{"id":4508,"date":"2024-08-16T15:17:38","date_gmt":"2024-08-16T13:17:38","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4508"},"modified":"2024-08-16T15:17:38","modified_gmt":"2024-08-16T13:17:38","slug":"storia-di-chiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4508","title":{"rendered":"Storia di Chiara"},"content":{"rendered":"\n<p>Loretta osservava piena di orgoglio l\u2019aula magna gremita di preadolescenti. Strano a dirsi, non si sentiva volare una mosca. L\u2019attenzione dei giovani era completamente assorbita nell\u2019ascolto di Gi\u00f2, giovane rappresentante dell\u2019associazione Alcolisti Anonimi che raccontava la sua brutta esperienza con gli alcolici. Per fortuna i suoi genitori si erano resi conto del pericolo che correva e con il supporto dei suoi insegnanti e dello psicologo scolastico lo avevano aiutato a venirne fuori. Ora Gi\u00f2 portava la sua esperienza nelle scuole superiori per convincere i ragazzi a non lasciarsi tentare dalla bottiglia. In quel momento stava snocciolando tutti i danni, fisici, psicologici e sociali che potevano derivare dall\u2019assunzione smodata di alcolici. Anche Loretta ascoltava, avidamente, per cogliere al volo qualche spunto interessante, utile a continuare il discorso in classe. Si era fatta in quattro per progettare quell\u2019incontro fra tutti i suoi alunni e l\u2019associazione, consapevole che l\u2019et\u00e0 dei suoi studenti era molto delicata e c\u2019era il rischio che qualcuno di loro, per combattere la solitudine e le preoccupazioni o per mostrarsi pi\u00f9 maturo di quanto in realt\u00e0 era cominciasse ad abusare dell\u2019alcol.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00f2 era quasi alla fine del suo discorso. \u201cRicordatevi ragazzi, gli ubriaconi non sono persone divertenti come ce li dipingono in alcuni film; un alcolista si rovina la vita e la salute, distrugge tutti i rapporti intorno a s\u00e9 compresi quelli coi familiari, \u00e8 destinato a rimanere solo. Non \u00e8 buffo, \u00e8 soltanto imbarazzante e sgradevole. Non fatevi ingannare dalle pubblicit\u00e0 degli alcolici, vi mostrano un mondo spensierato e felice che in realt\u00e0 nasconde falsit\u00e0 e pericoli. \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Con la coda dell\u2019occhio Loretta colse dei movimenti alla sua sinistra e cerc\u00f2 con cautela di capire di cosa si trattava. Alcuni giovani guardavano in direzione di un libro ostentatamente aperto a nascondere il viso di Chiara, un\u2019alunna di prima. I ragazzi si facevano dei cenni d\u2019intesa e poi scuotevano la testa come a dire che no, Chiara proprio non capiva nulla. Loretta si avvicin\u00f2 a Chiara senza dare nell\u2019occhio e vide che, dal suo nascondiglio non troppo segreto la ragazza si esibiva in una serie di smorfie e gestacci indirizzati a Gi\u00f2 ed ai compagni. Quando finalmente si accorse di lei, invece di smetterla alz\u00f2 gli occhi al cielo, moll\u00f2 il libro sul banco, si mise a scuotere le braccia sibilando: \u201cE basta con \u2018sta storia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNe riparliamo in classe\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBene, ci voleva anche il processo adesso. Imputata Chiara Maldini, alla sbarra!\u201d continu\u00f2 polemicamente la ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta era basita; la giovane che aveva davanti non era la stessa che conosceva da qualche mese, solare, arguta e ipercritica verso qualsiasi argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasci\u00f2 in sospeso la cosa e si avvicin\u00f2 a Gi\u00f2 che nel frattempo aveva terminato la conferenza. Lo ringrazi\u00f2 di cuore e lo salut\u00f2 strappandogli la promessa di un altro incontro, mentre gli studenti applaudivano con calore: Gi\u00f2 era una di quelle persone che sapevano trovare le parole giuste per arrivare all\u2019animo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornati in classe Loretta chiese spiegazioni alla sua alunna ma ottenne soltanto risposte evasive: l\u2019incontro era durato troppo,&nbsp; il relatore aveva continuato a ripetere le stesse cose,&nbsp; le dispiaceva aver perso la lezione di storia perch\u00e9 voleva approfondire alcuni argomenti per la verifica. Arriv\u00f2 perfino a chiederle: \u201cMa lei, prof, non perde mai la pazienza? A me \u00e8 capitato adesso, che posso farci?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Niente, come cercare di sfondare un muro con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>I compagni se ne stavano zitti ed era strano, proprio loro che erano abituati a discutere di tutto. Qualcuno faceva finta di niente e leggeva sul testo, altri si scambiavano cenni e ammiccamenti. Tutti sfuggivano lo sguardo di Loretta, come se avessero qualcosa da nascondere.<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che non se ne cavava un ragno dal buco lasci\u00f2 perdere la discussione e si dedic\u00f2 ad un breve ripasso degli ultimi argomenti di storia, in preparazione della verifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara and\u00f2 in bagno e Loretta approfitt\u00f2 di quel breve momento per chiedere: \u201cRagazzi, c\u2019\u00e8 qualcosa che dovrei sapere e non so?\u201d. Le rispose un silenzio profondo che le fece intuire di aver centrato il problema. \u201cNon dovete aver paura di essere giudicati come spie se confidate agli adulti i problemi di una compagna. In questo modo si pu\u00f2 cercare di aiutarla. Invece stare zitti \u00e8 un comportamento omertoso e i problemi possono soltanto aggravarsi. Pensateci bene e se avete qualcosa da dirmi, anche in privato, sono disponibile in qualsiasi momento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo era programmata la verifica di storia. Chiara era assente. I compagni, interpellati, dissero di non saperne niente; molti di loro per\u00f2 tenevano gli occhi bassi per evitare il suo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine delle lezioni Loretta raccolse le verifiche ed altro materiale e si avvi\u00f2 verso il parcheggio. Era molto pensierosa, sentiva che qualcosa non andava per il verso giusto ed era preoccupata per Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec la portiera posteriore dell\u2019auto e vi sistem\u00f2 fogli e libri di testo. Proprio in quel momento sent\u00ec gridare il suo nome e si raddrizz\u00f2 di scatto prendendosi una bella zuccata. Dall\u2019altra parte della macchina stava Robertone, un ragazzo che nell\u2019ultimo anno era cresciuto all\u2019infinito in tutte le dimensioni e per questo si era guadagnato quel soprannome.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe c\u2019\u00e8 Robbi?\u201d gli chiese massaggiandosi la nuca con cautela. \u201cVuoi farmi prendere un infarto? Hai dimenticato di darmi il compito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, no, son qui per Chiara. Sono giorni che ci penso. Ha ragione prof, non \u00e8 giusto stare zitti. Chiara io la conosco dalla materna, abitiamo nella stessa via. Siamo sempre stati amici per la pelle, alle medie addirittura abbiamo avuto una storia. Le voglio bene davvero sa? Per lei mi butterei nel fuoco. Poi un paio di anni fa suo padre \u00e8 finito in galera per una questione di droga, \u00e8 ancora dentro. La mamma per mandare avanti la baracca ha iniziato a fare la badante e spesso la notte nemmeno torna a casa. Nelle ultime settimane Chiara \u00e8 cambiata moltissimo. Prima noi della classe stavamo tutti insieme anche il pomeriggio; ci trovavamo per un giro in centro, per la pizza, per un gelato. Studiavamo insieme. Poi lei tramite la cugina ha fatto amicizia con alcuni ragazzi pi\u00f9 grandi, si \u00e8 addirittura messa con uno di loro. Da allora ci evita, ci prende in giro perch\u00e9 siamo <em>piccoli <\/em>e lei invece fa cose da <em>grande<\/em>: fuma, beve, sta fuori fino alle due o alle tre di notte. Si d\u00e0 pose da donna vissuta. Ieri sera l\u2019abbiamo incontrata dopo cena ed era gi\u00e0 mezza ubriaca, continuava a ridere e diceva un mucchio di sciocchezze. Forse per questo stamattina non \u00e8 venuta a scuola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie Robbi, hai fatto bene a dirmelo. Ti prometto che far\u00f2 di tutto per aiutarla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Robbi fece un sorriso debole, pi\u00f9 che altro una smorfia e quasi la supplic\u00f2: \u201cS\u00ec prof, la aiuti per favore! Lei \u00e8 l\u2019unica che pu\u00f2 fare qualcosa.\u201d e se ne and\u00f2 a grandi passi verso casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta si sedette al volante e chiuse gli occhi, immobile. Aveva bisogno di starsene un po\u2019 chiusa nel suo guscio per meditare su quanto aveva appena saputo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Viviamo ore e ore fianco a fianco ma questi ragazzi proprio non li conosciamo. Ci preoccupiamo soltanto di riempirli di nozioni. Non sappiamo nulla dei loro problemi, dei loro pensieri, delle loro emozioni. Come pu\u00f2 sentirsi una ragazzina quando va a trovare il padre in galera? Avr\u00e0 paura, la notte, quando la madre \u00e8 al lavoro ed \u00e8 sola?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Forse i suoi atteggiamenti ribelli sono una corazza per nascondere la sua insicurezza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cosa posso fare per lei? Bravo Robertone che me ne ha parlato, si vede che le vuole bene. Almeno pu\u00f2 contare su un amico sincero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Devo condividere tutto questo con i colleghi, insieme troveremo una strada. Da sola non posso fare nulla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si riscosse, mise in moto e se ne and\u00f2 a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo c\u2019era consiglio di classe con tutti i docenti. Loretta illustr\u00f2 ai colleghi la situazione e chiese consiglio sul da farsi, fiduciosa che insieme avrebbero trovare un modo per togliere la ragazza dai guai. Le cose non andarono proprio come aveva sperato. Alcuni commenti addirittura la lasciarono basita e delusa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh no! Ma scusa, Loretta, cosa pensi che possiamo farci noi se beve nel tempo extra scolastico? Mica beve a scuola, o s\u00ec? Se non si preoccupa sua madre chi ci deve pensare? Non possiamo sobbarcarci i problemi del mondo mi pare. Dai, andiamo avanti con l\u2019ordine del giorno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, io del padre lo sapevo, un bel tipo davvero. Questo dimostra che i frutti non cadono mai troppo lontano dagli alberi che li producono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A parte questi commenti allucinanti la maggioranza per fortuna si fece carico del problema, decidendo che bisognava informare la Dirigente Scolastica e la madre di Chiara e aumentare la vigilanza sui ragazzi per vedere come evolveva la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene. Alla fine, aveva raggiunto qualche risultato. Solo il fatto di aver condiviso questo peso la faceva sentire meglio. Quando fu a casa convoc\u00f2 la mamma di Chiara con una mail pregando in cuor suo che si presentasse all\u2019incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il marted\u00ec la donna arriv\u00f2 un po\u2019 in ritardo. \u201cMi scusi, \u2013 si giustific\u00f2 \u2013 l\u2019anziana che seguo non voleva lasciarmi andare. Si \u00e8 abituata alla mia presenza e vorrebbe che stessi con lei ogni minuto. Mi dica di Chiara; non mi aspettavo questa convocazione, \u00e8 successo qualcosa che non va?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e8 lei parlava Loretta la osservava: era una bella donna, vestita con gusto anche se in modo molto semplice e non alla moda; il viso somigliava molto a quello della figlia ma lo sguardo malinconico lasciava trapelare la stanchezza di una vita difficile e un po\u2019 di apprensione per sua figlia. Era ben consapevole che la loro situazione precaria la obbligava a lasciarle troppa libert\u00e0 ma \u2026 che altro poteva fare?<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec le espose i fatti nel modo pi\u00f9 gentile possibile, cercando di non farla sentire sotto accusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che raccontava per\u00f2 vedeva il suo volto cambiare e mettersi sulla difensiva, fino a che non la interruppe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, guardi che lei su Chiara si sbaglia di grosso. E\u2019 una ragazza pi\u00f9 matura della sua et\u00e0 con tutto quello che ha, che abbiamo passato; non farebbe mai una sciocchezza del genere. Il suo ragazzo, Jacopo, le vuole un bene dell\u2019anima e non la metterebbe mai in situazioni pericolose. Pensi che, dal momento che io mi devo spesso assentare la notte per fare assistenza ad una donna anziana e Chiara da sola ha paura, le ha regalato un cagnolino per farle coraggio e compagnia. Creda, ormai lo conosco bene; ha qualche anno pi\u00f9 di lei ed \u00e8 molto responsabile, quando \u00e8 con lui mi fido ciecamente. E anche le assenze si possono spiegare: quando sono fuori, come le dicevo, lei ha paura e fa fatica ad addormentarsi cos\u00ec la mattina \u00e8 stanca e la lascio dormire. Mi rendo conto che non la dovrei lasciare da sola di notte ma altrimenti non avrei da darle da mangiare. Sto cercando un nuovo lavoro che mi permetta di starle pi\u00f9 vicino e allora tutto si sistemer\u00e0, vedr\u00e0. Non c\u2019\u00e8 da preoccuparsi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e8 parlava Loretta osservava i diversi stati d\u2019animo che si alternavano sul viso della donna: il fastidio per delle osservazioni ritenute ingiuste, la preoccupazione per la figlia, la fiducia riposta in Jacopo e tanta tristezza per una vita che era stata cattiva nei loro confronti, l\u2019ombra fuggevole di un dubbio scacciato a forza. &nbsp;Non aveva nulla da contestarle perci\u00f2, seppure a malincuore, la conged\u00f2 raccomandandole di seguire con attenzione Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva far di pi\u00f9 ma non si sentiva l\u2019animo in pace. Istintivamente non nutriva per Jacopo la stessa fiducia manifestata dalla mamma di Chiara: aveva notato nella ragazza un cambiamento troppo repentino per essere naturale e questo le aveva attivato mille campanelli di allarme, perci\u00f2 nei giorni che seguirono si sforz\u00f2 di osservare il comportamento della sua alunna senza farle troppe osservazioni. La vedeva allontanarsi ogni giorno di pi\u00f9 dai suoi compagni: li trattava ostentatamente come se fossero dei lattanti, faceva spesso allusioni al fatto che lei sapeva divertirsi pi\u00f9 e meglio di loro e il suo comportamento era causa di frequenti contrasti e malumori nella classe. Robertone in queste occasioni cercava di farla ragionare con pazienza ma finiva sempre zittito malamente, con un\u2019aria da cane bastonato che faceva capire a tutti quanto lui tenesse alla sua compagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta non riusciva a pensare ad altro nemmeno durante il fine settimana e anzi passava spesso il suo tempo libero a rimuginare in cerca di una soluzione; se usciva con gli amici apriva bocca raramente e pensava ad altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un venerd\u00ec pomeriggio tardi, mentre era in coda col suo carrello alla cassa del supermercato, sent\u00ec uno scoppio di risa e riconobbe la voce di Chiara: la vide in fila poco davanti a lei, con un gruppetto di amici e Jacopo mentre infilavano in un sacchettone robusto bottiglie di birra, aperitivi e superalcolici, patatine e salatini. Ag\u00ec d\u2019istinto e lasci\u00f2 il carrello per raggiungerla: stava gi\u00e0 uscendo; la chiam\u00f2 forte e Chiara si volt\u00f2, circondata dai suoi amici. Gli occhi mandavano lampi di rabbia: \u201cBuonasera prof, vuole interrogarmi per caso? Possibile che non sia padrona nemmeno del mio tempo libero? Che cosa vuole? Lo sa che tormento mi d\u00e0 mia madre da quando vi siete parlate?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiara, ti prego, non voglio farti del male; sono solo preoccupata per te. Hai la borsa piena di alcolici, quella roba ti pu\u00f2 ammazzare. Per favore, ascoltami!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSa cosa le dico? Mi lasci un po\u2019 in pace una buona volta! Questi non sono proprio ca\u2026\u2026..\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusc\u00ec a terminare la frase. Jacopo l\u2019aveva spinta da parte e ora fronteggiava Loretta, schiacciandola con&nbsp; la sua fisicit\u00e0 imponente. \u201cDavvero, prof, non si deve preoccupare. Gli alcolici sono per i miei genitori che danno una festa. Hanno mandato me a prenderli perch\u00e9 sono maggiorenne e so quel che faccio. Chiara con me \u00e8 in buone mani, mi prendo cura di lei come non fanno a scuola e nemmeno a casa. Mammina \u00e8 contenta, l\u2019ha sentito anche lei, credo. Perch\u00e9 non lascia che le sue alunne si divertano come vogliono nel tempo libero? E\u2019 un loro diritto, non crede? E si faccia una birretta anche lei ogni tanto che magari si rilassa!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i ragazzi scoppiarono a ridere alla battuta, poi si allontanarono. Dopo qualche passo la ragazza si volt\u00f2 verso di lei e le fece <em>ciao<\/em> con la manina.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta si sentiva veramente un\u2019idiota; ma davvero aveva pensato di riuscire a convincerla in questo modo puerile? Umiliata, torn\u00f2 dentro al negozio, recuper\u00f2 il carrello scusandosi e si rimise in fila. Quando fu il suo turno, la cassiera la guard\u00f2 con simpatia e alz\u00f2 le spalle, come a dire che la capiva ma non poteva farci nulla se i giovani si imbottivano di porcherie fino a star male. Il suo compito era vendere. Questo la fece montare in bestia; era veramente possibile che degli adulti consapevoli assistessero all\u2019autodistruzione di tanti giovani senza muovere un dito? Non disse niente perch\u00e9 sentiva che avrebbe certamente esagerato e il nodo che aveva in gola le avrebbe impedito di emettere suoni accettabili. Usc\u00ec dal negozio oppressa dal peso delle borse e da una sensazione di fallimento profonda, come educatrice e come persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 un fine settimana cupo, immersa in considerazioni che ondeggiavano fra l\u2019autocommiserazione e la preoccupazione per le sorti del mondo futuro; come si poteva far capire ai giovani che l\u2019alcol era pericoloso se tutto congiurava per ottenere il risultato opposto? Il dio denaro aveva sempre il sopravvento su tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Al luned\u00ec mattina si rec\u00f2 a lavorare stanca come se avesse sgobbato una vita in miniera.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel banco era vuoto!<\/p>\n\n\n\n<p>A differenza delle altre volte, in cui i compagni di Chiara si erano limitati a borbottare qualcosa fra di loro, questa volta sembravano tutti eccitati: si erano riuniti intorno a Robbi che agitatissimo raccontava ci\u00f2 che era accaduto poche sere prima. Quando lei entr\u00f2 in classe, il ragazzo le disse subito: \u201cProf, Chiara sabato sera ha bevuto troppo ed \u00e8 caduta in coma etilico. Ora \u00e8 in rianimazione all\u2019ospedale. Non sanno se ce la far\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle parole le fecero l\u2019effetto di una bomba; sent\u00ec le gambe che non la reggevano pi\u00f9 e si sedette sulla prima sedia che trov\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe \u00e8 successo?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel fine settimana i genitori di Jacopo non c\u2019erano. Hanno comprato una barca nuova e volevano provarla con i loro amici cos\u00ec sono andati al mare. Jacopo ha approfittato della casa libera e sabato sera ha organizzato una festa con gli amici. C\u2019era un mucchio di gente. Gi\u00e0 nel pomeriggio hanno cominciato a bere alcolici di tutti i tipi: whiskey, vodka, birra, digestivi\u2026 e Chiara li ha bevuti tutti senza mangiare nulla, forse voleva far vedere che era capace di reggerli come i grandi . Un ragazzo che c\u2019era mi ha detto che si vedeva molto bene che era ubriaca gi\u00e0 da met\u00e0 pomeriggio, barcollava, diceva scemenze, continuava a ridere e piangere insieme. Poi ad un tratto si \u00e8 zittita, non parlava pi\u00f9, non rispondeva a chi le chiedeva come stava ed \u00e8 caduta per terra, senza sensi. Alcuni ragazzi non se ne sono nemmeno accorti, tanto erano ubriachi anche loro ma Jacopo ed altri hanno cercato di rianimarla chiamandola, bagnandole la fronte, scuotendola. Niente da fare, non si \u00e8 pi\u00f9 ripresa. Dopo un bel po\u2019 di tempo si sono decisi a chiamare un\u2019ambulanza che l\u2019ha portata via. Non so pi\u00f9 niente, so solo che \u00e8 all\u2019ospedale in coma\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta osserv\u00f2 ben bene Roberto: aveva la faccia pesta a furia di piangere, gli occhi infossati; era disperato, l\u2019immagine viva del dolore e dell\u2019impotenza!<\/p>\n\n\n\n<p>Altre compagne si misero a piangere, impressionate e dispiaciute.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 anche la Dirigente Scolastica che era stata avvisata dalla famiglia per metterla al corrente dell\u2019accaduto; da lei venne a sapere che Jacopo aveva declinato tutte le responsabilit\u00e0 affermando che si era reso conto troppo tardi che la ragazza aveva un debole per gli alcolici e aveva pi\u00f9 volte cercato di dissuaderla da tutte quelle bevute ma lei se n\u2019era fregata ed aveva continuato a riempirsi il bicchiere, euforica.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta non credeva alle sue orecchie: mandava gi\u00f9 amaro pensando alle parole beffarde che le aveva rivolto il ragazzo soltanto pochi giorni prima, al suo sguardo che la esaminava disgustato come se avesse davanti un insetto. E ora se ne lavava le mani! Povera Chiara, involontariamente era stata un giocattolo in quelle mani luride e ora si trovava in condizioni disperate! Si sentiva bruciare dentro per la rabbia e la vergogna di non aver potuto fare qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella fu la mattina pi\u00f9 brutta della sua vita. Consolare i ragazzi era impossibile, la ferita era troppo viva: tutti erano molto affezionati a Chiara anche se negli ultimi tempi si era allontanata da loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Accolse la campanella con un senso di liberazione e si precipit\u00f2 in ospedale sperando di avere notizie. La sua alunna era in rianimazione; naturalmente non la fecero entrare ma la mamma usc\u00ec un attimo per prendere una bottiglietta d\u2019acqua al distributore e cos\u00ec pot\u00e9 parlarle: Chiara era ancora in coma e non dava segno di miglioramento. I dottori non si esprimevano sulle possibilit\u00e0 di recupero, si limitavano a dire che bisognava aspettare. La donna era disperata, il viso sfigurato dal pianto e dalle ore di veglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe l\u2019avessi ascoltata! \u2013 disse \u2013 Forse tutto sarebbe andato diversamente. Ho negato tutto anche se dentro di me sentivo un campanello d\u2019allarme ma l\u2019ho ignorato. Non ho saputo capire i segnali che la mia piccola mi mandava, credevo che fosse tutto normale, che stesse passando un periodo di ribellione, che la vicinanza di Jacopo poteva compensare la mia assenza. Non ho voluto capire perch\u00e9 avevamo un bisogno disperato di quei soldi per vivere. Sa, da quando il padre di Chiara \u00e8 finito in carcere la nostra vita \u00e8 stata un inferno. Facendo la badante solo di giorno guadagnavo appena da mangiare, non riuscivo a pagarle gli studi, qualche vestito nuovo, le poche distrazioni che mi chiedeva. Allora ho cominciato a farlo anche di notte perch\u00e9 prendevo qualcosa in pi\u00f9. Ora mi chiedo, ne valeva la pena?\u201d Pronunci\u00f2 quest\u2019ultima frase come se fosse rivolta a s\u00e9 stessa. Poi, col capo chino, ritorn\u00f2 nella stanza di sua figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara non si svegli\u00f2 pi\u00f9. Durante la notte mor\u00ec fra le braccia della madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Loretta, anni dopo, ripensava a quel periodo lo riviveva come il peggior incubo della sua vita: il mazzo di fiori in classe, sul banco, e i ragazzi che cercavano di non guardarlo con la speranza che al suo posto, per miracolo o per magia, si materializzasse ancora la loro compagna facendo le smorfie; il sagrato della chiesa gremito di persone per un ultimo saluto, il giorno del funerale; quella piccola bara bianca coperta di fiori multicolori: era impossibile credere che Chiara, con le sue espressioni buffe e le sue risate dormisse per sempre l\u00ec dentro; i palloncini bianchi che volavano in aria, i giovani stretti uno all\u2019altro, tutti con una maglietta bianca con la sua immagine felice davanti; il pap\u00e0 che non l\u2019aveva nemmeno potuta salutare e ora, in permesso, piangeva come un bambino accarezzando la bara. E la mamma, una statua di sale senza pi\u00f9 lacrime, l\u2019ombra della donna piacente che era stata.<\/p>\n\n\n\n<p>Loretta guardava la bara e si immaginava che Chiara da un momento all\u2019altro sarebbe uscita e li avrebbe salutati con la mano come l\u2019ultima volta che l\u2019aveva vista. Gi\u00e0, quello era stato l\u2019ultimo saluto ma lei ancora non lo sapeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Venne anche Gi\u00f2 e abbracci\u00f2 i ragazzi uno ad uno, senza dire niente. Lui lo sapeva da tanto quanto era pericoloso l\u2019alcol e quanto dolore poteva provocare, capiva il loro strazio. Stettero tutti vicini ad ascoltare le parole del parroco e di alcuni amici che salutavano Chiara per l\u2019ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Jacopo no, lui non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Paola Lorenzetti<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loretta osservava piena di orgoglio l\u2019aula magna gremita di preadolescenti. Strano a dirsi, non si sentiva volare una mosca. 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