{"id":4426,"date":"2024-07-16T19:32:41","date_gmt":"2024-07-16T17:32:41","guid":{"rendered":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4426"},"modified":"2024-07-16T19:32:41","modified_gmt":"2024-07-16T17:32:41","slug":"vincita-potenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/magazine.addictus.it\/?p=4426","title":{"rendered":"VINCITA POTENZIALE"},"content":{"rendered":"\n<p>Sto camminando, la testa mi fa un po&#8217; male. \u00c8 da quando sono uscito dal lavoro che ho questo dolore fastidioso che non smette mai di esserci. Arriva sempre verso le diciotto, dopo aver finito il turno. Non appena varco la porta d\u2019uscita della fabbrica vengo sopraffatto da una fitta improvvisa che si estende a tutto il cranio, dalla nuca fino alle tempie. Forse sar\u00e0 per lo sforzo, i turni sono massacranti allo stabilimento. Vado a lavorare alle sette, con il sole che deve ancora sorgere, ed esco di sera, con la luce che se n\u2019\u00e8 andata da un pezzo. \u00c8 buio, le uniche illuminazioni che vedo durante tutta la giornata sono quelle del reparto e quelle di casa mia. Vivo con Vanessa, forse c\u2019entra anche lei con i continui mal di testa. Ci siamo trasferiti un anno fa, prima abitavamo entrambi a casa dei nostri genitori. Abbiamo traslocato d\u2019estate, quel giorno pioveva. Ci eravamo bagnati tutti, compresi i suoi nonni che si erano offerti di darci una mano. Lei non mi sopporta pi\u00f9, stiamo litigando oramai da un paio di mesi. Non la capisco, a volte fatico a comprendere i suoi sbalzi d\u2019umore. Mentre discutiamo o ci insultiamo a vicenda, la sua pelle diventa rossa ma di un rosso strano, quasi minaccioso. Mi dice continuamente che dovrei stare pi\u00f9 attento con quello che guadagniamo. Non siamo miliardari e non riusciremo mai ad esserlo. Vanessa \u00e8 un\u2019impiegata, si occupa di gestire i conti per un\u2019azienda di trasporti, a mezz\u2019ora da casa nostra. Prende l\u2019autobus per arrivarci, si siede sempre ai primi posti per evitare gli studenti che vanno a scuola. Ultimamente sembra demotivata, non mi guarda pi\u00f9 come prima. I litigi di certo non hanno aiutato, un vicino si \u00e8 anche preoccupato. Ha bussato alla porta, domandando se fosse tutto apposto. Io gli ho risposto che sono cose che capitano e che non si doveva allarmare. Non mi ha creduto, \u00e8 andato via con aria sospetta, neanche fosse un investigatore privato. Ci ripenso spesso, sar\u00e0 difficile dimenticare l\u2019espressione che aveva quel pomeriggio. Ma la cosa non mi preoccupa, sto per raggiungere il centro scommesse. \u00c8 un locale nemmeno troppo grande, che si trova di fronte alla gelateria preferita di mia sorella. Ci vado ogni tanto, anche pi\u00f9 di ogni tanto. Il titolare si chiama Mauro, \u00e8 un ragazzo, ha da poco compiuto ventisei anni. Se ne sta sulle sue, non parla molto con la clientela. Si limita a fare qualche battuta, giusto per sdrammatizzare un po&#8217;. Si intrattiene per qualche minuto poi ritorna a sbrigare le sue faccende. Lo saluto dopo esser entrato. Indossa una felpa con delle immagini stilizzate. Dovrebbero essere degli animali, riesco a riconoscere un elefante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCiao Leo, come va?\u00bb, mi domanda dopo avermi riconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTutto bene, te?\u00bb, gli rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBene bene, ci giochiamo il solito oggi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono molte persone, la maggior parte degli scommettitori ancora sta lavorando. Incrocio lo sguardo di Tiziano, uno di quelli \u201cfissi\u201d come li definisco io. Trascorre tutto il suo tempo al centro scommesse, esce soltanto per andare a fumare. Dovrebbe essere un idraulico, prossimo alla pensione. Sua moglie faceva la catechista quando io e mia sorella eravamo piccoli. Aveva una certa influenza su di noi, all\u2019oratorio tutti le portavamo rispetto. In sua presenza nessuno parlava, ci limitavamo ad ascoltare e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuonasera Tiziano\u00bb, dico senza alzare troppo la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuonasera\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSu quale campionato ti sei buttato oggi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ribatte, abbassando gli occhi: \u00abCoppa brasiliana, si giocavano due partite niente male\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019altra volta il Giappone, oggi il Brasile, sei un uomo di mondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver scambiato due parole con Tiziano cerco una sedia su cui sedermi. Noto due signori che non ho mai vista prima, due \u201cforestieri\u201d, come mi piace chiamare quelli che vengono da un altro paese. Solitamente lo fanno per non correre il rischio di essere scoperti. Prima di andare a vivere con Vanessa, aveva assistito a una scena simile. Un figlio si era scagliato violentemente contro il padre, dicendogli che era un vigliacco. Lo aveva colto in flagrante, stava per afferrare la schedina che aveva appena giocato. Non \u00e8 stata una bella immagine, ricordo che sono rimasto immobile per una decina di minuti. Non mi aspettavo che accadesse una cosa del genere ma non ci ho impiegato molto a riprendere le forze. C\u2019erano i Mondiali di calcio, un\u2019occasione troppo ghiotta per farsela sfuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe quote le trovi sopra a quella mensola\u00bb, mi avvisa Mauro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOk, grazie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prendo, sono una decina di fogli in tutto. Mi sento meglio, nonostante non abbia ancora preso posto. L\u2019odore della carta mi fa stare bene, la superficie \u00e8 liscia, appena uscita dalla stampante. Ordino meglio i fogli, alcuni non sono stati pinzati bene. Nel frattempo mi siedo su uno sgabello di legno, vicino alla postazione di Mauro. Ci sono dei monitor sopra alla mia testa, stanno trasmettendo i risultati di alcune partite. Poso i fogli sul tavolo, devo studiarli bene. Scorro con gli occhi le quote, per ogni squadra associo automaticamente il campionato. Pi\u00f9 vado avanti, pi\u00f9 il mal di testa diminuisce. Non ho preso nessun farmaco, sto solo leggendo delle tabelle stracolme di numeri e di lettere. Lentamente il dolore svanisce e lascia spazio al piacere, lo stesso piacere che provavo a scuola, dopo aver portato ai miei compagni di classe le quote. Le andavo a prendere a piedi, quasi sempre di sabato e prima che arrivasse la corriera. Mi svegliavo presto, mangiavo una merendina al volo e uscivo di casa senza preoccuparmi di dirlo al mio compagno di fermata, che viveva a qualche isolato da casa mia. Lo facevo per essere accettato e per inserirmi meglio all\u2019interno della classe. I miei compagni sapevano di poter contare su di me, avrei saltato la lezione piuttosto che presentarmi l\u00ec a mani vuote. Anche io scommettevo con loro, utilizzavo dei foglietti di carta per annotarmi le partite. Li strappavo dal quaderno di matematica, la cosa non mi dispiaceva affatto. Dopo aver scritto tutto, mostravo l\u2019elenco a quelli pi\u00f9 popolari, cercando di convincerli a scommettere con me. Giocavamo uno, due euro a testa. Con i match importanti, invece, puntavamo fino a dieci euro. Una cifra insignificante se paragonata con quello che avrei speso dieci anni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon buttarti sul Sud America, ci ho perso cinquanta euro l\u2019ultima volta\u00bb, mi dice Tiziano che si \u00e8 avvicinato al mio sgabello.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe non conosco il campionato non lo considero\u00bb, rispondo in modo stizzito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuon per te\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendo ad analizzare le partite, le pi\u00f9 affascinanti sono quelle europee. Ci sono due derby in Inghilterra, in Spagna c\u2019\u00e8 una lotta salvezza per non retrocedere alla trentesima giornata. L\u2019entusiasmo sale dal basso, sono talmente su di giri che mi bagno le labbra con la lingua. \u00c8 come se stessi assaporando la pasta e ceci di mia mamma; io amo quel piatto. Prendo un bloc-notes, ce ne sono parecchi in giro, sono sparsi per tutto il locale. La penna \u00e8 leggera, il tappo \u00e8 andato disperso. Inizio ad annotarmi qualche partita, dovrebbero essere una dozzina. Le numero in modo dettagliato, sono bravo, \u00e8 impossibile che qualcosa mi sfugga. Intorno a me nessuno parla, c\u2019\u00e8 un silenzio rilassante. Tiziano e i due forestieri sono impegnati a seguire i pronostici sui monitor, hanno lo sguardo fisso sugli schermi. \u00c8 la situazione perfetta per fare un buon lavoro con la schedina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLeo, stai attento che non cada quel contenitore\u00bb, mi urla inaspettatamente Mauro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi giro, non aveva fatto caso al raccoglitore di fogli che stavo per rovesciare per terra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusa, sono un deficiente\u00bb, ribatto sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTranquillo, non vorrei che succedesse un casino\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon accadr\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo posiziono meglio, l\u2019avvertimento di Mauro mi ha destabilizzato. Ritorno alla schedina, sono arrivato alla settima partita. Dopo averla segnata decido di fermarmi. Forse dodici match sono troppi, meglio andarci piano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAdesso c\u2019\u00e8 lo step pi\u00f9 importante\u00bb, penso ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo scegliere i risultati esatti, le opzioni sono poche. Non mi piacciono quelle giocate sofisticate che prediligono in molti, proprio non le sopporto. I gol segnati, i marcatori, a me interessa solamente il risultato. Lo trovo gratificante, ragionare su come possa concludersi una partita \u00e8 il momento migliore della giornata. Non riesco a rinunciare a quei dieci minuti. Li aspetto con impazienza, mentre lavoro la testa va costantemente al centro scommesse, a quella routine consolidata che c\u2019\u00e8 sempre. Anche la camminata per raggiungerlo \u00e8 motivo di soddisfazione, le gambe vanno a mille, mente e corpo sono perfettamente collegati. So che l\u00e0 dentro i dolori spariscono, diventano piccoli piccoli, quasi insignificanti. Mi serve avere quella sicurezza, contenuta in quelle quattro mura dipinte di bianco. Senza parlare della vincita, fare soldi \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSecondo me dovresti giocare meno partite\u00bb, mi dice Tiziano che ha smesso di seguire i pronostici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0 ne ha tagliate alcune, se continuo cos\u00ec non vinco nulla\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon sono d\u2019accordo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTu gioca il tuo, io il mio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEra solo un consiglio\u00bb, replica lui che ha sbirciato tutte le mie partite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI consigli si possono anche non accettare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCavolo, che poeta!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un po&#8217; infastidito, Tiziano mi ronza intorno da quando sono entrato. Non \u00e8 l\u2019unico a credersi il Dio delle scommesse. Al paese ce ne sono molti, soprattutto ragazzi. Si esaltano per aver vinto cento euro, lo pubblicano anche sui social. Non hanno tatto, non capiscono che il segreto sta nel perseverare. Si rilassano dopo aver vinto, credono di essere invincibili. Osano senza riflettere e perdono, perdono per dieci, quindici volte consecutive. Si lamentano, inventando la scusa che la buona sorte non \u00e8 pi\u00f9 dalla loro parte. Non resta che mollare la presa, che dire di essere stati sfortunati. Ci sono passato, non va assolutamente cos\u00ec. Bisogna insistere, non \u00e8 una questione di fortuna o sfortuna. \u00c8 una lezione che ho imparato e che sar\u00e0 complicato dimenticare. Ma non ho intenzione di farlo. Mi serve per staccare, mi serve per stare sereno e per prendermi una pausa da Vanessa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 un poeta qua dentro?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi volto, \u00e8 appena entrato Maicol. Ha ascoltato la battuta di Tiziano e ci ha scherzato su. Va ancora all\u2019universit\u00e0, ne ha cambiate tre negli ultimi cinque anni. Ora sembra aver trovato la strada giusta, l\u2019ho visto in forma, di sicuro \u00e8 una bella notizia. Lui fa parte della categoria degli \u201canomali\u201d. Ci sono periodi in cui non si presenta, altri, invece, in cui si trasferisce letteralmente al centro scommesse. Suo padre lavora nella mia stessa fabbrica, gli mancano tre anni per andare in pensione. Non parla di suo figlio con me, ho l\u2019impressione che mi eviti. \u00c8 probabile che ce l\u2019abbia con tutti quelli che scommettono. Una mattina avevo parcheggiato la macchina vicino alla sua, lui non era sceso, stava fumando con il finestrino abbassato. Pensavo che stesse litigando con qualcuno, non mi ero accorto che stesse parlando da solo. Ce l\u2019aveva con Maicol, erano scomparse due banconote da cinquanta euro a casa. L\u2019avevo beccato durante una sfuriata, una delle tante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNessun poeta, stai tranquillo\u00bb, rispondo, \u00abciao Maicol, come va?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBene, te Leo?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn po&#8217; indeciso ma per il resto tutto apposto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVuoi una mano?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, risolvo da solo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome desideri\u00bb, mi risponde dopo essersi seduto di fianco al mio sgabello.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo lo fisso, lui ha questa abitudine di appoggiare il portafoglio sopra alle quote. Non ne conosco il motivo, sarebbe il caso di domandarglielo. Non credo che voglia dimostrare qualcosa, non \u00e8 proprio il tipo. Nemmeno io lo farei, l\u2019ultima volta che ho lasciato in bella vista il portafoglio Vanessa lo ha preso. Era sopra al comodino in camera da letto, lei lo ha afferrato con prepotenza. Io mi trovavo in bagno, il rumore del phon con cui mi stavo asciugando i capelli aveva coperto la sua voce. Dopo averlo spento, sono uscito dalla stanza. L\u2019ho incontrata con un oggetto in mano, lo stringeva, sembrava che volesse distruggerlo. \u00ab\u00c8 sempre vuoto questo cazzo di portafoglio\u00bb, ha urlato, \u00abcosa dovrei fare? Devo metterci un lucchetto? Te lo devo sequestrare?\u00bb. Io non ho abbozzato nessuna reazione, avevo ancora l\u2019accappatoio addosso. Ho cercato di tranquillizzarla, inventando una scusa. I soldi non c\u2019erano perch\u00e9 avevo pagato il bollo dell\u2019auto, una giustificazione pessima, chiunque se la sarebbe cavata meglio. Non potevo dirle che avevo giocato tre schedine sulla Champions League, due da solo e una con Maicol. Mi aveva convinto a puntare molti soldi su una partita facile che, secondo le sue previsioni, sarebbe finita 5 a 0. Io non ho tentennato, ho accettato subito. Il suo volto era sicuro, determinato, una garanzia. Non avrei mai immaginato che quella sera si sarebbe scatenato il finimondo. Vanessa aveva gli occhi lucidi, somigliavano a quelli di mia madre quando mi toglieva di nascosto le monete dallo zaino. Le tenevo nella tasca laterale, tra la colla e l\u2019evidenziatore giallo. Mamma conosceva i miei nascondigli, era impossibile ingannarla. Se si rendeva conto che stavo esagerando con le quote, si attivava all\u2019istante. Io non lo sopportavo, specialmente se avevo preso accordi con altre persone. Litigavamo spesso, era molto critica nei miei confronti. Aveva capito che pi\u00f9 di un passatempo quella per le scommesse era diventata una fissazione per me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 stai guardando il mio portafoglio?\u00bb, mi chiede Maicol, svegliandomi dal sogno ad occhi aperti che stavo facendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer nessun motivo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei stanco?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDavi l\u2019impressione di esserti appena addormentato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 difficile dormire con Tiziano che ti viene a rompere le palle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ride, andando indietro con la schiena. Capita di prendersi in giro a vicenda, anzi sarebbe proprio strano se non succedesse. Il bersaglio preferito \u00e8 Tiziano, con lui la battuta \u00e8 assicurata. Sta sempre al gioco, si diverte. Un giorno era particolarmente ispirato. Si \u00e8 avvicinato di soppiatto e mi ha confessato che entrare nel centro scommesse era come ritornare adolescente. \u00abParlare con voi mi piace, sono stato giovane anch\u2019io, mi mancava esserlo\u00bb, ha ammesso senza troppi fronzoli. Per carit\u00e0, non \u00e8 la persona pi\u00f9 educata al mondo, a volte si comporta in modo inappropriato ma in quell\u2019occasione era tremendamente sincero. Sentiva che c\u2019era qualcosa che accomunava tutti, su cui confrontarsi, su cui scherzare. Poteva e pu\u00f2 essere definito come un sentimento condiviso, che ti prende e che non ti lascia andare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei simpatico Leo, non sai quanto\u00bb, ribatte lui dopo la mia frecciatina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScherzo ovviamente, ti vogliamo troppo bene\u00bb, gli dico per rassicurarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOnorato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Io e Maicol ci tiriamo un\u2019occhiata, \u00e8 ora di metterci sotto, dobbiamo finirla con le chiacchere. Riprendo le partite, ho gi\u00e0 in mente di inserire dei risultati secchi. Nessuna doppia possibilit\u00e0, o la squadra vince o la squadra perde o la squadra pareggia. Non mi piace improvvisare, devo studiare ogni dettaglio. Controllo con il cellulare se ci sono dei giocatori infortunati, se c\u2019\u00e8 stato qualche cambio di allenatore all\u2019ultimo secondo. \u00c8 un processo delicato ma allo stesso tempo emozionante. Sembro uno di quei ricercatori che si vedono in televisione, con i loro camici e le loro provette da analizzare. Noto che una squadra inglese ha perso tre giocatori, sarebbe consigliabile darla per sfavorita. Applico lo stesso ragionamento a tutte e sette le partite. I miei occhi scattano velocemente, sono un felino, appena ho la soluzione la annoto subito. Gioco due pareggi, la X mi viene un po&#8217; male, la rimarco con la penna per non confondere Mauro. Dopodich\u00e9, vado con le vittorie in trasferta, tre per la precisione. Rimangono le vittorie in casa, sono semplici, \u00e8 scontato che vincano le squadre pi\u00f9 forti del campionato spagnolo. Ho finito. Per cinque minuti mi sono estraniato dalla realt\u00e0 talmente ero assorto nelle quote e nelle notizie. \u00c8 stato bello, ora per\u00f2 meglio controllare che non ci siano stati errori. A una a una ispeziono ogni riga. Tocco il foglietto del bloc-notes, \u00e8 stropicciato, non stato clemente con lui. La foga con cui ho usato la penna ha rovinato la carta. Non sono in grado di frenare questo impulso, non ho motivo di farlo. Cancellarlo porterebbe il caos nella mia vita, finirei col perdere quel punto di riferimento che ho faticosamente portato avanti. I miei genitori non lo capiscono, Vanessa non lo capisce. Quando vincer\u00f2 e li far\u00f2 ricchi, si ricrederanno e mi diranno che avevo ragione. Cambieranno opinione sulla mia passione, su quella cosa che mio padre ha definito \u201cuna tossicodipendenza mascherata\u201d. Ci ho riflettuto, ho avuto anche dei ripensamenti. Durante il primo anno di lavoro, nei primi mesi di frequentazione con Vanessa, ho tentato di riconsiderare alcuni aspetti della mia ossessione per le scommesse. I pensieri che facevo erano contrastanti, un\u2019accozzaglia di idee che non avevano nulla di sensato. Avevo addirittura pensato di far scommettere qualcun altro al posto mio, per non dare nell\u2019occhio. Ero confuso, se avessi continuato a rimuginare sarei andato direttamente in banca a chiedere un prestito. Aveva programmato anche quello, ero sul baratro. Da una parte volevo smettere per loro, soprattutto per Vanessa. Dall\u2019altra, invece, desideravo soltanto tornare in quel centro scommesse. Alla fine ho ceduto, non ce l\u2019ho fatta a resistere. Ero certo che se fossi andato l\u00ec con i soldi contati la situazione si sarebbe risolta da sola. Un piano decisamente migliore rispetto a quelli che avevo pianificato prima ma comunque inutile. \u00c8 durato la miseria di due settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedo che hai finito\u00bb, afferma Maicol, dopo essersi sporto verso di me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0, speriamo bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa speranza non c\u2019entra nulla, uno come te dovrebbe saperlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo so ma mi piace dirlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi piace dirlo? Non l\u2019avevo notato\u00bb, scherza lui, \u00abquanto ti giochi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono abbastanza sicuro delle mie scelte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuindi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCinquanta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPuntata bassa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondo prontamente: \u00abBassa ma efficace\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La frase di Maicol mi ha leggermente scosso, lui mi provoca sempre. \u00c8 assurdo che la predica sui soldi venga da un ragazzo che li ruba ai suoi genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSar\u00e0 efficace ma bisogna osare\u00bb, prosegue lui nel suo attacco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOggi non rischio, non fomentarmi ancora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMe ne occuper\u00f2 io allora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE chi te lo impedisce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo, devo raggiungere la postazione del titolare. Strappo il foglio sui cui mi sono segnato le partite dal bloc-notes. Lo consegno a Mauro che comincia a inserire i risultati. Seleziona dei codici sul suo computer, \u00e8 agile, ha una buona manualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa scommessa?\u00bb, mi chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCinquanta euro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOk\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci vuole molto tempo per stampare la schedina, l\u2019ennesima schedina della mia vita. La afferro, verifico che sia tutto apposto. La vincita potenziale \u00e8 alta, la assaporo, come se stessi annusando un tulipano. La mente inizia a viaggiare, con questi soldi potrei permettermi qualcosa di lussuoso. Da adolescente sognavo di andare a Corf\u00f9 o di comprarmi un cellulare nuovo con i soldi della vincita. Adesso mi servono per altro, ho ambizioni pi\u00f9 importanti, o forse voglio soltanto convincere me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon cambi mai eh?\u00bb, bisbiglia Tiziano, interrompendo il mio momento di riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon cambio mai?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSempre con questo cazzo di pallone\u00bb. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo sai, io vivo per il calcio\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVivi per il calcio o per le scommesse?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusami?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAttento a non confonderli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai bevuto?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTi sto prendendo in giro, fai spazio che \u00e8 il mio turno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sposto, lasciando passare Tiziano. Ha parecchi fogli in mano, li tiene con la mano sinistra. \u00c8 superstizioso, tutti qua dentro lo siamo. Maicol \u00e8 solito strofinare i soldi contro i pantaloni prima di giocarseli. Io, invece, mi limito a toccarli in modo strano e a fare qualche scongiuro. Un tizio una volta li baci\u00f2 davanti a tutti, gridando che si sarebbero triplicati. Credo che non sia successo, non ho rivisto pi\u00f9 la sua faccia in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTe ne vai?\u00bb, mi domanda Mauro che ha appena finito di stampare la prima schedina di Tiziano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, torno a casa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi vediamo allora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAlla prossima\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Do la buonasera a tutti, compresi i due forestieri che sono ancora all\u2019interno del locale. Mi giro, la porta d\u2019uscita \u00e8 a pochi passi. Mi arriva un messaggio, \u00e8 Vanessa. Mi domanda se ho comprato la prolunga per la televisione. Mi fermo, l\u2019ho dimenticato. Nota che non sto rispondendo, decide di incalzarmi. \u00abNon \u00e8 che sei al centro scommesse?\u00bb, mi scrive. Io ho ancora la schedina in mano, non ho intenzione di mentirle n\u00e9 di farla arrabbiare. \u00abCi vado subito\u00bb, le rispondo, inserendo anche una emoticon. Attendo una decina di secondi, entrano un paio di persone. Mi muovo per farle passare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u2019\u00e8? Non sei riuscito ad aprire?\u00bb, grida Mauro che mi ha visto tentennare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDevo sbrigare una cosa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOk\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzo gli occhi verso l\u2019alto, non lo so nemmeno io cosa stia aspettando. Potevo essere gi\u00e0 uscito da un pezzo, sarei persino arrivato dal ferramenta. Sono bloccato, il motivo \u00e8 semplice. Le parole di Maicol si agitano ancora nella mia testa. Probabilmente aveva ragione, non ho puntato chiss\u00e0 quale cifra. Anche le partite non sono tante. Sette \u00e8 un buon numero ma non \u00e8 sufficiente. Ho visto schedine lunghe come pergamene, se riesci a vincere una di quelle ti sistemi per tutta la vita. L\u2019indecisione \u00e8 dura da combattere, ho due vie di fronte a me: ritornare al mio sgabello o sbrigare la commissione dal ferramenta. Vanessa non risponde, magari sono riuscito a convincerla. Dovrebbe rincasare a breve, l\u2019autobus delle diciotto e trenta non ritarda mai. Se torno all\u2019appartamento a mani vuote potrei rovinare la serata ad entrambi. Mentre penso a tutti gli scenari possibili, Maicol mi passa dietro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuanto \u00e8 brutta l\u2019incertezza\u00bb, dice ad alta voce, tentando di catturare la mia attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove vai?\u00bb, gli rispondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDevo chiamare mia madre\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOk\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDopo ti aspetto al tavolo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E lui: \u00abTanto so che farai il bis\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La provocazione di Maicol non migliora la situazione gi\u00e0 precaria. In sottofondo si avvertono i rumori pi\u00f9 disparati. La carta che si muove, le imprecazioni, il computer di Mauro che stampa le schedine. Sono suoni familiari, piacevoli, fanno parte del mio mondo. La tentazione \u00e8 grande, le gambe non vanno. Non ho voglia di uscire, la suola delle scarpe si \u00e8 appicciata al pavimento. Maicol rientra, la chiamata con sua madre \u00e8 stata rapida. Non mi dice nulla, nemmeno mi guarda in faccia. Dovrei seguire la sua scia e ripresentarmi al tavolo. Mentre osservo il suo andamento deciso, percepisco una vibrazione, all\u2019altezza della coscia. \u00c8 il mio cellulare, Vanessa ha risposto. Guardo il messaggio che le avevo inviato precedentemente e poi la sua reazione. \u00abFai un po&#8217; come cazzo ti pare\u00bb, ha scritto, \u00abquando finiremo sul lastrico sar\u00e0 un problema tuo\u00bb. Le sue affermazioni mi colpiscono limitatamente. Il \u201cfinire sul lastrico\u201d \u00e8 una frase che utilizza spesso. Non le ho mai dato torto, quello che dice \u00e8 vero. I soldi si esauriscono in fretta, \u00e8 un dato di fatto. Ma si possono anche guadagnare allo stesso modo, basta crederci. Non sono in grado di rinunciare alle scommesse, ho fallito quando ho cercato di privarmene. L\u2019affetto dei miei, l\u2019amore che provo per Vanessa, posso gestire tutto senza dire addio alle schedine. Blocco il cellulare, la prolunga la andr\u00f2 a prendere verso le diciannove, il negozio \u00e8 ancora aperto a quell\u2019ora. Non rispondo a Vanessa, se lo facessi capirebbe che sono al centro scommesse. Mi presenter\u00f2 a casa con quel cavo elettrico che ci serve per la TV. Mi accuser\u00e0 di essere debole dopo aver notato che ho fatto un ritardo mostruoso. Sono fragile, non ho rispetto per i sentimenti degli altri e per le loro preoccupazioni. Infilo il telefono in tasca, l\u2019orologio segna le diciotto e trentacinque. Ho tempo per un\u2019altra schedina. Vedo Maicol seduto, Tiziano \u00e8 ancora alla postazione di Mauro. Riprendo posto, Vanessa mi ha inviato un altro messaggio. Chiudo gli occhi, li riapro. Potrei giocare venti, trenta euro, oppure sessanta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMaicol\u00bb, dico senza alzare la voce, \u00abche ne dici del campionato francese?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi stavo pensando proprio ora\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDieci partite?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAndata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Scritto da <strong>Federico Battaglia<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto camminando, la testa mi fa un po&#8217; male. \u00c8 da quando sono uscito dal lavoro che ho questo dolore fastidioso che non smette mai di esserci. Arriva sempre verso le diciotto, dopo aver finito il turno. 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