della cocaina. Immediatamente la sniffo. Ho studiato l&#8217;argomento e sicuramente non avr\u00f2 problemi a gestirla. Mica sono un debole o un babbeo come gli altri. Posso smettere quando voglio. Non diventer\u00f2 mai un drogato. Sono forte io.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSe sei forte, \u00e8 possibile gestire e pianificare l\u2019assunzione di droga\u201d. <\/em>\u00c8 il mio terzo postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Perfetto si comincia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sbronzo e stupefatto, quasi butto gi\u00f9 il cancello di casa per la foga dell&#8217;uscire e andare in paese. Immagino in cinque minuti di conoscere migliaia di ragazzi e ragazze in un borgo con non pi\u00f9 di quattromila anime. Giro da solo a vuoto per ore e poi soddisfatto, non si sa di che, rincaso. Eh gi\u00e0, le sostanze hanno il pregio di non far vedere bene la realt\u00e0 e ti aiutano a costruirne una tutta tua. Come per l&#8217;alcol l&#8217;assunzione della sostanza diventa praticamente subito compulsiva. Ora chi mi ferma pi\u00f9?! Sono un supereroe!<\/p>\n\n\n\n<p>E giacch\u00e9 la fortuna non \u00e8 mai troppa, a breve i miei genitori si separano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono da poco maggiorenne, decidono che posso vivere da solo, nella grande casa che hanno appena acquistato, ovviamente tramite un grosso mutuo intestato a me, con una rata mensile che neanche se lavoro sei mesi posso anche solo sognare di onorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dettaglio non da poco, ho ancora l&#8217;ultimo anno della scuola superiore da terminare, sono pieno di debiti per delle altre firme fatte a garanzia dei lungimiranti investimenti dei miei, che rapidamente si dimostrano catastrofici, non ho soldi in tasca e, <em>dulcis in fundo<\/em>,bevo e mi drogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Passo le mie giornate fra scuola, ufficio di famiglia dove sbarco il lunario di rinfa e di ranfa, gli specchietti imbiancati e i mille vuoti sparsi per casa. Per fortuna non esiste ancora la raccolta differenziata del vetro nel comune dove abito, altrimenti dovrebbero mettermi fuori casa una campana verde cos\u00ec grande che non riuscirei pi\u00f9 a vedere il sole dalle finestre e dovrei anche pagare le tasse per l\u2019occupazione del suolo pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>M\u2019ingegno, in modo non sempre legalissimo, cos\u00ec che i soldi non manchino. Ottengo il diploma e poi m\u2019iscrivo all&#8217;universit\u00e0. Passo il tempo nelle enoteche vicine alla facolt\u00e0 o nei bagni dell&#8217;ateneo a vomitare e sniffare. Anzich\u00e9, anche solo lontanamente, pensare di laurearmi, fra un Erasmus e l&#8217;altro, nei successivi sette autunni scopro nuove realt\u00e0, alcoliche e stupefacenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un bel ragazzo e grazie alle sostanze sono assai disinibito, saltare da un letto all&#8217;altro, senza la bench\u00e9 minima precauzione, diventa una pericolosa abitudine quasi a voler far pagare a tutte le donne quello che il primo amore ha fatto passare a me.<\/p>\n\n\n\n<p>I rapporti con i miei genitori sono disastrosi e non \u00e8 di certo solo colpa loro. Quando ci incontriamo tutti e tre, la stanza diventa satura delle esalazioni di alcol provenienti dai nostri fiati, veniamo spesso alle mani e volano parole grosse che una volta dette \u00e8 difficile dimenticare. Pap\u00e0 beve, mamma pure, entrambi non scherzano con la bottiglia in mano. Stanno perdendo tutto. Non riesco a mettermi nei loro panni. \u00c8 inutile negare che la cosa non mi dispiace per niente. Ecco la mia vendetta: farmi ancora di pi\u00f9, alla faccia di tutti e due!<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziano le nottate in discoteca e nei locali alla moda, il mal di testa, le emorroidi grandi come noci, le pisciate con il culo alla mattina, il bruciore perenne allo stomaco tanto da vomitare cos\u00ec forte che il pavimento sotto il water pare bucarsi. Il fegato \u00e8 talmente grosso che vorrebbe saltare fuori dal corpo per prendermi a calci prima di chiedere asilo politico presso la sede di una ditta di acque minerali. Poi tutto passa, tranne il tremore alle mani che per\u00f2 non mi fa mai cadere il bicchiere o la bottiglia mentre la scolo. Nessuno mi pu\u00f2 fare delle osservazioni, sono cos\u00ec e basta! Il mondo mi odia e questo \u00e8 il mio sedativo! Vadano tutti affanculo, sono io la vittima. Di quale carnefice non lo so.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso i ventitr\u00e9 anni rivedo, per caso, una vecchia compagna delle scuole medie e questa volta non mi chiede di fare i compiti bens\u00ec di sposarla. Dopo allora, visti i trascorsi, evito come la peste i vecchi compagni di scuola perch\u00e9 non si sa mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque cedo ma gi\u00e0 durante il fidanzamento sono un disastro. Racconto bugie in continuazione per assentarmi e nell&#8217;intimit\u00e0 lasciamo perdere. Passo l&#8217;addio al celibato a vomitare alcol dal finestrino dell&#8217;auto e se metto dentro la testa \u00e8 solo per la mia amante bianca. Nel giorno del matrimonio nulla da segnalare, alcol e droga presenti, addirittura prima di entrare in chiesa. Viaggio di nozze <em>idem con patate<\/em>. Sono proprio il marito ideale, quello che non c&#8217;\u00e8 mai e che se c&#8217;\u00e8 sta in piedi tutta la notte e la mattina devi stare attenta a scavalcare i vuoti che non ha l&#8217;accortezza di nascondere dietro al divano. Non c&#8217;\u00e8 amore ma nessuno fa il primo passo, le sostanze fanno in modo che tutto mi scivoli via. M\u2019importa solo di me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quattro anni una mattina trovo mia madre ormai alcolista e tossicodipendente, che abita nella casa di fronte, quella che ho lasciato libera dopo il matrimonio e ancora da pagare, impiccata al balcone di casa. \u00c8 morta nel cuore della notte, <em>da sola come un cane<\/em> ed \u00e8 gi\u00e0 fredda, aveva quasi quarantanove anni. Nessuno dei vicini l&#8217;ha sentita urlare. Penzola con la catena, pare un pendolo che ipnotizza il mio sguardo. La sera prima continuava a chiamarmi sul cellulare ma non volevo risponderle perch\u00e9 stavo soddisfacendo le mie buone abitudini e non avevo tempo per lei e le sue <em>rotture di scatole<\/em>. Il biglietto che scrive prime di quel gesto non lascia spazio a dubbi: mi accusa di averla abbandonata. E io allora accuso mia moglie di avermi messo contro mia madre. Tutti accusano tutti ma nessuno accusa i veri colpevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un brutto colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Divorzio e scappo con la cugina, a malapena maggiorenne, della mia ormai ex moglie: l\u2019unico obiettivo \u00e8 fare un dispetto alla famiglia della mia compagna. La storiella dura da Natale a Santo Stefano come la maggior parte delle cose che faccio, vivo di una superficialit\u00e0 sconvolgente, non affronto le cose e mi volto sempre dall&#8217;altra parte, l&#8217;importante \u00e8 avere il sacchettino pieno e la cantina fornita, la mia vita va a rotoli e non solo non faccio niente ma neanche me ne accorgo.<\/p>\n\n\n\n<p>Smetto di lavorare e torno nella casa della tragedia. A pagarla penser\u00f2 poi, o meglio, mai. Una scelta che non ho mai compreso, fino in fondo, date le disponibilit\u00e0 economiche dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno si presenta mio padre, con i suoi ultimi tre euro in tasca; \u00e8 mezzogiorno e ho parecchi perdigiorno miei simili che bazzicano fatti e bevuti, seduti attorno a una grande tavola imbandita: messe in piedi e in fila, tutte le bottiglie arrivano sicuramente a sei o sette metri. Con assoluta tranquillit\u00e0 e senza farsi troppe domande, si unisce al carrozzone. A scrocco, mangia e beve come un forsennato.<\/p>\n\n\n\n<p>In cuor mio sono contento di rivederlo: siamo soli entrambi e magari potremmo recuperare il nostro rapporto. Ho gi\u00e0 perso la mamma, vorrei che stavolta andasse diversamente; abbiamo tante belle cose in comune, tipo la voglia di lavorare e l&#8217;amore per la bottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno lui non si droga, anzi odia che io lo faccia e in continuazione mi fa la morale che io prontamente rimando al mittente: <em>\u201cQui comando io! Se non ti sta bene la porta \u00e8 quella, sono io che finanzio tutto quanto, quindi o accetti o te ne vai. Se viviamo nel lusso \u00e8 solo grazie a me. Fosse per te\u2026\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La mia vendetta \u00e8 compiuta: ogni pretesto \u00e8 valido per ricordargli il fallimento che \u00e8 stato, \u00e8 e probabilmente sar\u00e0. E come godo quando mi grida in faccia che sono un tossico e io lo mando <em>a quel paese<\/em> sapendo che non pu\u00f2 fare nient&#8217;altro che subire.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso vado in giro per il mondo con qualche amico o amica. Praticamente \u00e8 come non muoversi mai da casa. Giunto a destinazione corro a chiudermi, o in un bungalow o in una stanza d&#8217;albergo, a consumare alcol e sostanze; viaggio sempre con un bagaglio molto leggero, a me non servono abiti e scarpe, mi bastano liquori e droga.&nbsp; E quando torno sono pi\u00f9 pallido di prima, vado ai tropici e sembro un cadavere, neanche fossi stato sei mesi a Barrow in Alaska, avrei quel colore. Altro bel modo di spendere i propri soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tantissimo tempo libero continuo a cercare la donna giusta. Non ho la minima idea di quello che cerco: esco e m\u2019innamoro ogni cinque minuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo l&#8217;imbarazzo a volte quando la mattina in motel neanche ricordavo chi ero, quello che avevo fatto la notte appena finita e chi fosse quella accanto. Certo che le sostanze ne hanno proprio tanti di pregi: ti fanno dimenticare tutte le <em>cazzate<\/em> che fai!<\/p>\n\n\n\n<p>Suona il primo campanello d\u2019allarme. Ho un infarto ma mi riprendo in fretta, fuggo ai successivi controlli medici. Mi sento immortale.<\/p>\n\n\n\n<p>A un certo punto, mi risposo con una bellissima ragazza che \u00e8 la donna perfetta per me: beve, si droga e si disinteressa di tutto. Abbiamo moltissimi argomenti su cui parlare ma siamo sempre cos\u00ec fatti da far fatica ad aprire la bocca. Stiamo muti per quasi tre anni.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia finisce quando ho un nuovo infarto, molto pi\u00f9 forte del precedente, dovuto a un\u2019overdose di cocaina ed eroina che mi manda in coma. Al risveglio lei non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. Pazienza, morto un papa se ne fa un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio spallucce e una volta dimesso torno a casa mia. Prima per\u00f2 passo dal bar e dallo spacciatore. Non voglio che il cuore si abitui troppo bene.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono anni di delirio. Penso che il mondo giri attorno a me. Non trovo nemmeno le parole per descrivere ci\u00f2 che ho visto e fatto, anche in compagnia di mio padre, o forse vorrei solo dimenticare e ricominciare da zero.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi inaspettatamente pap\u00e0 a cinquantasei anni, quindi ancora giovane, si ammala e d&#8217;improvviso muore, a distanza di sette primavere dalla mamma. Ci lasciamo con un sacco di cose da dirci e almeno in questa vita non potremo pi\u00f9 farlo, complice anche la mia decisione di nascondergli la malattia. &nbsp;Da sempre sono egoista e decido io anche per gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un\u2019altra brutta batosta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma me ne importa davvero?<\/p>\n\n\n\n<p>Io, se sto male, so come curarmi, non mi serve andare da costosi psicologi, ho i miei vizi a farmi compagnia e con loro passa tutto. Qualsiasi cosa, anche le peggiori, scivolano via.<\/p>\n\n\n\n<p><em>The show must go on<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono al centro delle malelingue e dei pettegolezzi del paesello, mi guardano tutti di traverso. Ne combino di tutti i colori. Mi nutro di invidie e gelosie; la cattiveria degli altri ora \u00e8 per me linfa vitale, mi sento figo.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano alcuni guai giudiziari, ma non mi preoccupo perch\u00e8 tanto in Italia non si va in galera per queste cose, altra teoria dell&#8217;acqua calda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>La giustizia non funziona e per i reati fiscali non si va in prigione<\/em>\u201d. \u00c8 il mio quarto postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, non si andr\u00e0 in carcere per\u00f2 pu\u00f2 succedere che lo Stato qualche confisca la faccia. A me naturalmente capita e non \u00e8 per sfortuna. Porgo tanti saluti a quella casa mai pagata, se la prendono e mi trasferisco nel paese accanto. Adesso sono io che mi ritrovo con tre euro in tasca, proprio come mio padre qualche anno prima: il destino a volte \u00e8 proprio beffardo!<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho da mangiare, luce e gas sono staccati, ma a me interessa solo riuscire a reperire due cose: l\u2019alcol, mi accontento anche di quello che costa meno, e la sostanza: mica posso restare senza i superpoteri, proprio ora no!<\/p>\n\n\n\n<p>Il tribunale poco dopo dichiara pure il fallimento di un paio di mie aziende. Ovviamente festeggio l&#8217;evento alla mia maniera anzich\u00e9 andare a cercare un buon avvocato. Oramai dormo al massimo un paio d&#8217;ore ogni quarantotto, ho due occhiaie che neanche i panda giganti possono vantare, a volte saltello perch\u00e9 non riesco nemmeno pi\u00f9 a camminare talmente sono sotto effetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa assurda \u00e8 che per me tutto \u00e8 normale, mi sento come tutti gli altri, ammiro me stesso per riuscire a prendere questa vita senza paura, con il naso imbiancato e l&#8217;alito che sa di vino.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizio ad avere anche allucinazioni e psicosi, addirittura in tre dimensioni o anche pi\u00f9. Vengo ricoverato per un\u2019intossicazione acuta di alcol e cocaina. Scappo dalla psichiatria dell\u2019ospedale appena posso. Mi consigliano di rivolgermi ai servizi per il trattamento delle dipendenze ma ovviamente sono convinto di non averne bisogno, che ci vadano loro! Gli attacchi di panico cos\u00ec come gli accessi ai vari pronto soccorsodiventano il pane quotidiano; non tiro il freno a mano, preferisco convivere con le visioni con le quali addirittura parlo e instauro un rapporto amichevole. Sono cos\u00ec e basta, posso gestire tutto. Ricordate il terzo postulato: io sono forte.<\/p>\n\n\n\n<p>Incurante dei guai con la giustizia, non immaginando che poi sarebbero diventati un problema reale, proseguo nella mia deviata quotidianit\u00e0. A volte non so nemmeno che giorno della settimana sia.<\/p>\n\n\n\n<p>In un agriturismo conosco quella che diventa la madre del mio unico figlio. Dopo poche uscite rimane incinta. Diventare padre \u00e8 una cosa che ti cambia la vita e che pu\u00f2 veramente spronarti e farti cambiare ma ahim\u00e8 per me non \u00e8 cos\u00ec. Prendo la cosa con troppa superficialit\u00e0 e leggerezza, nonostante intuisca sia la cosa pi\u00f9 bella che mi sia mai capitata. Anche il quel caso la storia sentimentale dura quanto la neve a ferragosto e me ne vado pochi mesi dopo il parto; ho almeno il buon senso di cercare di mantenere strettissimi rapporti con la mia ex convivente per non perdere mio figlio. Mi sa che anche l\u00ec teorizzo sull&#8217;acqua calda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSi pu\u00f2 essere sia un buon padre a distanza e a tempo parziale sia un alcolizzato tossicodipendente\u201d. <\/em>\u00c8 il mio quinto postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nemmeno per un secondo considero di smettere, non mi metto mai in discussione. Organizzo la giornata tentando di gestire queste cose tutte insieme: porto mio figlio al parco con il passeggino a una velocit\u00e0 assurda neanche fossi un centometrista, all&#8217;asilo sono il pap\u00e0 pi\u00f9 veloce del west. La frenesia del voler fare mille cose e tutte in una volta \u00e8 impressionante. Non mi godo pienamente neppure un istante di quei momenti. Continuamente compero a mio figlio ogni sorta di giocattolo quasi a voler inconsciamente compensare quello che non riesco a dare. Sono spessissimo con lui, ma mentalmente abito sulla luna, a migliaia di sballi di distanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, a distanza di tanti anni, mi ripeto sempre che quel tempo avrebbe potuto e dovuto essere usato meglio!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo a noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Passo da una teoria sbagliata all&#8217;altra, mi convinco ulteriormente che anche i reati possono essere pianificati con un rischio pi\u00f9 che accettabile, dato che comunque in Italia non si va mai in carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Si pu\u00f2 programmare la commissione di reati e farla franca, esiste il disegno criminoso impunibile\u201d. <\/em>\u00c8 il mio sesto postulato.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste azioni mi permettono di avere disponibilit\u00e0 economiche, vizi soddisfatti e il maggior tempomalatolibero possibile per fare il pap\u00e0 anche se la mia prima casa restano i bar e le osterie.<\/p>\n\n\n\n<p>Creo un mondo perfetto ad hoc per me. Sono bravo. Mi faccio i complimenti da solo, mi sento un genio. Non capisco proprio quelli che lavorano quattordici ore al giorno e non arrivano neanche al ventuno del mese, come cantava qualcuno. Certo, a volte la mattina, prima di andare a dormire, anche se solo per un secondo, mi guardo allo specchio e sinceramente me ne <em>dico di tutti i colori<\/em>, inizio pure a farmi le solite sopravvalutate e mai mantenute promesse, come che questa \u00e8 l&#8217;ultima volta e altre fesserie simili. Mi giustifico dicendomi che i momenti di debolezza possono capitare anche ai pi\u00f9 forti.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo passati sette inverni dalla morte di mio padre e giusto perch\u00e9 in Italia nessuno viene mai punito, vengo arrestato e portato in prigione, dove sono tuttora. &nbsp;Fino all\u2019ultimo secondo bevo e mi drogo, smetto non per mia volont\u00e0 ma perch\u00e9 sono obbligato a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma finalmente qualcosa dentro di me cambia. Conosco l\u2019astinenza, ritrovo un po\u2019 di lucidit\u00e0 e cos\u00ec chiedo finalmente aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono trascorse ormai altre sette estati, adesso ho quarantotto anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia, parla di lacrime amare, del fatto che ciascuno ha il proprio modo per voler bene agli altri, del capire che i problemi nella vita li hanno tutti, dello smetterla di autocommiserarsi e di vivere di rimpianti, dell\u2019imparare ad accettare che il tempo perduto non torner\u00e0 mai indietro e che con i sensi di colpa bisogna convivere, del guardarsi dentro, dello smettere di enunciare stupidi postulati e mettersi finalmente in discussione scendendo dal piedistallo, del riprendere a studiare e del voler finire a tutti i costi l\u2019universit\u00e0, del possibile cambiamento e di quanto desideri ora un abbraccio di mio figlio, anche adesso, proprio mentre scrivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ti ruber\u00f2 ulteriore tempo, chiuder\u00f2 qui e non ti dir\u00f2 altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono uno che ha bevuto e si \u00e8 drogato per quasi un quarto di secolo. \u00c8 dura da accettare ma sono un alcolista e un tossicodipendente. 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